Il monastero delle nebbie




Recensione di Daniela Deflorio


Autore: Pierpaolo Brunoldi – Antonio Santoro

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Thriller Storico

Pagine: 329

Anno di pubblicazione: Gennaio 2019

 

 

 

 

 

Sinossi.  1217. Burgos. Castiglia del nord. Il corpo straziato di una monaca viene trovato nel chiostro del monastero di Las Huelgas. Del delitto è accusata Fleur d’Annecy, una ragazza dall’oscuro passato, rifugiatasi lì con il figlio Ruggero. Il francescano Bonaventura da Iseo, noto alchimista, è chiamato dalla badessa a fare luce sull’accaduto. Se Fleur sostiene che l’assassino è un uomo misterioso, avvolto in un mantello rosso fuoco, Magnus, il terribile monaco inquisitore, è di tutt’altro avviso: è la ragazza, che ha evocato un demone nel monastero, la colpevole. Bonaventura inizia la sua lotta contro il tempo per salvare dal rogo Fleur e mettere al sicuro il figlio, mentre le mura di Las Huelgas cominciano a tingersi del sangue di chi conosce i suoi mille segreti… Riuscirà l’alchimista a scoprire chi si cela dietro la mano dell’assassino, prima che la vendetta dell’inquisitore si abbatta anche su di lui?

 

 

Un delitto nel chiostro di un antico monastero.

Un frate alchimista alla ricerca della verità.

Chi si nasconde dietro la mano dell’assassino?

 

Recensione

Sei con noi da diverso tempo, eppure solo adesso mi rendo conto che ancora non hai trovato la misura per ospitare in te in un giusto equilibrio fede e ragione. L’una necessita dell’altra e viceversa.”

Sin dalla lettura delle prime righe di questo thriller storico, la mia mente è volata verso un suo simile assai noto nella nostra letteratura ossia Il nome della rosa di Umberto Eco. Grazie allo stile fluido della narrazione, mi sono infatti trovata catapultata in un altro tempo, un tempo in cui le vite nei monasteri erano scandite da ritmi cadenzati, attività di preghiera e lavoro, attività di studio e certezze dettate dalle regole religiose dell’ordine di appartenenza che sembravano infondere pace alle anime che lì abitavano. Ma ogni vita ha i suoi segreti, ogni persona ha dei peccati da espiare e la vita monastica non è estranea a tali tormenti, anzi, spesso giunge come soluzione di redenzione che non sempre risulta essere volontaria.

Ci troviamo nella Spagna del 1217 presso la linea del Cammino di Santiago punteggiata da tre monasteri di cui uno femminile; la maggior parte delle sorelle, appartenenti a famiglie di stirpe nobile, volenti o nolenti, si sono ritrovate a vestire un abito talare e a rispettarne le regole. La storia che ci viene narrata si svolge all’interno di un mese, da ottobre a novembre, durante il quale efferati omicidi vengono a turbare la tranquillità del monastero.

A indagare su tali eventi sarà frate Bonaventura d’Iseo, guerriero, medico e alchimista nonché seguace del maestro Francesco d’Assisi.

Lo stile è avvincente a tal punto da non riuscire a posare il libro, la tensione narrativa è sempre molto alta e nel momento in cui il lettore si convince di aver capito qualcosa ecco che gli autori, con grandissima maestria, lo ributtano nell’incertezza del dubbio. I personaggi sono caratterizzati in modo così abile da non aver nemmeno bisogno di specificare sempre, nei dialoghi, chi prende la parola alleggerendo così di molto la narrazione.

Ma l’elemento che ho apprezzato di più è stato l’intenzione, ben riuscita aggiungerei, di rendere i dialoghi non troppo moderni utilizzando termini e strutture delle frasi leggermente antichizzate; questo elemento ha aggiunto maggior veridicità e coerenza alla storia.

Questo thriller, partendo da un personaggio realmente esistito ossia frate Bonaventura d’Iseo, è stato in grado di mettere in luce i tormenti e le aberrazioni di quelle società religiose che, nascoste al mondo, hanno cercato di vivere la fede annientando la propria anima privandola della sua umanità e trincerandosi dietro un bene superiore.

Il male si nasconde in ogni uomo anche il più santo e pensare che i demoni e il demonio possano effettivamente condurre l’uomo a compiere atti scellerati quando è l’uomo stesso, corrotto dal potere e dal vil denaro, a compiere spontaneamente tali atti, vuol dire considerare l’essere umano alla mercè di superstizioni, malefici e profezie. E sarà proprio una profezia la causa o l’incipit, a seconda di come volete vedere le cose, scatenante delle azioni che leggerete in questa storia.

La paura della verità, spesso, nasconde ignoranza e superstizione; laddove il maligno sembra ordire le sue trame più fitte, il più delle volte è l’uomo stesso che segue le sue più bieche pulsioni e bramosie.

A cura di

Daniela Deflorio

Il magico mondo delle parole

 

 

 

Pierpaolo Brunoldi


Dopo la laurea in Veterinaria, ha studiato recitazione e conseguito un master specialistico in sceneggiatura. Ha scritto drammaturgie selezionate in concorsi nazionali, sceneggiature per la Tv e il cinema, vari racconti pubblicati in diverse antologie, e collaborato con testate web.

 

Antonio Santoro


Regista, attore e drammaturgo, è nato a Cava de’ Tirreni nel 1973. Diplomatosi presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ha diretto numerosi spettacoli e scritto diversi testi per il teatro. Si è laureato al Dams, e ha due master in sceneggiatura.

Insieme hanno scritto La fortezza degli inquisitori, pubblicato dalla Newton Compton.