Il superstite




(Recensione di Laura Salvadori)


Autore: Massimiliano Governi

Editore: Edizioni E/O

Genere: Noir

Pagine: 95

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

SINOSSI. L’assassino è stato catturato, è colpevole di uno sterminio, ha ucciso due donne e due uomini: un padre, una madre, una figlia, un figlio. Il massacro è avvenuto in un piccolo paese italiano, quasi invisibile sulle carte, e l’analogia col caso della famiglia Clutter, scrupolosamente raccontato mezzo secolo fa da Truman Capote in a Sangue freddo, salta all’occhio in tutta la sua straordinaria precisione. Alla carneficina è scampato un terzo figlio che, sposato da poco, vive nella casa accanto, ma si trasferirà poi in quella del massacro. Passa le giornate nei suoi capannoni, è allevatore di polli, come lo era suo padre. Il processo all’assassino, un nomade slavo, si svolge in Serbia e il Superstite chiede a un giornalista che ha seguito la vicenda dall’inizio e ne ha scritto con una certa sensibilità e accuratezza, di accompagnarlo. Ed è come se due lembi di una ferita si accostassero per sanarsi a vicenda, per salvarsi.

 

 

RECENSIONE

Ho letto, ma forse dovrei dire ho divorato, questo romanzo in pochissimo tempo. Ho avuto l’impressione, una volta iniziata la lettura, di non potermene staccare. In me si è insediata un’urgenza, una inevitabile smania di arrivare alla fine.

La prima impressione che ho avuto è la fatica di accettare che la trama non sia stata tratta da una storia vera. Perché, non solo è tremendamente realistica, ma soprattutto perché è raccontata in prima persona con toni, parole e pensieri che sembrano davvero partoriti dalla mente di una persona che ha vissuto la tragedia di vedersi uccidere l’intera famiglia in modo barbaro, senza un motivo.

Poi, si è fatto strada in me un senso di oppressione. La scrittura è incalzante, ma al tempo stesso trasuda un profondo malessere, che non trova mai un sollievo. Il protagonista, il Superstite, appunto, prova a continuare a vivere la sua vita, di per sé squallida e monotona, ma non potrà riuscire a dare una svolta, a dimenticare quel tremendo episodio che sarà destinato a coinvolgere e sconvolgere la sua esistenza. Tutti, prima o dopo, ne prenderanno le distanze: la comunità, i conoscenti, persino la moglie e la figlioletta, che preferiranno emigrare in America pur di allontanarsi da quell’accadimento innominabile.

L’autore dimostra una capacità di immedesimazione sorprendente. I suoi toni, le sue parole, il suo modo di scrivere e di descrivere stati d’animo ma anche ambienti e sensazioni sono davvero intensamente evocativi. Il romanzo, seppure breve e dalla trama assolutamente poco articolata, attira il lettore in sabbie mobili di malessere, in cui è destinato a inabissarsi, tra dolorosi spasmi. Il lettore è invischiato inesorabilmente in questo malessere e il suo animo non sa risollevarsi, né sa trovare motivi per distrarsi da una tristezza e da una rassegnazione senza luce.

E anche il Superstite, di cui non si conosce il nome – come del resto non sappiamo quali siano i luoghi in cui si svolge la vicenda – non troverà mai uno spiraglio di luce. La ricerca del colpevole, l’urgenza conoscerlo una volta che è stato condannato, la necessità di accertarne la morte senza raggiungerne mai la certezza sono ulteriori motivi di inquietudine per il protagonista, che nemmeno la fuga verso l’America potrà placare.

Questa romanzo assomiglia a una cronaca, a tratti scarna e impersonale, a tratti altamente introspettiva. È un viaggio dentro la vita di questo Superstite, dentro le sue paure, dentro le sue misteriose vie tese a dare una spiegazione a un qualcosa che è quasi impossibile immaginare.

È la storia di una vita violata e di un’esistenza schiacciata dalla rassegnazione. Di un qualcosa che appare lontano e inspiegabile, ma anche tremendamente vicino a noi, come un truce scenario di cronaca nera, che purtroppo non appare impossibile.

 

 

Massimiliano Governi


Massimiliano Governi (Roma, 1962) è uno scrittore, curatore editoriale e sceneggiatore italiano. Ha lavorato alla Fazi Editore dal 2004 al 2007, curando la collana di narrativa italiana Le Vele; alla Elliot Edizioni dal 2008 al 2010, e dal 2010 al 2015 è stato curatore editoriale della Bompiani. Ha pubblicato il romanzo Il calciatore (Baldini e Castoldi, 1995); quindi, sono apparsi L’uomo che brucia (Einaudi, 2000) e Parassiti (Einaudi, 2005). Nel 2011 è uscito per Bompiani Chi scrive muore. Nel 2013, per Giunti, Come vivevano i felici. A febbraio 2016 è uscito per E/O il suo romanzo La casa blu. Nel 2017 è uscita la riedizione de Il calciatore, per E/O. A giugno 2018 è uscito Il Superstite, sempre per E/O.