Intervista a BRUNONIA BARRY






A tu per tu con l’autore

A tu per tu incontra oggi Brunonia Barry, una scrittrice intrigante e misteriosa, autrice di una “magica” serie iniziata con “La lettrice bugiarda” (2009), seguita da “La ragazza che rubava e stelle” (2010). Thrillernord ha recensito l’ultimo libro, pubblicato nel 2017, “La narratrice sconosciuta” e Brunonia ci ha raccontato qualche curiosità su Salem, sua città natale e ambientazione delle sue storie, una città in cui si vive circondati dalla magia e le streghe abitano alla porta accanto.

 

 

1) Le streghe non sono mai esistite. Oppure…
Per lei Brunonia, la magia e la stregoneria esistono o sono solo faville di luce che talvolta affiorano dalle nostre personalità e vengono catalogate come “X files”? Tutto ciò che si narra o si è detto su eventi “speciali” o “magici”, sono solo credenze di uomini e donne che hanno fede in cure e pozioni tramandate  nel folklore popolare o c’è qualcosa di più?

Io vivo a Salem, Massachussetts, dove migliaia di neo-streghe praticano apertamente la loro religione, e quindi io credo certamente nella stregoneria nel senso moderno della parola. Molte streghe basano le loro pratiche su credenze pagane, molte qui intorno adorano il Pantheon Celtico, che per molti aspetti, è simili agli dei e alle dee nordici, romani e greci. Le loro credenze religiose sono state trasmesse  attraverso le generazioni, insieme alle erbe mediche e alle pozioni. Ma in termini storici, io non ho la stessa idea sulla classica definizione di strega,  che generalmente indica qualcuno che vuole infliggere un danno attraverso la magia. Il male è sempre esistito nel mondo, ma non è questo il tipo di stregoneria che c’è al giorno d’oggi.
Detto ciò, credo assolutamente nella confluenza  della magia e della scienza. Intorno a me ho visto troppe cose che non possono essere spiegate,  specialmente tra coloro che possiedono il dono della preveggenza, dono che possedeva mia madre, e che io stessa ho brevemente sperimentato, a volte riuscendo a sapere le cose prima che accadessero.  Credo che un giorno riusciremo a trovare una spiegazione scientifica per questa capacità, che sia nascosta in una parte del nostro cervello ancora sconosciuta o in una qualche interpretazione del tempo non lineare.

Witches never existed. Or…
For you, Brunonia, do magic and witchcraft exist or are only light sparks that  emerge  from our personality and are detected as “X Files”? All what narrated or told about facts so to speak “special” or “magic”, is only men and women belief  in medicaments and potions passed down in popular folklore, or there is something more?

I live in Salem, Massachusetts, where thousands of neo-witches practice their religion openly, and so I definitely believe in witchcraft in the modern sense of the word. Most witches base their practices on pagan beliefs, and many around here worship the Celtic Pantheon, which, for the most part, is similar to the Norse, Roman, and Greek gods and goddesses. Their religious beliefs have been passed down through the generations along with their herbal remedies and potions. But in historical terms, I don’t have as much belief in the classic definition of witch, which means someone who intends to inflict magical harm. There has always been evil in the world, but that’s not the kind of witchcraft we see around here today. That said, I definitely believe in the confluence of magic and science. I’ve seen too much around here that can’t be explained, particularly from those who have the gift of second sight, a talent my mother possessed. I’ve even experienced a bit of it myself, sometimes knowing things before they happen. I believe there will one day be a scientific explanation for that gift, that it probably lies in some as yet unmapped part of the brain or in some interpretation of non-linear time.

 

 

 

2)  Nel romanzo troviamo toni thriller mischiati sapientemente con ambientazioni e aromi fortemente fantasy tendenti ad un background immerso nell’occulto e nei riti del folklore pagano. L’animo di una scrittrice come lei è sicuramente complesso e sfaccettato e il romanzo viene catalogato come thriller, eppure sembra di percepire in sottofondo un forte trasporto per il lato fantasy. Per quale sente maggiore propensione?

Io penso che tutti i miei romanzi siano thriller, quindi capisco questa classificazione , ma non ne ho mai scritto uno senza un elemento fantasy. La scorsa settimana ero sul palco del Boston Book Festival, e si parlava proprio di questa tematica. Il moderatore aveva confrontato una delle mie scene invernali con una favola in cui l’inverno fungeva da elemento cattivo. Non è mai stata mia intenzione, ma ho trovato questa interpretazione affascinante. In tutto ciò che scrivo c’è sempre qualche elemento di mitologia, forse perché è il campo in cui mi sento più a mio agio. Non sono sicura di poter scegliere tra thriller e fantasy, nei miei scritti uno non esiste senza l’altro, specialmente a Salem.

In your novel we find  thriller accent masterfully  mixed up with settings and flavourings strongly related to fantasy, supernatural and rituals of heathen folklore.
The mind of a Writer like you are, is certainly complex and multifaceted, so your novel is classified mainly as a thriller, but your story has a strong fantasy undertone. Towards which aspect do you feel more inclination?

I think all of my novels are thrillers, so I understand that classification, but I have never written one without an element of fantasy. I was on a panel last weekend at the Boston Book Festival, and the topic was setting. The moderator compared one of my winter scenes to a fairy tale with winter acting as the villain. It was never my intention, but I found it fascinating. There is always some element of mythology in everything I write; it is probably the place I’m most comfortable. So I’m not sure I can choose between thriller and fantasy. In my writing, one doesn’t exist without the other, especially in Salem.

 

 

 

3)  Mi piacerebbe molto se ci svelasse il profondo significato del titolo del romanzo per capire se l’interpretazione che ne da il lettore sia corretta. Leggendolo, personalmente ho pensato che un titolo così chiamasse in causa non solo la protagonista principale. E’ come se fosse evocativo delle vicende di almeno altre due donne le cui vicende si intrecciano nel libro. Rimane la curiosità di capire se “si è visto giusto” o meno.

La sua interpretazione è corretta, con questo titolo ho voluto unire insieme i personaggi, e non solo quelli attuali ma anche i loro antenati dal 1692. Sono tutti parte della stessa storia e si specchiano tra di loro attraverso le generazioni. Inoltre, c’è un forte simbolismo legato alla rosa rossa dai cinque petali, legata sia al primo Cristiano, sia al fatto che la caccia alle streghe di Salem, fu una persecuzione religiosa, perciò mi sembrava opportuno. Anche il nome Rose non è una coincidenza: rappresenta molte di coloro che nel  1692 furono accusate e perseguitate.

I would like very much if you could reveal us the deeper meaning of the title of your novel, so to understand if the reader interpretation is the corrected one. Personally, by reading it, I thought that that kind of title not only refers to the main character. It is as it would be evoking of  events related to at least two other women, whose lifes linked and crossover in the book. Is it  correct or not?

Your interpretation is correct. The title was intended to link the characters together, not only the present day characters but their ancestors from 1692. They are all part of the same story, and they mirror each other through the generations. Also, there’s a strong religious symbolism to the image of the five petaled rose, both the mythological symbol and the early Christian one, and since Salem’s witch hunts were a form of religious persecution, it seemed fitting. Also, Rose’s name is not a coincidence; she reflects many of those accused in 1692 who were persecuted as “other.”

 

 

 

4)  Preponderante è il tema del ritorno. La protagonista sembra attratta da un destino inevitabile che la porta a tornare a Salem, città natale, per riportare “giustizia” non solo nella sua vita ma anche in quella della madre, morta tragicamente, e anche di molti altri personaggi che sono legati a lei da sottili fili trasparenti ad occhio nudo, ma resistenti come tela di ragno. Callie è un personaggio che all’apparenza può sembrare insicuro e a volte debole, che però è evidentemente spinto da una testardaggine che pare nascere non dal coraggio ma dall’amore. Il perché di questa sua caratterizzazione sta forse nella sua maggiore attinenza alla realtà? Vuole alleggerire e sfatare un po’ lo stereotipo della protagonista forte e intrepida?
Non sono sicura che stessi provando a rompere gli stereotipi, sebbene questa idea mi piaccia. Sono attratta dai personaggi “feriti”, ognuno nel libro lo è in qualche modo, ma Callie è la più colpita e complessa. Ha ragione, la sua forza deriva più dall’amore che dal coraggio, e non sempre riesce a fare la scelta migliore. Quello che desidera più di ogni altra casa, è l’amore della famiglia che non ha mai avuto. Il suo superpotere, se tale può essere definito, è la sua affinità con il suono, qualcosa che può ferire ma anche curare.

The comeback topic is preponderant. The protagonist seems to be very attracted towards an unavoidable fate that leads her to come back to Salem, her home town, so to do  “justice” not only in her life but also in the one of her tragically died mother and of many other characters relied to her. Callie is a apparently insecure and sometimes weak, but she has a strong obstinacy that seems due more to love than to courage. Maybe this characterisation is because of more relevance to reality, in the aim to break the stereotype of a heroine strong and brave?

I’m not sure I was trying to break the stereotype, though I love that idea. I’m attracted to wounded characters. Everyone in the book is wounded in some way, but Callie is probably the most damaged and complex. You’re right, her strength comes more from love than courage, and she doesn’t always make the best choices. What she wants, more than anything, is the loving family she never had. Her superpower, if she has such a thing, is her relationship with sound, something that can both hurt and heal.

 

 

 

5) Quanta parte della Salem magica, misteriosa, animata da sette e congreghe hippies dal sapore vagamente anni settanta è reale? E quanta prende vita dalla sua mente?

E’ tutto reale. Vivendo a Salem, realizzi che sei circondato dalla magia. Io abito accanto a due streghe e dall’altra parte della strada c’è una chiesa Spiritualista, i cui membri sono medium che credono di poter comunicare con i morti. Sebbene io non sia una strega, durante la stesura del libro ho seguito un corso chiamato Stregoneria 101, presso un’alta sacerdotessa della nostra congregazione locale. E’ questo il genere di cose che puoi fare a Salem. Se hai un raffreddore, puoi fermarti al negozio di erbe e una strega ti prescriverà un rimedio efficace. Ci sono così tanti sensitivi in città, soprattutto ad Halloween, che se non vuoi che qualcuno ti legga nel pensiero, faresti meglio a stare lontano dal centro. Certo tutto ciò è filtrato dalla mia mente di scrittrice e probabilmente accentuato dalla mia fantasia, magari altre persone non osserverebbero le cose nella stessa maniera.

How much of magic, mysterious, full of cults and seventies hippies’ covens Salem is real and how much comes to life through your imagination?

I have to say it’s all real. Living here, you realize you are surrounded by magic. I live next door to two witches and across the street from the Spiritualist church; its members are mediums who believe they communicate with the dead. Though I’m not a witch myself, in order to research this book I took a course called Witchcraft 101 from a high priestess at one of our local covens. That’s the kind of thing you can do in Salem. If you have a cold, you can stop at the local herbalist shop, and a witch will prescribe some effective remedy. There are so many psychics in town, especially at Halloween, that you have to stay away from downtown if you don’t want to be read. Even so, this is all filtered by my writer’s point of view and probably enhanced a bit by imagination. Another person might not observe things in the same manner.

 

 

 

6)  Cosa ci può raccontare della sua vita da lettrice? Qual è il suo rapporto con il genere thriller? E il thriller nordico in particolar modo?

Amo i thriller di ogni genere. Devo ammettere che da quando ho letto “Uomini che odiano le donne” sono abbastanza ossessionata dal thriller nordico. Mi è piaciuto tantissimo “Il pipistrello” (Nesbø) e “L’occhio della mente” (Oliver Sacks), ed ho appena iniziato “La principessa di ghiaccio” (Läckberg). Inoltre vado matta per i film e le serie tv di questo genere.

What about your mood as a reader? What is your relationship with the thriller genre? And  particularly what are your feelings towards the nordic thriller?

I love thrillers of all kinds. I have to say that, ever since reading “The Girl with the Dragon Tatoo,”  I am a bit obsessed with the nordic thriller. I loved “The Bat,” and “The Mind’s Eye,” and have just started “The Ice Princess.” I’m also crazy about some of the films and television series of this genre.
Brunonia Barry

a cura di Isabella Saffayè

Traduzione di Sabrina De Bastiani e Manuela Fontenova

 

Di Brunonia Barry su thrillernord:

IL LIBRO – Il buio è appena calato avvolgendo Salem nel suo manto scuro. Callie ha sette anni appena ed è sola sulla scogliera che domina la baia. Non dovrebbe essere lì. È troppo pericoloso. Poi all’improvviso sente uno strano grido e lo spettacolo che si presenta ai suoi occhi la lascia senza parole: tre donne sono state uccise. Solo Rose, la più anziana del gruppo, riesce a scappare e a portare Callie in salvo. Sono passati vent’anni da quel terribile evento…