Intervista a THOMAS OLDE HEUVELT




A tu per tu con l’autore

A tu per tu con un giovane ma “ spaventoso“ autore, Thomas Olde Heuvelt. Il suo romanzo HEX – la maledizione, sta terrorizzando i lettori di mezzo mondo, e sembra che  a breve ne verrà tratta anche una serie tv. Ma dietro questo lato oscuro, abbiamo scovato una personalità frizzante ed entusiasta, uno scrittore fiero del suo lavoro, che  vi contagerà con la sua passione.

 

 

Thomas Olde Heuvelt, giovane autore olandese, autore di un horror da brivido HEX – La maledizione, ha voluto salutare così tutti i lettori di Thrillernord. Un video messaggio molto simpatico: ci saluta con una copia in italiano del suo romanzo, di cui va molto fiero (è stato tradotto in molte lingue e lui adora la copertina di questa!). Cos’è HEX? Una storia spaventosa, che spera susciterà nel pubblico, la stessa paura che provocavano in lui, i libri di Stephen King.
Augura a tutti una buona lettura, e se qualcuno avesse delle curiosità sul libro, Thomas sarà bene lieto di rispondere, noi di Thrillernord gli faremo avere le vostre domande!

 
 

INTERVISTA

1) Nei ringraziamenti del suo romanzo racconta quanto l’abbia terrorizzata, da bambino, il libro di Roald Dahl, Le streghe e il suo adattamento cinematografico. Chi ,invece, l’ha ispirata, da adulto, come scrittore?

In effetti amavo Roald Dahl quando ero un bambino. Provate ad immaginarmi mentre giro per casa, dopo aver letto La magica medicina, che svuoto i trucchi di mia mamma, il lucido per lo scarpe e lo shampoo nella mia pozione magica. Oppure dopo aver letto Le streghe, con il terrore di ogni donna che in inverno indossava dei guanti. Mi ha davvero traumatizzato. Ho svegliato mia mamma urlando nel mezzo della notte per circa sei mesi, perché vedevo streghe ovunque. Poi, compiuti i dodici anni ho iniziato a leggere Stephen King, con  Pet Sematary.  Fortunatamente per mia madre, e per me, non ero più nell’età in cui fingevo che  fosse reale tutto ciò che leggevo, ed è stato naturale passare ai libri di Stephen King, e poi di Clive Barker e Peter Straub,  che erano tutto quello che si poteva trovare tradotto in olandese del genere soprannaturale. Non abbiamo una tradizione per il genere Horror – gli olandesi sono troppo realistici per questo suppongo. Ma la fortuna di essere olandese sta nel fatto che  a scuola si impara a parlare fluentemente piu lingue, quindi dai 16 anni in poi non ho più avuto problemi con le edizioni in lingua originale.  Credo tuttavia di aver subito maggiore influenza da Stephen King.

1. In thanking at the end of your book, you told how, when you was a child, you have been scared by  Roald Dahl’s book The Witches  and by the relative film adaptation. Who,  as an adult,  inspired you as Writer, instead?

Indeed, I loved Roald Dahl when I was a kid. You can imagine me going around the house after reading George’s Marvellous Medicine, emptying all my mom’s make-up and shoe polish and shampoo in my own magic potion. Or after I read The Witches, being scared shitless of any woman that wore gloves in winter. It really traumatized me. I screamed my mom awake in the middle of the night for six months in a row, because I was seeing witches everywhere. Then I turned twelve and read Stephen King’s Pet Sematary. By then I was at an age where I didn’t mimic everything I read about in real life anymore. Lucky mom, lucky me. But of course, it was a natural evolution to grow into books like Stephen King’s, and then Clive Barker’s, and then Peter Straub’s, and that was about it as to what you could find translated into Dutch in the supernatural genre. We don’t have our own tradition of horror literature – the Dutch are too down-to-earth for that, I guess. But the upshot of being Dutch is that you’re taught to be fluent in several languages, so that problem was solved at about age sixteen. I guess I was influenced most by Stephen King.

 

 

 

2) Hex è stato pubblicato in una prima edizione nel 2013 in Olanda e Belgio. L’edizione attuale è stata rivisitata non solo nell’ambientazione, ma anche nel finale. Qual è stato l’elemento più difficile da lasciar andare nella stesura del nuovo testo?

Inizialmente il libro era ambientato in Olanda, ma ho scelto di cambiare quando sono stati venduti i diritti in America. HEX è una storia inquietante, e quando è stato pubblicato nel mio paese, ho ricevuto centinaia di messaggi dai lettori che mi dicevano “Sei un bastardo, ho dovuto dormire con la luce accesa”. Ecco, io volevo ottenere lo stesso effetto nei lettori americani. Credo che per spaventare davvero le persone, si debba creare un perfetto senso di familiarità, per incrementare il coinvolgimento, e stupirle poi con il colpo di scena. Se stessi leggendo un libro ambientato in un posto che non conosco bene, ad esempio Azerbaijan, mi chiederei “Come pronunciano i loro nomii? Cosa è normale per loro e cosa non lo è?  Cosa li spaventa e cosa non?” Per altri generi, come narrativa o fantasy, questo senso di estraneità, l’elemento dell’ignoto crea meraviglia, ma nell’ horror crea una distanza che potrebbe ostacolare quel primo impatto che vuoi creare. Ho pensato che gli americani avrebbero provato questa sensazione, ecco perchè ho fatto dei cambiamenti, ambientando la storia nell’Upstate a New york, anche se ciò ha significato stravolgere il fulcro culturale del libro. Per me è stata una grande esperienza di crescita, ma ho deliberatamente lasciato molti dei tratti tipici olandesi. Come dicevo prima, qui in Olanda siamo estremamente concreti. Se una persona normale, all’improviso si vedesse apparire davanti agli occhi, magari in un angolo della casa, una strega sfigurata del diciassettesimo secolo, probabilmente si metterebbe a correre per salvarsi, ma se succedesse ad un olandese, si coprirebbe il viso, e si siederebbe sul divano a leggere il suo giornale come niente fosse. Queste attitudini peculiari, sono il punto di forza del romanzo, perciò ho deciso di lasciarle, ma lavorando sulla storia ho finito per cambiare anche il finale, perché mi sembrava un pò debole, e ho pensato che sarebbe potuto essere più subdolo e spaventoso. E credo che abbia funzionato perché la nuova edizione è stata venduta in 26 paesi. Una curiosità: abbiamo presentato a tutti gli editori dei vari paesi, entrambe le edizioni, quella originale e quella americana, e tutti hanno scelto la seconda. Questo vi suggerisce qualcosa su come funziona il mondo?

2. HEX was first published on 2013 in Holland and Belgium. Current edition has been revised not only in  the setting, but also in the final. What has been more difficult to cut and change in the new drafting of the text?

The book was originally set in Holland, and I chose to change the setting when rights were sold to America. HEX is a creepy book, and when it came out in Holland I got hundreds of messages from readers who told me, ‘You bastard, I had to sleep with the lights on.’ That’s what I wanted from readers in America as well. And to really scare your reader, you need to create this perfect sense of familiarity, to suck the reader in, and then you tear it apart when the supernatural kicks in. If I’m reading a book set in a country I don’t know much about, say, Azerbaijan, I’d be wondering, ‘How do you pronounce their names? What’s the norm for these people? What’s not the norm? What scares them? What does not?’ For any other kind of genre, literary or fantasy, the estrangement this creates is wonderful. But in horror, it creates a distance that stands in the way of that first gut punch that you want to create. I figured American readers would experience the same in a novel set in the Netherlands. So that’s why I changed it – the new edition sets in Upstate New York. Which means that the entire cultural heart of the book changes. It was a great learning experience to make that change. But a lot of the typical Dutchness remained, and deliberately so. As I said earlier, us Dutch folks are extremely down-to-earth. When a sane person sees a seventeenth-century disfigured witch with her eyes sewn shut appear in a corner of the living room, they’d probably run for their lives. But if a Dutch person sees a seventeenth-century disfigured witch with her eyes sewn shut appear in a corner of the living room, they’d hang a dishcloth over her face, sit down on the couch and read the paper. That typical Dutchness was one of the book’s strengths, so I kept that. And while I was at it anyway, I also changed the ending. I felt the original was off. I think it could be more subtle… and scarier. I guess it worked, because the new edition has now been sold to 26 countries. Probably good to know is that we offered all the publishers in all these countries both the original with the Dutch setting, and the American edition… and they all chose the American. Tells you something about how the world works, right?

 

 

 

3) Ha dichiarato che la sua maggiore soddisfazione , come scrittore,è terrorizzare il lettore. Come lettore, invece, che cosa apprezza di più in un libro?

Voglio che un libro mi susciti emozioni. Quando leggo, voglio che la storia mi faccia ridere, o piangere, sentire a disagio, o meglio ancora, che mi spaventi a morte. Questo è il vero scopo della buona letteratura: toccare profondamente I sentimenti. Con HEX, ho cercato di scrivere la storia più spaventosa che potessi immaginare, cercando di renderla allo stesso tempoanchedivertente.

3. You said that, your biggest satisfaction, as a Writer, is to terrorize readers. As a reader, what do you appreciate more in a book, instead?

I want a book to touch my emotions. When I read, I want the story to make me laugh, or cry, or feel uncomfortable, or best, to scare the hell out of me. That’s the core of good literature: that it can touch your deepest feelings. With HEX, I tried to write the scariest book I could imagine, which at the same time would also be rather funny.

 
 

 


4) Tra i tanti personaggi che danno vita al suo libro, l’adolescente ribelle, il padre di famiglia, il tutore della legge, ce n’è uno nel quale si identifica e perché?

Amo tutti questi personaggi, voglio dire, ne passano di tutti i colori. La loro città, Black Spring, è infestata dalla presenza “fisica“del fantasma di una strega, Katherine van Wyler, giustiziata lì 350 anni prima. Con la sua pelle pallida e gli occhi e la bocca cuciti, è un’ apparizione spaventosa, ma i cittadini, ai quali vieta di lasciare la città con i suoi poteri, sono ormai abituati, e devono confrontarsi con lei ogni giorno. C’è  Steve Grant, un padre che si sente in colpa per aver portato la famiglia in un posto maledetto; c’è suo figlio Tyler Grant che è stanco di questo isolamento e vorrebbe far conoscere la verità sulla strega; c’è Robert Grim, direttore del centro di controllo Hex, il cui lavoro è tenere nascosta Katherine agli estranei; e c’è Griselda Holst, la macellaia, che  vuole assolutamente rimanere nelle sue grazie e le sacrifica il suo pâté ogni mercoledì. Il personaggio con il quale mi identifico maggiormente, è il giovane Tyler. Ha un’indole buona ed idealista, non è moralmente contaminato come gli altri.  Anche io sono un idealista ed un gran sognatore.

4. Among the characters that vivify your novel, the rebellious teenager, the family man, the officer of the law..   is there one you identified with, more? If so, why?

I love all these characters. I mean, they go through a lot. Their town of Black Spring is haunted by the very tangible ghost of a witch, Katherine van Wyler, executed there 350 years earlier. With her pallid skin and sewn-up eyes and mouth she is a ghastly apparition, but the townsfolk, whom her powers prevent from ever leaving, have become kind of used to her. They have to deal with her in their everyday lives. There’s Steve Grant, the father who feels guilty for bringing his family to this accursed place; there’s his son Tyler Grant, who is sick of being in lock down and wants to go viral with the haunting; you have Robert Grim, director of the HEX control centre, whose sole job it is to hide the witch from outsiders; and there’s Griselda Holst, the butcher, who is obsessed with staying on the witch’s good side and sacrifices her pâté to her every Wednesday. I guess I identified most with Tyler, the kid. He’s good-natured and idealistic, not morally tainted like all the others. I got a lot of idealism in me. I’m a bit of dreamer.

 
 

 

5)  Una curiosità: che cosa voleva diventare da grande quel bambino che era terrorizzato da “Le streghe” di Dahl?

Inizialmente un pirata, ma quando ho iniziato a pensare in modo più razionale, un pilota. Collezionavo modellini di arei, sapete, quelli che vanno assemblati da zero e pitturati. Una volta,  ne avevo ricevuto uno nuovo e grande, mi ci era voluto un giorno per costruirlo e appena terminato, presi il martello e lo ammaccai nel centro, bruciai i bordi con i fiammefieri e con un panno bruciato ed un foglio di alluminio raggrinzito, simulai un disastro. Poi misi la mia ambulanza giocattolo vicino alla scena dell’incidente e chiamai mia madre. Sarebbe dovuto suonare come un ;Tadaaaa! Ma lei non lo trovò divertente. Tutto sommato questo ha dimostrato due cose: la prima, è che è un bene che io non sia diventato un pilota, e la seconda, è che sono sempre stato attratto dal lato oscuro. Ad undici anni poi, in libreria, vidi le copertine dei libri di Stephen King e lessi tutte le trame: così capii cosa avrei voluto fare da grande! Ed è un sogno che inseguo da allora.

5. I’ m curious about something…What did the child scared by Dahl’s Witches want to be when he grew up?

First, a pirate. Then, when I got more realistic, a pilot. I used to collect model airplanes. You know, the ones you have to glue together from scratch, then paint all the way. This one time, I got a big new plane, and it took me days to build it. When it was done, I took a sledgehammer and crushed it right through the middle. I burned the edges with matches and used burnt cloth and wrinkled aluminum foil to simulate wreckage. Then I placed my toy ambulances around the crash scene and showed it to my mom. I was, like: Tadaaaa! She wasn’t amused. Probably goes to show two things: one, it’s a good thing I didn’t become a pilot, and two, I was always drawn to the dark side. When I was eleven I was in a bookstore, saw all the Stephen King covers, read all the blurbs and said to myself: this is what I want to do. And I pursued it ever since.

 
 

 

6)  Puoi parlarci dei tuoi gusti lettarari? E cosa ci dici del thriller nordico, lo conosci?

Adesso leggo un pò di tutto, thriller, horror e narrativa. Amo I romanzi di Jonathan Safran Foer e Neil Gaiman. Per quanto riguarda gli autori italiani, mi piacciono i libri di Niccolò Ammanniti e mi piace molto l’ultimo romanzo di Paolo Cognetti Le otto montagne. Ho amato I thriller nordici ma il mio autore scandivavo preferito è John Ajvide Lindqvist. Specialmente il suo romanzo Lasciami entrare, è brillante.

6. Can you tell us about your literary preferences? And what about the nordic thriller genre? Do you like it?

Today I read a mix of thriller, horror and literary novels. I love the novels of Jonathan Safran Foer and Neil Gaiman. As for Italian authors, I love the works of NiccolIò Ammaniti and I love Paolo Cognetti’s recent novel The Eight Mountains. I’ve loved Nordic thrillers. But my favorite Scandinavian author is John Ajvide Lindqvist. His books – especially Let the Right One In – is brilliant.

Thomas Olde Heuvelt

 

A cura di Francesca Giovannetti

Traduzione di Sabrina De Bastiani e Manuela Fontenova

 
 

Di Thomas Olde Heuvelt su thrillernord:

IL LIBRO – Apparentemente tutto è tranquillo, a Black Spring. Ma sulla cittadina immersa nel verde della valle dell’Hudson aleggia un’inquietante presenza: lo spettro di Katherine van Wyler, la strega di Black Rock. Braccia incatenate, occhi e labbra cuciti, da più di trecento anni si aggira per le strade della città, entra nelle case, mormora litanie incomprensibili e veglia sui bambini addormentati. Ma non solo; gli abitanti di Black Spring sanno fin troppo bene che convivere con Katherine significa rispettare alcune precise regole: mai avvicinarsi troppo, mai parlare di lei con chi viene da fuori e mai, per nessun motivo, uscire dalla città…



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