Morte di una snob




Morte di una snob. I casi di Hamish Macbeth

Recensione di Marina Morassut


Autore: M.C. BEATON

Traduttore: C. Libero

Pagine: 171

Editore: Astoria

Genere: Poliziesco / Giallo

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

RECENSIONE:

Stupendo incipit di questa regina della scrittura, che ritrae nel dettaglio un “giovane uomo disperato, senza un amico al mondo e, all’approssimarsi del Natale, quasi in punto di morte. Con una fame e una sete spasmodici, ma senza la minima voglia di alzarsi dal letto per prepararsi qualcosa”. In poche sferzanti seppur pacate righe, il fedele e graffiante ritratto di un uomo… con un forte raffreddore!

La scrittura di M.C. Beaton la si riconosce al volo: ironica e graffiante, non fa sconti a nessuno nei suoi romanzi, siano essi uomini o donne; difetti, tic e manie vengono subito inquadrati e dati in pasto al pubblico ludibrio.

Dopo aver letto diversi titoli della serie dedicata ad AgathaRaisin, non si può non desiderare di fare la conoscenza di Hamish Macbeth, poliziotto trentenne, alto, magro, con occhi nocciola dalle lunghe ciglia, e una gran zazzera di capelli rossi.

Le relazioni sentimentali non sono il suo forte, anche se le donne lo attraggono, in particolare Priscilla, figlia di un ricco possidente che lo detesta (lei, dal canto suo, non ne apprezza la mancanza di ambizioni). Vive nella stazione di polizia di Lochdubh, che significa lago nero in gaelico, nelle Highlands.Per meglio mantenersi, alleva un po di pecore e galline (nel recinto della stazione di polizia) e coltiva un orticello. A volte pesca il salmone di frodo, per mangiarselo, ma più spesso per darlo in regalo o per corrompere qualcuno. Considerato pigro e sfaccendato da alcuni suoi concittadini, Hamish teme che venga chiusa la stazione di polizia di Lochdubh, ritenuta inutile dal suo superiore e arcinemico ispettore capo Blair, invidioso dei successi che ottiene il suo sottoposto. Anche per questo Hamish spesso viene lasciato fuori dalle indagini e si trova quindi costretto a lavorare ai margini dei canali ufficiali, utilizzando la ‘naturale curiosità delle Highlands, la conoscenza dei luoghi e l’istinto(dalla presentazione del libro, N.d.R.).

Questo è il terzo caso del provetto poliziotto, pubblicato nel 1991 ed edito da Astoria nel 2018 dopo Morte di una moglie perfetta e Morte di una sgualdrina. E già anche i soli titoli scelti sono un programma a sé stante.

Come dicevamo, lasciato solo per Natale sia dalla fidanzata Priscilla che dalla sua numerosa famiglia, a causa dell’arrivo di una zia, Hamish coglie l’occasione al volo e parte con Jane, amica di vecchia data di Priscilla, per la sua vacanza natalizia. Verrà ospitato gratuitamente da Jane presso il suo Centro Benessere “Il Viandante Felice” in un’isoletta al largo della costa scozzese, a patto che Hamish scopra chi sta cercando di… ucciderla!

E qui l’autrice imbastisce con maestria il contrasto tra il mondo chiuso dell’isola e i suoi abitanti stanziali e gli “stranieri” ospiti del centro benessere di Jane e anche di chiunque può arrivare nell’isola dalla terraferma, salvo complicare le cose con il brutto tempo che impedisce alle barche di lasciare l’isola e persino di arrivarVi.

E quindi, tra i vari figuri scozzesi, caratteristici abitanti dell’isola, i lettori si ritroveranno a scrutare con sospetto pure gliospiti del Centro Benessere: i signori Todd di Glasgow, Harriet Shaw la scrittrice, i Carpenter dello Yorkshire e l’ex marito della stessa Jane.

Come dite? Una manciata di strani isolani dediti a dispetti cattivi e poche persone ospitate nel centro benessere e quindi l’omicida verrà scoperto subito?

Spiacente di deluderVi, ma in primis l’assassino ucciderà la Sig.ra Todd e non Jane…

Casualità dovuta allo scambio di impermeabili?

Inoltre, miei cari, avete deciso di misurarVi con un’altra maestra del crimine e del giallo che sa dosare a meraviglia le informazioni e le briciole lungo la via di una caratterizzazione dei personaggi molto precisa e ironicamente… incriminante!

Piccolo inciso: per meglio prepararVi alla lettura di questo giallo, poche righe che l’autrice ha scritto per caratterizzare meglio sé stessa, giusto per capire un po’ meglio con chi state per scontrarVi:

«Come Agatha (Raisin), non credo alle donne che invecchiano con grazia. E per quanto mi riguarda, certamente non accade così. La mattina, per mettermi a posto la faccia, ho bisogno di una lente d’ingrandimento perché da un lato ci vedo molto meno di una volta ma dall’altro rughe e zampe di gallina le vedo benissimo. Rimane un interrogativo: o la mia vista non è pessima come pare o le rughe sono peggio di quanto mi piaccia ammettere».

Curiosità: tra il 1995 e il 1997 furono mandate in onda tre serie tv incentrate su Hamish, che ebbero un grande successo e diedero ancora maggiore visibilità ai romanzi. Ad oggi gli episodi su Hamish sono più di trenta e l’autrice puntualmente ne scrive uno all’anno, come fa con quelli su Agatha Raisin.

Marion Chesney


Marion Chesney (1936) è nota per aver scritto più di 100 romanzi storici, pubblicati sotto numerosi pseudonimi. M.C. Beaton (il nome usato per le serie mistery) è nata in Scozia, ha lavorato come libraia, specializzata in narrativa, ha intrapreso poi la carriera di giornalista, di moda prima di cronaca nera poi. Dopo alcuni anni trascorsi negli Stati Uniti – dove cominciò appunto a scrivere romanzi storici – Marion, di ritorno in Inghilterra decise di dedicarsi ai gialli. Diede vita prima a una serie con Hamish Macbeth, il poliziotto scozzese dai capelli rossi, e, a partire dal 1992, a quella che vede protagonista Agatha Raisin.

 

A cura di Marina Morassut

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