Non tornare indietro






Non tornare indietro sophie hannah

(Recensione di Caterina Bovoli)


Autore: Sophie Hannah
Editore: Garzanti
Traduzione: Serena Lauzi
Pagine: 402
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2017

 

Ho cominciato a frequentare il mondo virtuale molto, molto tempo fa. Internet era ancora lentissimo, i costi altissimi, le chat un bellissimo modo per uscire dalla noiosa routine e conoscere gente nuova. Onestamente non ho idea se le chat esistano ancora o siano appannaggio di un certo tipo di pubblico alla ricerca dell’anima gemella. Certamente quando ho iniziato io quasi vent’anni fa (!!!) non si trattava di cercare l’amore (non io, almeno!) ma semplicemente di scovare, nei meandri della rete, uomini e donne con interessi comuni.

Qualcuno, allora, mi diceva che scappavo dalla realtà. A distanza di tanti anni alcune di quelle persone conosciute nel virtuale sono ancora tra i miei amici e, abbandonate le chat, ora ci vediamo per mangiare un po’ di sushi, ci incontriamo qui e lì e siamo, di fatto, ancora amici. Non scappavo dalla realtà: me ne costruivo una ancora più ampia.

Sì, sono stata fortunata: non ho mai incontrato nessun “uomo nero”, nessuno mi ha mai ferita, nessuno si è mai preso gioco di me; il virtuale mi è sempre stato amico, sempre stato benevolo, sempre e solo stato opportunità.

Immagino vorrebbe poterlo dire anche Nicky, la protagonista di questo thriller serratissimo, l’ultimo lavoro della amata scrittrice Hannah, creatrice di tutta una serie di romanzi uno più amato e apprezzato e premiato dell’altro.

Nicky ha tutte le carte in regola per essere la donna media inglese. Due figli, un marito, un’auto, molte incombenze quotidiane. Cosa fa di lei la perfetta indiziata per un delitto? Cosa fa di lei la perfetta protagonista di un thriller dai risvolti psicologici così sottili e affascinanti? Nicky sembra davvero – perdonatemi – un po’ insulsa. Non è un villain d’eccezione, non ha nulla che rimanga impresso, sembra un po’ succube delle situazioni, un po’ casalinga triste, ecco, per dirla tutta. Tipo sguardo basso e passo ravvicinato. Tipo profumo dozzinale e abiti di seconda mano. Non so, una cosa così. Solo che poi… solo che poi si scopre che Nicky è bella, molto bella. Si scopre che si diverte a farsi foto a seno nudo in auto. Si scopre che ama fare sesso virtuale con sconosciuti. Si scopre che la rete l’ha inghiottita e ne ha fatta una persona ben diversa da quella che ci saremmo aspettati. Nicky non è affatto quello che sembra. Nicky ha un segreto. Nicky sa qualcosa. E quel qualcosa ha a che fare con la morte del famoso opinionista Damon Blundy e con gli uomini che lei ha conosciuto lasciando un annuncio su un sito di incontri.

Il virtuale, questa volta, diventa nemico numero uno.

Ed ecco quindi che il virtuale, tra blog, chat e twitter diventa scenario ideale e letale per tutta una serie di piste, false piste, indizi e falsi indizi che la Hannah si diverte a lasciare in mezzo alle molte pagine di questo romanzo che, lo ammetto, talvolta minaccia di diventare sin troppo corposo.

Da dire c’è che io non sono una grande amante dei romanzi troppo lunghi e che, per partito preso, li farei terminare tutti non oltre le trecento pagine. Il punto è che almeno per quello che mi riguarda, a volte il troppo decisamente stroppia e anche ciò che potrebbe risultare interessante finisce inevitabilmente per perdersi in un mare magnum di informazioni che sono semplicemente a corollario a una scrittura davvero magistrale. Quasi un esercizio di stile, più che un vero e proprio modo per intrattenere il lettore e farlo arrivare – come si suol dire – a dama.

Intendiamoci, amanti del genere: io la Hannah la amo, e di suo ho letto quasi tutto. In questo caso ho sofferto un po’ alcune lungaggini ma ho altresì goduto di una prosa scorrevole ed efficace, di dialoghi pungenti e sapienti e di una scelta di personaggi che nulla fa rimpiangere. Per quello che mi riguarda il mio amore va tutto verso una delle indiziate, la ex parlamentare laburista Paula Riddiough. L’ho letteralmente adorata e – se non altro per me – diventa immediatamente, sin dalla prima battuta, la vera e indiscussa protagonista di questo romanzo.

Non tornare indietro, seppur non sia quindi tra i libri della Hannah che preferisco (il mio preferito credo sia Non è mia figlia) è stato da me terminato in pochissime ore e con somma soddisfazione non tanto per la sua meta quanto per la strada che ci ha portato a finire il viaggio. E questo viaggio offerto dalla Hannah è un viaggio mirabolante, intrigante, sensuale e che si diverte a cambiare rotta all’improvviso; la strada s’impenna, poi discende, poi di nuovo s’impenna. Al lettore non resta che abbandonarsi, affidarsi, provare a risolvere l’enigma. Vi sfido, non sarà affatto facile.

Consigliato a tutti gli amanti del virtuale: troveranno pane per i loro denti.

 

Figlia di due scrittori, Sophie Hannah si è laureata all’università di Manchester e vive nello Yorkshire con il marito e i due figli. È poetessa e autrice di racconti che le hanno valso premi prestigiosi. I suoi romanzi, tradotti in 16 paesi, sono saliti al vertice delle classifiche a poche settimane dall’uscita. Con il romanzo The Carrier ha vinto il National Book Awards Crime Thriller of the Year. È Honorary Fellow del Lucy Cavendish College (Cambridge) ed è stata finalista al TS Eliot Prize. Con Garzanti  ha pubblicato Non è mia figliaNon ti credo, Non è lui, Non è un gioco, La culla buia, Non è come pensi, Non fidarti, Non l’ho mai detto. Con il permesso degli eredi, nel 2014 pubblica con lo pseudonimo Agatha Christie® un nuovo episodio con protagonista Hercule Poirot, The Monogram Murders (Tre stanze per un delitto. Il ritorno di Poirot, Mondadori 2014), cui segue Closed Casket (La cassa aperta, Mondadori 2016)

Se siete lettori appassionati, visitate:
https://lakatedeilibri.wordpress.com/