Aurora nel buio






aurora nel buio barbara baraldi

(recensione di Valeria Martellotti)


 

Autore: Barbara Baraldi
Editore: Giunti
Pagine: 528
Genere: thriller
Anno Pubblicazione: 2017

 

Barbara Baraldi, autrice dal talento poliedrico, l’ho scoperta qualche anno fa. Credo fosse il 2011, in occasione dell’uscita di “Scarlett”, edito da Mondadori, libro che ha segnato il suo esordio nel genere dark fantasy e nella letteratura per ragazzi e che ha avuto un enorme successo di pubblico.

Negli anni successivi, la Baraldi si è cimentata in molteplici attività, dimostrando di essere una autrice dal talento versatile, continuando a raccogliere i favori della critica e del pubblico. Ha esordito come sceneggiatrice per Dylan Dog Color Fest, per poi confermarsi per la serie regolare, ha pubblicato racconti per la collana XS Mondadori ed è uscita con un nuovo romanzo urban fantasy intitolato “Striges”. Dal 2014 collabora con la Walt Disney Company alla creazione della serie “Real Life” pubblicata in tutto il mondo, in Italia da Panini.

Ha percorso molta strada questa giovane autrice e la sua scrittura con lei. I libri della Baraldi hanno sempre qualcosa in più. Per me a vincere è la sua vena dark che solletica il lato oscuro dell’anima di ogni lettore e rende questo thriller quasi un horror. Meravigliose le descrizioni della provincia emiliana dove si svolge la caccia al killer: dalla Bologna del 1300 dilaniata dalla peste, si passa ai giorni nostri in una regione che porta ancora evidenti i segni del terremoto che l’ha devastata ma non vinta.

Nonostante l’avessi già molto apprezzata in passato, in “Aurora nel buio” lo stile dell’autrice si fa più maturo e pieno. Il libro è così ben scritto che scorre in un lampo. La trama è complessa e intrigante, fitta di colpi di scena e mai banale. L’adrenalina è una costante e scorre come un fiume in piena.

A conferma di ciò, la Baraldi ha raccontato in una intervista che ogni suo libro è accompagnato da una colonna sonora dalla quale si lascia trasportare in cerca d’ispirazione. Il volto di Aurora Scalviati, personaggio principale del suo ultimo thriller edito da Giunti, è emerso tra le note ossessive e insistenti del brano “Teachers” di Leonard Cohen.

Aurora è una donna che rimane impressa, un involucro combattivo e coriaceo che nasconde al suo interno un’anima fragile, sofferente, bisognosa di amore. Vice ispettore operativo, una delle migliori profiler della polizia, trasferita da Torino nella bassa Emilia per problemi disciplinari, Aurora si trova davanti uno scenario diverso da quello a cui era abituata. Tutto quello che rimane del suo passato è chiuso in un trolley. Ma il bagaglio che la donna porta dentro di sé è molto più ingombrante. Niente più abitudini, niente più certezze, niente nostalgia, tutto è stato spazzato via da quello che è successo al vecchio mattatoio due anni prima. Aurora è svuotata, annientata.

Una donna viene uccisa proprio la notte del suo arrivo, il marito è scomparso e l’assassino ha rapito la loro bambina di nove anni, Aprile. Costretta a dominare un disturbo bipolare attraverso i farmaci e le sedute clandestine di elettroshock, Aurora si butta nelle indagini, trovando intorno a sé solo scetticismo e derisione. Fidandosi solo del suo istinto Aurora capirà che deve agire al di fuori delle regole se vuole trovare l’assassino prima che uccida ancora e che per la piccola Aprile non ci sia più speranza.

 

barbara baraldi

Barbara Baraldi originaria della Bassa Emiliana, è autrice di thriller, romanzi per ragazzi e sceneggiature di fumetti, tra cui la serie «Dylan Dog». Il suo esordio nella letteratura poliziesca avviene sulle pagine de «Il Giallo Mondadori» con La bambola di cristallo. In contemporanea con l’uscita del romanzo in Inghilterra e negli Stati Uniti, viene scelta dalla BBC tra i protagonisti del documentario Italian noir sul giallo italiano.

Intervista a Barbara Baraldi

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