Domina






(Recensione di Amanda Airola)


Autore: Lisa Hilton

Editore: Longanesi

Traduttore: Sara Caraffini

Pagine: 416

Genere: Thriller/erotico

Anno di pubblicazione: 2017

 

 

 

Il momento di comunicazione di un’opera d’arte appare come un improvviso rilievo sulla superficie della psiche.

Lisa Hilton è tornata!

Come lei stessa ci spiega in questo romanzo, ci sono diversi tipi di arte: i classici, apprezzati e rispettati da tutti, e le innovazioni, a volte audaci e che spesso ci mettono un po’ad essere comprese.

Il suo romanzo è esattamente questo, una nuova forma d’arte; al principio si può faticare a capirne il quadro generale ma poi tutto appare chiaro e non si può far altro che apprezzarlo.

L’audacia dell’autrice sta nell’aver unito in un unico romanzo il thriller e l’erotico, e ancor di più l’erotico con l’arte. Eppure tutto questo non rende il libro pesante e tanto meno volgare.

Rispetto al suo primo volume (Maestra) la componente erotica e quella altamente descrittiva dei delitti sono leggermente diminuite, ma viene lasciato decisamente più spazio all’arte e all’indagine vera e propria. Ritornano però molti vecchi personaggi e naturalmente prima fra tutti Judith Rashleigh.

In questo secondo capitolo, Judith dovrà affrontare molte prove, prima per cercare di tenere al sicuro il suo segreto e poi per cercare di recuperare un ritratto che dovrebbe finalmente restituirle la sicurezza, dopo essersi suo malgrado trovata immischiata in un losco gioco con potenti magnati russi. La protagonista maturerà molto e capirà che non può vivere per sempre come se fosse il soggetto ritratto in un quadro, tenendo tutto il resto del mondo fuori da una cornice. Si renderà conto che la sua nuova vita non è scintillante come avrebbe creduto e dovrà imparare a fare i conti con le proprie azioni. Se nel primo volume Judith era decisamente l’antitesi dell’eroina, qui il suo senso di giustizia inizierà a prevalere, ma non preoccupatevi il suo cinismo e il suo fascino letale non ne patiranno!

Quasi su un binario parallelo l’autrice dedica ampio spazio a Caravaggio descrivendo non solo le sue opere, ma la vita stessa dell’artista, facendo in un certo senso un paragone con la vita di Judith. Due vite sicuramente diverse ma che mostrano alcune similitudini non certo casuali. Caravaggio appare per il suo modo di dipingere l’artista ideale, per aiutare l’autrice a far luce sulle tenebre dell’animo umano.

L’autrice non perde mai di vista il filo conduttore della vicenda, ma riesce a inserire senza forzature la componente artistica, nominando svariati capolavori e facendo per noi un’attenta analisi delle opere, mostrandoci un modo diverso di concepire l’arte. Il tutto è perfettamente amalgamato e così la narrazione diventa molto più interessante.

In questo libro non mancano di certo i colpi di scena, in un caleidoscopio di personaggi faremo davvero fatica a capire chi mente e chi sta dicendo la verità. Costretta ad una fuga senza fine, Judith passerà molte volte dal ruolo di preda a quello di predatore, perché non è nella sua natura lasciare semplicemente che le cose accadano. I capitoli finali sono davvero carichi di tensione, così come il finale stesso che lascia il lettore sconcertato spingendolo a rivolgersi alla libreria più vicina per scoprire quando uscirà il terzo volume della saga

 

 

L’AUTRICE: Lisa Hilton, autrice inglese classe ’74, figlia di due insegnanti del liceo, laureata a Oxford, ha studiato Storia dell’Arte a Firenze e a Parigi.

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