Il dovere di uccidere




Recensione di Amanda Airola


Autore: Håkan Nesser

Traduttore: Carmen Giorgetti Cima

Editore: Guanda

Pagine: 310

Genere: Thriller

Anno pubblicazione: 2017

 

 

 

Solo quando cominciamo a combattere il male ci facciamo un’idea della sua estensione. Solo quando accendiamo una luce nel buio ci rendiamo conto di quanto sia profondo.

È il secondo libro di questo autore che mi cimento a leggere ed esattamente come il primo si è rivelato un piccolo capolavoro.

La vicenda si svolge nella solita località di Maardam, ma questa volta non sarà il commissario Van Veeteren il protagonista, bensì il sovraintendente Munster con una squadra affiatata di ispettori.
Non preoccupatevi, Van Veeteren metterà il suo zampino anche in questa indagine. Per fortuna, oserei dire, perché non si può certo pensare di poter perdere un personaggio così carismatico.

Il romanzo inizia con una sorta di presentazione della vittima, per poi proseguire in quella che sembra una tranquilla routine investigativa. In questa prima parte ci sono due aspetti che apprezzo sempre molto del modo di scrivere dell’autore, ovvero il racconto di ogni passaggio dell’indagine con il rispetto dei tempi che presumibilmente occorrerebbero anche nella realtà, dove i casi non vengono di certo risolti in una manciata di giorni. E l’alternarsi dei capitoli narrati sotto i diversi punti di vista di ogni personaggio.

L’omicidio del pensionato Waldemar Leverkuhn è tanto efferato quanto misterioso, in principio la modesta vincita alla lotteria e la presunta scomparsa di uno dei suoi compagni di scommesse sembra dare immediatamente luce al caso, ma fin troppo presto ci si rende conto che le tessere del puzzle non si incastrano nel modo corretto.

Insieme a Munster anche noi ci ritroveremo in parecchi vicoli ciechi, ma non temete, non c’è una sola pagina in questo libro che risulti noiosa, anzi al contrario, un colpo di scena dietro l’altro cambieranno molte volte le carte in tavola, costringendoci non solo a una lettura superficiale, ma a una vera e propria indagine per scoprire il colpevole. Al nostro personale giudizio resta solo da decidere se davvero l’omicidio è il peggiore di tutti i crimini o se ne esistono altri nascosti nell’ombra che creano ancora più devastazione all’animo umano.

Parallelamente all’indagine assistiamo allo scorrere delle vite dei vari protagonisti, che non sono certo rosee come ci si aspetterebbe da personaggi che vivono solamente sulla carta stampata. Ognuno di loro ha i suoi piccoli problemi da risolvere e ognuno di loro potrebbe rispecchiare la vita di ciascuno di noi, anche se, certo, noi non arrestiamo assassini.

Con Hakan Nesser non si rischia certo di cadere nella noia, il suo stile narrativo è placido e inarrestabile al tempo stesso. Una pagina dopo l’altra ogni ombra verrà svelata dalla luce; la stessa luce che intravedrete fuori dalla finestra rendendovi conto di aver salutato l’alba pur di non chiudere il libro, perché ne siete certi, l’assassino ormai è a portata di mano!!

 

 

 

Håkan Nesser su thrillernord

Håkan Nesser – (Kumla, 21 febbraio 1950) è uno scrittore svedese di romanzi polizieschi. Ha insegnato lettere in un liceo, ma dopo il successo ottenuto dai suoi primi romanzi si è dedicato interamente alla letteratura. Molti dei suoi gialli hanno come protagonista il commissario Van Veeteren che vive nell’immaginaria città di Maardam, ubicata in un paese del nord Europa, verosimilmente la Svezia anche se il gulden, la valuta locale, e alcuni nomi potrebbero far pensare ai Paesi Bassi. L’altra sua serie di successo vede come protagonista l’ispettore svedese di origini italiane Gunnar Barbarotti che lavora nell’immaginaria cittadina di Kymlinge, in Svezia. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue, tra cui l’italiano, e da alcuni di essi sono stati tratti film o serie televisive.