Intervista a Christian Frascella




A tu per tu con l’autore

 

 

 

Ciao Christian, grazie per questa intervista e per la tua disponibilità. Dopo una serie di romanzi ambientati negli anni ’80 con protagonisti adolescenti, con la serie di Contrera ci troviamo catapultati nella Torino di oggi, vista con gli occhi di un quarantenne disincantato, ex poliziotto, (ex) padre e zio adorato: com’è stato mettersi nei suoi panni?

E’ stato problematico, perché l’ho riempito di difetti, guai, errori e sensi di colpa, ma volevo che fosse anche un tizio divertente, che sapesse ridere di se stesso e delle sue sfighe. Con un’innata propensione alla scalogna affettiva, però capace di risolvere un caso di omicidio. Per cui ho dovuto muovermi lungo una linea frastagliata, lasciandomi guidare da lui.

 

 

 

Fa troppo freddo per morire e Il delitto ha le gambe corte sono stati definiti “crimedy”: come riesci a conciliare poliziesco e commedia, quali sono i tuoi modelli? E soprattutto, come fa Contrera ad avere sempre la battuta pronta?

Non ci penso mai prima. Ci penso mentre Contrera agisce, e le sue azioni e i suoi pensieri determinano il tenore della scena. La morte non fa ridere ma le persone a volte sì, anche tanto, quindi siamo sempre in quella via di mezzo che permette a Contrera di prendersi gioco della vita o di prenderla sul serio. Le battute nascono da questo conflitto.

 

 

Qual è il tuo rapporto con Torino? Riesci a immaginare Contrera in una città diversa?

Ho un rapporto romantico con la mia città natale, e ce l’ha anche Contrera col suo quartiere, Barriera, che ama e odia e ama a fasi alterne. Non potrei immaginarlo in nessun altro posto, non sarebbe più lui.

 

 

 

Quanto c’è di te tra le righe di questo romanzo?

Domanda difficile. Credo che un romanzo parta da uno sguardo inclinato che un autore dà a una realtà che ad altri appare comune, ma che per lui ha una unicità che non può esimersi dal raccontare. E però i personaggi devono anche fare quello che vogliono quando meno te lo aspetti. Quindi lo sguardo è il mio, la storia la loro.

 

 

 

Nel tuo libro ci parli di una nuova criminalità, forse ancora più pericolosa, che incombe e minaccia di soppiantare una mala ormai stanziale, quasi familiare, una delinquenza che si fonda su rituali, su ruoli precisi e autorità intangibili: quanto c’è di vero e cosa hai provato a confrontarti con queste tematiche?

La cronaca ci racconta le mafie stanziali e quelle in arrivo. La mafia nigeriana, che ha un suo importante ruolo nel secondo romanzo, è arrivata da poco in città, e sta prendendo il sopravvento sulle altre forme di delinquenza nota. Il potere criminale segue la droga e la droga giunge da mercati ambigui. Nelle strade di Barriera c’è molta Nigeria, ma i fornitori di stupefacenti sono ovunque e non hanno colore. Raccontare la verità non mi spaventa, altrimenti farei un altro mestiere.

 

 

 

Pusher arrestati, scontri, reati ogni tre ore: leggiamo notizie come queste ogni giorno sui giornali, eppure il genere giallo-noir continua a catturare l’attenzione dei lettori… Qual è la ragione secondo te?

Il romanzo nero è il romanzo della società contemporanea. L’orrore annunciato in tv spesso non ha colpevole né movente. Nei noir queste due componenti vengono sviscerate, e l’inquietudine della detection viene stemperata dalla risoluzione finale. C’è un chi e un perché. Il romanzo, i film e le serie propongono risposte che la realtà non sa dare. Sono in qualche modo rassicuranti. Circoscrivono la paura di esistere alla fiction.

 

 

 

Dopo gli incontri di aprile ti rivedremo ancora nella nostra Barriera di Milano (sì, sono nata in questo quartiere un certo numero di anni fa e ci vivo ancora… e Sergione esiste davvero!)?

Ora vivo a Roma, ma Barriera è la mia seconda casa. Non sapevo di Sergione. Dimmi di più…

 

 

 

Qual è la colonna sonora di Contrera? E mentre scrivi ascolti una tua personale playlist?

Quando scrivo non tollero alcun rumore, per questo scrivo di notte. La colonna sonora di Contrera è un blues etnico molto potente e struggente.

 

 

 

Il delitto ha le gambe corte è la seconda indagine di Contrera: ne seguiranno altre? Continuando sulla scia dei modi di dire, non c’è due senza tre (e magari quattro, cinque, sei.. noi ce lo auguriamo!)…

Il terzo Contrera dovrebbe essere pubblicato nel 2020. Ci sto lavorando. Pare che alla gente piaccia questo tizio.

Christian Frascella

A cura di

Francesca Mogavero


 

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