La colpa




Recensione di Nunzia Esposito


Autore: Ghirghis Ramal

Editore: DeA Planeta Libri

Pagine: 430

Genere: narrativa

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

SINOSSI: Mustafa Jamal farebbe qualsiasi cosa per rendere la sua famiglia orgogliosa di lui e per distinguersi dai due fratelli. Ogni mese invia soldi alla madre perché pensi che l’Italia sia davvero il paradiso lucente che meritava il sacrificio di abbandonarla in Egitto. Accetta persino di sposare la ragazza che la famiglia ha scelto per lui, la giovane e bella Aida, e di regalarle in patria una casa e un matrimonio da favola. Ma Mustafa Jamal, giocatore incallito, vive di bugie e schiacciato dalle contraddizioni di due mondi troppo distanti; come Luciano, il suo compagno, pianista di successo che per amore è disposto ad accettarle e portarne il peso; come Michela, l’amica appena divorziata, che si trova a dover contrastare il figlio Stefano pronto, per ribellione e per amore, ad abbracciare una fede di cui ignora troppi aspetti; o come Billy, il cugino italiano di Mustafa Jamal, aspirante imàm.

 

 

RECENSIONE: Cosa spinge un uomo ad abbandonare il suo paese, il suo luogo natio, la sua famiglia, le sue abitudini, per imbarcarsi verso un paese come l’Italia? Fino a qualche giorno fa avrei risposto: il lavoro. Fino a qualche giorno fa. Ascoltare la voce di uno dei protagonisti di questo romanzo mi ha fatto cambiare idea. Di motivazioni per lasciarsi alle spalle una vita in un luogo che conosciamo, per affrontarne una nuova, sconosciuta, lontano da casa, ce ne sono molte. Ma una delle ragioni è fondamentale: la libertà. La libertà di essere se stessi.

Mustafa Jamal è da diversi anni in Italia quando questo romanzo prende il via. Ha lasciato sua madre da sola, in Egitto, dopo che suo padre si è risposato con una donna più giovane e ha formato una nuova famiglia. E in Italia vive col senso di colpa, la colpa di averle voltato le spalle, la colpa di averla lasciata sola. Il senso di colpa è talmente forte da indurlo ad accettare un matrimonio combinato con Aida, in patria. Nonostante l’amore per Luciano, suo compagno qui in Italia.

Mustafa Jamal vive alla “occidentale”. È un po’ una voce fuori dal coro, non prega metodicamente, mangia maiale, beve alcool e gioca gran parte del suo stipendio alle slot machine. Nonostante non rispetti alcune regole, Mustafa ricorda cosa gli hanno insegnato:

“chiunque uccida un uomo […] sarà come se avesse ucciso l’umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l’umanità” (Corano, 5:32)

 

Questo romanzo è uno spaccato su una vita che non immaginiamo. Ci consente di scorgere i meccanismi che intervengono per trasformare una persona mite e tranquilla in un possibile kamikaze assetato di vittime.

Le parole e le vicende di questo romanzo sono orchestrate incomparabilmente. Tengono incollati alle pagine e sempre più desiderosi di conoscere il destino dei protagonisti. Quale sarà la prossima parola, il prossimo gesto, la prossima decisione?

Ed è con gli occhi sbarrati che le parole vi porteranno alla conclusione di questo libro. Inimmaginabile. Fino a togliervi il respiro.

 

Ghirghis Ramal


Ghirghis Ramal è un nome fittizio, uno pseudonimo. Vivendo a contatto con alcune delle situazioni narrate nel romanzo, ha preferito restare anonimo. Questo è il suo primo (folgorante) romanzo.