La via di casa






(Recensione di Federica Gaspari)


Autore: Louise Penny

Traduttore: Gioia Sartori

Editore: Piemme

Pagine: 420

Genere: thriller

 

 

A Three Pines, piccola cittadina del Québec, immersa nell’idilliaco sud dai paesaggi punteggiati di pini maestosi, è difficile che accada qualcosa.

È qui che Armand Gamache sta vivendo gli anni della pensione, dopo una carriera come ispettore capo della Omicidi. Ma c’è qualcuno che viene a disturbare la sua quiete, fatta di letture colte e tranquille serate estive.

Clara Morrow, la vicina di casa, famosa pittrice. Suo marito Peter, un artista anche lui, sembra scomparso: Clara ha un brutto presentimento e un grande bisogno di ritrovarlo. Per l’ex ispettore, lasciare Three Pines è uno sforzo sovrumano, ma alla fine accetta di aiutarla.

Comincia così un viaggio alla ricerca di un uomo che diventa sempre più misterioso man mano che il tempo passa. Un viaggio che porterà Gamache fino all’area più desolata della regione, quella del grande fiume San Lorenzo, un posto talmente “dannato” che i primi marinai che vi capitarono lo definirono «la Terra che Dio donò a Caino».

E lì, lontano da casa e sempre più vicino al cuore nero dell’uomo che sta cercando, Gamache scoprirà qualcosa che non avrebbe creduto possibile.

All’ombra delle pinete di Three Pines, tra le mura di accoglienti dimore e su fredde panchine del parco cittadino si consumano le vite di un nutrito insieme di personaggi dalle differenti abitudini e, soprattutto, dalle diverse aspirazioni. In La via di casa, Louise Penny, con una scrittura dal tratto soffice e avvolgente, si interessa soprattutto al lato umano delle figure coinvolte nel mistero che, a posteriori, non risulta troppo articolato.

Al centro della storia vi è, infatti, il senso di smarrimento e di grande confusione che assale Peter Morrow, pittore che sembra aver perso sia la sua ispirazione che il suo legame con la moglie.

Questa sensazione, però, riguarda anche gli altri personaggi – alcuni più approfonditi di altri – che sono giunti ad un punto della loro vita in cui non possono più rimandare il confronto con gli effetti delle scelte e delle decisioni prese in passato. Accade questo ad Armand Gamache, in pensione ma ancora attratto dalle indagini sul campo, ma anche ai vecchi professori di arte dei coniugi Morrow, custodi della loro crescita ed evoluzione.

Un altro aspetto affascinante e curioso della storia è l’intreccio tra le indagini e l’arte.

Quest’ultima, in particolare la pittura, è colonna portante del racconto oltre che indizio fondamentale per la risoluzione del caso che porterà l’ex ispettore capo Gamache in ben tre stati sulle orme dell’artista scomparso.

Saranno proprio queste piccole scoperte a mostrare ad ogni personaggio la giusta via, la via di casa.

 

Louise Penny è nata a Toronto. Ha lavorato a lungo come giornalista, conduttrice radiofonica e televisiva, occupandosi di cronaca e current affair. Ma è con la scrittura che ha coronato il sogno di una vita. Pubblicata in 25 lingue, i suoi romanzi hanno conquistato i lettori di tutto il mondo, l’hanno portata in testa alle classifiche e sono stati insigniti dei più prestigiosi premi letterari dedicati al genere thriller.

 

A cura di Federica Gaspari

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