L’odore




Recensione di Enrico Fasano


Autore: Amal Bouchareb

Editore: Buendia Books

Genere: Narrativa

Pagine: 32

Anno di pubblicazione: 2018

 

 
 

 

 

 

Sinossi. Nell’azienda di Madame si sta diffondendo un odore pestilenziale, ineffabile, impossibile da debellare. I pettegolezzi si diffondono, la produzione è a rischio. Da dove arriva questo terribile aroma? E perché Madame e la sua fidata assistente sembrano essere le uniche a non sentirlo?

 

 

Recensione

Ennesimo racconto breve che decido di recensire per Thriller Nord e devo dire che non mi dispiace affatto continuare a seguire questa mio piccolo progetto. I racconti, che siano singoli o raccolte, hanno da sempre un fascino particolare sulla mia persona, mi permettono di viaggiare molto più di un romanzo e sperimentare esperienze diverse in pochissime pagine. Siamo qui di fronte ad un gioiellino, un espediente arguto e sottile per riflettere sulla matrice umana in tutte le sue colorate sfaccettature: dalla corruzione alla propria parte più vera, il distacco dal mondo e il rifiuto degli altri.

La protagonista è Madame, direttrice generale di una grande azienda, che deve fare i conti con un odore nauseabondo che dilaga ovunque. Lei e la segretaria non lo sentono e con tutte le forze difendono il proprio ruolo mentre gli operai non riescono più a lavorare per il tanfo incontrollabile, tanto da arrivare a licenziarsi quando Madame sancisce provvedimenti disciplinari indiscutibili. La prima rappresenta la necessità di mettersi su un piedistallo decidendo di ‘drogarsi’ con il profumo del successo; la seconda invece rappresenta quelli che quel profumo lo inseguono famelicamente, disposti a tutto pur di raggiungerlo.

Ma il vero protagonista è “l’odore” anzi, “gli odori”. Da quello buono di chi ha il potere a quello cattivo di chi è costretto ad inginocchiarsi, a sottostare. Quello buono della rivalsa e quello cattivo dell’inganno, della vergogna e soprattutto della corruzione, sottolineato qui più che mai. Esso diventa il filo conduttore narrativo, l’impalcatura della storia, il sostegno del racconto. In poche pagine si trasforma da dolce profumo a puzzo pestilenziale.

Lo stile è scarno, non sappiamo in che parte di mondo siamo, povero di descrizioni sui personaggi, sappiamo che ci sono ma non riusciamo a capire come sono fatti. Ma alla fine non è questo ciò che conta, è sulla ricerca dell’odore che deve concentrarsi tutta l’attenzione del lettore. Non ci sono spazi per altre distrazioni. Ti sforzi, insegui la soluzione del mistero eppure è così evidente, palesemente rivelata. E’ la straordinaria capacità dell’autrice a creare una sana confusione.

Un punto di vista originale e diverso su quello che è l’olfatto, valorizzato pochissimo in letteratura. Ogni vostra aspettativa sarà ribaltata perché di certo vi stupirete leggendo questo racconto. Preparatevi ad un’esperienza quasi extra-sensoriale.

 

 

 

Amal Bouchareb


Amal Bouchareb è nata nel 1984 a Damasco in Siria, vive a Torino da 2014. Nella postfazione lei stessa racconta come è nata la collaborazione con la casa editrice del libro Buendia Books e l’idea di adattare il testo in italiano di questo racconto che ha vinto il Premio FELIV nel 2008. Un lavoro che ha deciso di fare perché L’odore è una storia che parla di un’esperienza sensoriale che tutti possono fare al di là della loro provenienza.

 

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