Velocemente…




Velocemente da nessuna parte


Recensione di Chiara Alaia


Autore: Grazia Verasani

Editore: Marsilio Editori

Genere: Noir, Crime

Pagine: 223

Anno di pubblicazione: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. “Giorgia Cantini ha un’agenzia investigativa a Bologna. In genere si occupa di banali pedinamenti per coniugi o fidanzati gelosi, ma stavolta le è stato affidato un caso di sparizione. Dora vuole sapere cosa è accaduto all’amica Vanessa Liverani, per tutti Van, madre di un bambino di dieci anni, Willy. Van è una giovane prostituta che conduce una vita solitaria ed è sparita senza lasciare traccia. Ma il suo corpo senza vita viene presto ritrovato nella Grotta delle Fate e Giorgia, per scoprire la verità, si concentra sulle confessioni che la donna ha affidato a un quaderno. Si addentra così nell’ipocrita realtà della Bologna bene, e si scontra con le dinamiche di una famiglia dal passato ingombrante. Nel continuo andirivieni tra una Bologna afosa e deserta e Sasso Marconi, dove abitano i parenti più stretti di Van, Giorgia si confronta con la madre Lena, una donna dura, dai modi spicci, e con il nonno Rolando, ex partigiano che si prende cura del piccolo Willy. Resta sullo sfondo invece il padre di Van, su cui grava ancora l’ombra di un delitto passionale commesso anni prima. Giorgia dovrà cogliere le sfumature emotive e captare i segni di una tragedia familiare, riportando alla luce un’atroce verità le cui conseguenze peseranno immancabilmente sugli elementi più fragili della storia.”

 

Recensione

Pubblicato nel 2006 e riproposto oggi da Marsilio in formato digitale, Velocemente, da nessuna parte è il secondo romanzo di Grazia Verasani, dopo il successo ottenuto con Quo vadis, baby? (da cui Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film), il secondo che ha per protagonista l’investigatrice privata Giorgia Cantini.

Al di là del plot narrativo solido e avvincente, che vede la Cantini alle prese con la scomparsa (poi omicidio) di “Van”, prostituta d’alto bordo per la “Bologna bene”, con un figlio di dieci anni e un quaderno di poesie nascosto sotto il cuscino, gli ingredienti del fortunato esordio dell’autrice sono presenti anche in questo noir.

Lo stile è immediato e va dritto al cuore del lettore, grazie alla narrazione in prima persona, l’atmosfera è cupa e malinconica, e non mancano le tante (sfiziose) citazioni musicali, dai CAN ai Damned. A cominciare dal titolo del libro, che deriva dalla canzone “Nowhere Fast”, un pezzo degli Smiths. D’altra parte, Grazia Verasani condivide con la sua protagonista la stessa passione per la musica.

Chi, nel leggere l’esordio dell’autrice, si è affezionato a Giorgia Cantini sarà felice di ritrovare in questo romanzo tutti i tratti che la caratterizzano. Quarant’anni, single, la sigaretta perennemente tra le labbra, Giorgia gira per le strade di Bologna a bordo di una vecchia utilitaria, nel tentativo di trovare po’ di tregua dalla solitudine e dal ricordo di sua sorella Ada.

Tra il conforto dell’alcol e di pochi, selezionatissimi affetti – come “Mel”, l’amico di sempre, o Johnny Riva, ex attore porno, ora suo vicino di casa – Giorgia cerca di risolvere il caso e di fare allo stesso tempo i conti con i suoi irrisolti, mentre l’autrice ci spinge a riflettere su quello che è il tema centrale del romanzo: il bisogno, umanissimo, di fuggire verso un’esistenza diversa.

 

 

 

 

 

Grazia Verasani


(Bologna, 1964) ha esordito giovanissima con alcuni racconti apparsi su Il manifesto. Oltre a Quo vadis, baby? – da cui nel 2005 è stato tratto l’omonimo film di Gabriele Salvatores e nel 2008 una serie tv prodotta da Sky – e agli altri libri della serie con protagonista l’investigatrice Giorgia Cantini (l’ultimo dei quali è Come la pioggia sul cellofan , uscito nel 2020 per Marsilio) ha pubblicato L’amore è un bar sempre aperto (Fernandel 1999), Fuck me mon amour (Fernandel 2001), Tracce del tuo passaggio (Fernandel 2002), From Medea (Sironi 2004), da cui nel 2012 è stato realizzato il film Maternity Blues di Fabrizio Cattani, Tutto il freddo che ho preso (Feltrinelli 2008), Vuoto d’aria (Transeuropa 2010), Accordi minori (Gallucci 2013), Mare d’inverno (Giunti 2014), Lettera a Dina (Giunti 2016) e La vita com’è (La nave di Teseo 2017). I suoi libri sono tradotti in vari paesi tra cui Francia, Germania, Portogallo, Stati Uniti, Russia.

 

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