Nina




Recensione di Simona Vallasciani


Autore: Robert Nathan

Traduzione: Gaja Cenciarelli

Editore: Edizioni di Atlantide

Genere: Narrativa

Pagine: 128

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

Sinossi. Michael Robb, giovane giornalista e asprirante autore viene incaricato di scrivere la biografia di un famoso e anziano scrittore, Edward Granville, che vive ormai ritirato dal mondo insie- me alla moglie Virginia e a una bellissima e strana ragazza, Nina, in una casa sulle scogliere a picco sopra l’oceano. Quando Michael arriva nella grande e inquietante casa dei Granville, si rende conto che Edward (in cui Nathan ritrae se stesso in un vero e proprio cerchio magico di vita e arte) nasconde un segreto inimmaginabile, che ha a che fare non solo con la creazione dei suoi personaggi ma anche con il potere stesso della scrittura di dare vita, proprio come l’amore, a ciò che prima non esisteva.

 

 

Recensione

“Nina”, per la prima volta in Italia, grazie alla sublime traduzione di Gaja Cenciarelli, viene presentato da Edizioni di Atlantide come il più misterioso ed emblematico romanzo di Robert Nathan, e basta leggere qualche pagina per rendersi conto che è un’assoluta verità.

Tutto inizia con Michael Robb, un giovane giornalista che giunge alla casa di un grande scrittore per scrivere la sua biografia. Edward Granville è senza dubbio un uomo molto particolare, vive in una grande ed isolata casa sul mare insieme alla moglie e ai suoi fantasmi, che altro non sono che i personaggi dei suoi libri, divenuti magicamente in vita.

Che sia un mago, del resto Granville non lo nasconde ma Michael dovrà rendersene davvero conto quando vedrà con i propri occhi lo strano mondo che sembra stazionare nei pressi della sua abitazione.

Giunto con intenzioni del tutto professionali sarà costretto ad un  coinvolgimento totale nella vita dello scrittore grazie all’incontro con Nina, una giovane donna bella ed irraggiungibile, il cui ruolo nei confronti di Granville rimarrà per tutto il libro un mistero ed ossessionerà il giovane protagonista, da lei totalmente stregato.

In una narrazione che sfiora il fantastico, il lettore dovrà dare sfogo a tutta la sua fantasia per destreggiarsi tra personaggi misteriosi, strani avvenimenti e sogni a metà tra la realtà e l’illusione e, proprio come il protagonista, non potrà che sottomettersi al volere del burattinaio Granville, in cui Robert Nathan vede il proprio alter ego.

Qualunque scrittore percepisce la sensazione di poter parlare, discutere e confrontarsi con i propri personaggi, ma se normalmente questo “dialogo” avviene interiormente, nel caso di Granville è sotto gli occhi di tutti, proprio come in un assurda magia.

Lo stile di Nathan non si può dire adatto a tutti. È oscuro, introspettivo e quasi inafferrabile ma comunque apprezzabile soprattutto da tutti quei lettori che amano i romanzi che vanno un po’ sopra le righe. Ancora una volta Edizione di Atlantide si rivela profondamente intuitiva nello scegliere opere originali e del tutto inaspettate, capaci di far sperimentare al lettore  storie che altrimenti sarebbe difficile conoscere.

 

A cura di Simona Vallasciani

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Robert Nathan


Nato a New York nel 1894 e morto a Los Angeles nel 1985, Robert Nathan è stato uno dei più grandi e prolifici scrittori americani del Novecento, amato e ammirato, tra gli altri, da autori diversissimi tra loro quali F. Scott Fitzgerald e Ray Bradbury. Dopo il successo avuto da Ritratto di Jennie, la riscoperta di Edizioni di Atlantide è proseguita con Viaggio sul fiume e Così l’amore ritorna.