4 brutti delitti da risolvere






(Recensione di Marianna Di Felice


Autore: Letizia Triches
Editore: NewtonCompton
Pagine: 542
Genere: Thriller
Anno di Pubblicazione: 2016

 

Il giudice Lapo Treschi è nei guai. Firenze è turbata da una serie di misteriosi delitti tra i quali non ci sono legami precisi. L’assassino non lascia tracce. Un caso indecifrabile, all’apparenza. È per questo che Lapo si rivolge all’esperto d’arte Giuliano Neri, suo amico di vecchia data. Neri è un restauratore, famoso per la sua abilità nel ritrovare nelle tele indizi anche minuscoli. E proprio davanti al restauro di un quadro attribuito a Rosso Fiorentino, che nasconde un enigma da svelare, i due si troveranno intrappolati in un labirinto da cui sarà difficile uscire…
Dopo quella vicenda, Giuliano Neri si stabilisce per un paio di mesi a Roma. Si dedicherà al restauro di un affresco conservato nella chiesa di Sant’Angelo in Porta Paradisi, vicino a Campo de’ Fiori. L’autore è Matteo Baltusi, morto in un tragico incidente d’auto nel 1972. Proprio mentre è impegnato nel restauro, Giuliano è artefice di una macabra scoperta: quella del corpo di Arianna, la figlia di Baltusi, scomparsa quasi venti anni prima. Che cosa accadde davvero in quel lontano pomeriggio di marzo, quando si persero le tracce di Arianna?
Nei racconti che accompagnano questi due romanzi, due efferati delitti vengono compiuti: nel gelo del Gran Sasso e in una fredda notte di Capodanno.

 

Recensione.
Due romanzi che hanno come protagonista Giuliano Neri, un restauratore toscano, e due racconti farciti da morti crudeli e assassini disumani.

Il mondo dell’arte, come il mondo degli affari, è un ambiente dove rivalità e invidie la fanno da padrone, dove alcuni artisti e imprenditori per primeggiare farebbero di tutto. Arrivare al potere è come aprire la porta del male e Giuliano mai poteva pensare che si potesse arrivare a tanto pur di assecondare una sorta di appagamento interiore.

Da un assassino seriale ad uno che aspettava nell’ombra da vent’anni, Giuliano Neri si districa nelle sordide storie, ambientate a Firenze e a Roma, come un segugio che ha fiutato la traccia e non la lascia fino a quando non porta alla luce la preda!

L’autrice, nei due romanzi che vedono protagonista il restauratore, descrive minuziosamente le indagini e coinvolge il lettore inducendolo a riflettere per far sì che indaghi sui possibili assassini.

Ma la caccia non è semplice e si potrebbero accusare degli innocenti!

I racconti, al contrario dei romanzi, arrivano alla conclusione in un modo più diretto e crudo tanto da far rimanere a bocca asciutta, dal punto di vista investigativo, il lettore.

Gli assassini sono davanti agli occhi del lettore e non si scompongono minimamente per ciò che hanno fatto o per ciò che continueranno a fare.

I brividi che si possono sentire non sono dovuti al clima delle storie, una ambientata a Capodanno e l’altra alle pendici del Gran Sasso, ma alla freddezza dei delitti!

 Letizia Triches è nata e vive a Roma. Docente e storico dell’arte, ha pubblicato numerosi saggi sulle riviste «Prometeo» e «Cahiers d’art». Autrice di vari racconti e romanzi di genere giallo-noir, ha vinto la prima edizione del Premio Chiara, sezione inediti, ed è stata semi‑finalista al Premio Scerbanenco. La Newton Compton ha pubblicato Il giallo di Ponte Vecchio, Quel brutto delitto di Campo de’ Fiori e I delitti della laguna.
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