Babylon Berlin



(Recensione di Simona Vallasciani)


Autore: Volker Kutscher

Editore: Feltrinelli

Traduttore: Palma Severi e Rosanna Vitale

Pagine: 477

Genere: Thriller

Anno di Pubblicazione: 2017

 

La storia narrata in “Babylon Berlin”, thriller dello scrittore tedesco Volker Kutscher, ha fatto molto parlare negli ultimi tempi, soprattutto grazie alla serie tv di grande successo da esso creata; trasposizione che appare quasi scorrere già da sola davanti agli occhi durante la lettura di questo intrigante romanzo.

Ambientato a Berlino nel pieno del 1929, un periodo in cui la guerra passata ancora appare vivida nei ricordi di chi l’ha vissuta e già appaiono i primi indizi su quello che sarà il destino prossimo del Paese.

La narrazione è incentrata sulle indagini di Gereon Rath, giovane commissario che, dopo un brutto affare con la stampa che lo ha portato in tribunale, è stato costretto a lasciare la sua Colonia per trasferirsi nella capitale e lavorare per la Buoncostume.

Mentre, insieme al capo Wolter, indaga su alcune foto scandalistiche che rappresentano finti personaggi politici, la squadra Omicidi recupera dalle acque del fiume un uomo terribilmente mutilato, lo stesso uomo che solo qualche notte prima si era presentato a casa di Rath alla disperata ricerca di qualcosa.

A questo punto il giovane poliziotto non può resistere alla tentazione delle sue origini da criminologo e inizia ad indagare in solitudine lasciandosi trasportare all’interno dell’oscuro mondo dei locali notturni, dei protettori, delle droghe, dei trafficanti e dei rapporti tra gli emigrati russi, il tutto mentre la città è sull’orlo di cambiamento; da una parte i comunisti prendono sempre più piede, dall’altra i nazionalisti, con la croce uncinata legata al braccio, iniziano a diffondere i loro ideali con il sogno di riportare la Germania alle grandezze della defunta Prussia.

Numerose le strade che si aprono nel corso delle indagini, da una bellissima cantante e un giovane scrittore scomparsi nel nulla alle più pericolose organizzazioni segrete del Paese, dai numerosi cadaveri russi ritrovati uno dopo l’altro ad una leggendaria spedizione di una quantità incredibile d’oro appartenuto ad una ricca famiglia russa caduta in disgrazia su cui tutti vogliono mettere le mani; e Rath, attraverso stratagemmi ingegnosi e una profonda astuzia, dovrà destreggiarsi tra tutti questi nomi e vicende senza potersi fidare di nessuno, nemmeno di chi gli è più vicino.

Un alternarsi di fatti storici e fittizi caratterizza l’intera narrazione di un libro decisamente complesso, composto da molti fatti e che, anche se scritto in modo scorrevole e mai noioso, appare non totalmente facile da leggere, in quanto necessita di una forte concentrazione durante tutta la lettura.

Bellissime le ambientazioni, che permettono di respirare l’atmosfera caratteristica di quegli anni considerati “di passaggio”, e le descrizioni minuziose delle strade di Berlino e dei personaggi che si potevano incontrare tranquillamente percorrendole. Ben riuscito anche il personaggio del protagonista, Gereon Rath, giovane uomo già tormentato da un passato troppo ricco per una così giovane età. Il suo temperamento e la sua astuzia si avvertono attraverso le pagine, creando un clima decisamente originale e coinvolgente.

Un thriller perfetto per gli amanti dei libri storici che vogliono essere trasportati nelle atmosfere ingrigite e fumose del nord Europa dei primi anni del Novecento.

 

 

Volker Kutscher


E nato nel 1962. Dopo la laurea ha lavorato nella redazione di un quotidiano prima di intraprendere la carriera di scrittore di romanzi noir. Dal 2007 al 2016 ha pubblicato una serie di sei romanzi gialli di enorme successo in patria ambientati nella Germania di Weimar con l’ispettore Gereon Rath come protagonista. Vive a Colonia. Feltrinelli ha pubblicato “Babylon-Berlin”(2017).

A cura di Simona Vallasciani

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