I delitti della salina




Recensione di Francesca Marchesani


Autore: Francesco Abate

Editore: Einaudi

Collana: Einaudi. Stile libero big

Genere: Giallo

Pagine: 296

Pubblicazione: Ottobre 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Quando una delle sigaraie – le manifatturiere del tabacco – va a chiederle aiuto, Clara Simon non sa che fare. È una bella ragazza, con quegli occhi a mandorla ereditati dalla madre, una cinese del porto che, nonostante le differenze di classe, aveva sposato il capitano di marina Francesco Paolo Simon. Poi però è morta di parto e il marito è finito disperso in guerra. Così, Clara vive con il nonno, uno degli uomini più in vista di Cagliari, e lavora all’«Unione», anche se non può firmare i pezzi: perché è una donna, e soprattutto perché in passato la sua tensione verso la giustizia e il suo bisogno di verità l’hanno messa nei guai. Ma la sigaraia le spiega che i piciocus de crobi, i miserabili bambini del mercato, stanno scomparendo uno dopo l’altro e, di fronte alla notizia di un piccolo cadavere rinvenuto alla salina, Clara non riesce a soffocare il suo istinto investigativo. Grazie all’aiuto del fedele Ugo Fassberger, redattore al giornale e suo amico d’infanzia, e al tenente dei carabinieri Rodolfo Saporito, napoletano trasferito da poco in città e sensibile al suo fascino, questa ragazza determinata e pronta a difendere i più deboli attraversa una Cagliari lontana da ogni stereotipo, per svelarne il cuore nero e scellerato.

 

 

Recensione

Le saline di Cagliari si sporcano di sangue. Non sangue qualunque, quello di due ragazzi, i bambini del mercato, quelli che per raccattare quattro spiccioli si mettono a fare i lavori che la maggior parte della gente non farebbe mai, per evitare di trovarsi nei pasticci.

Da correttrice di bozze a investigatrice, Clara Simon si ritrova con la gonna alla cintola pronta a immergersi nel marcio della sua città, non pensava che ce ne sarebbe stato così tanto.

Una città che l’ha sempre vista diversa, nonostante suo padre, capitano della marina, fosse un uomo molto conosciuto e stimato, ma i suoi tratti orientali, seppur affascinanti, non perdonano.

Il trio, che cercherà di fare luce sui delitti che continuano a macchiare la cronaca cittadina, è molto variopinto e formato da Rodolfo Saporito, carabiniere in trasferta da Napoli, Clara, e Ugo suo collega e amico fin dalla più tenera età. Fra loro si creeranno contrasti e dissapori, e impareranno a loro spese che non ci si può fidare di davvero nessuno.

Ambientato nei primi del 900 Abate ci mostra una Sardegna inedita, dura e cruda, sporca e salata. Decide di farlo con una protagonista scomoda in tutti i sensi, fuori dai soliti schemi e che non ha paura di immischiarsi in cose che non la riguardano.

Non si ferma davanti alla legge, non si ferma davanti al suo essere donna e quindi essere inferiore, una donna che si mette i pantaloni per correre più forte e sporcarsi di fango, e che non ha paura di mostrarlo agli altri.

 

 

 

Francesco Abate


È giornalista professionista per l’«Unione Sarda» e DJ nei club dell’isola col nome di Frisco. Come scrittore pubblica nel 1998 Mister Dabolina il suo primo romanzo, edito da Castelvecchi. Nel 2003 pubblica Il cattivo cronista edito dal Maestrale. Nel 1999 vince il premio Solinas con il soggetto Ultima di campionato, che verrà pubblicato sotto forma di romanzo nel 2004, edito dal Maestrale. Nel 2006 pubblica il quarto romanzo solista: Getsemani per Frassinelli-Il Maestrale e inizia la collaborazione con Massimo Carlotto pubblicando Catfish. Nel 2007 pubblica insieme a Massimo Carlotto Mi fido di te (Einaudi). Nello stesso anno escono i libri I ragazzi di città e Mister Dabolina remix, mentre nel 2008 il suo sesto romanzo solista Così si dice. Nel 2009, insieme a Massimo Carlotto, pubblica L’albero dei microchip e nel 2010, con Saverio Mastrofranco, Chiedo scusa. Pubblica poi Un posto anche per me (Einaudi 2013) e Mia madre e altre catastrofi (Einaudi 2016). È fra gli autori dell’antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014). Il corregidor (Piemme 2017, con Carlo A. Melis Costa) è il suo primo romanzo storico. Nel 2018 ha pubblicato, sempre per Einaudi, Torpedone Trapianti.

 

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