Idaho




Recensione di Velia Speranza


Autore: Emily Ruskovich

Traduzione: Roberto Serrai

Editore: Mondadori

Genere: Narrativa

Pagine: 348

Anno di pubblicazione: 2018

 
 
 

 
 

Sinossi.  Ann e Wade hanno saputo trovare un proprio modo di vivere nell’aspro e ruvido paesaggio dell’Idaho del Nord, nonostante le molte difficoltà del loro passato. Ma ora che la memoria di suo marito si sta lentamente affievolendo, Ann sente che è la sua ultima occasione per cercare di capire cos’è successo alla prima moglie di Wade e alle loro figlie. Cos’è accaduto in quel terribile giorno di cui nessuno vuole parlare?

 

 

Recensione

Come potrebbe mai una simile rottura, di tempo e di terra e del cuore umano sanarsi dopo quel giorno d’agosto, quando ogni cosa si separò, si divise in parti che si persero l’una all’altra in un istante?

Un solo attimo è capace di sconvolgere in modo permanente la vita. Una frazione di secondo è capace di provocare conseguenze terribili, di creare rotture così profonde da essere definitive, spalancando voragini impossibili da ricongiungere fra il prima e il dopo del tempo.

Ann si trova su un lato di questa rottura, sul dopo cominciato da otto anni nella vita di Wade. Non le interessa la sua vita precedente, non le importa conoscere ogni dettaglio della sua giovinezza, né del suo primo matrimonio. Ciò che Ann tenta di ricostruire è il fenomeno che ha causato la rottura, il fattore scatenante. E non ha possibilità concrete di rimettere insieme i pezzi, intrappolati nella mente di Wade, sempre più offuscata dalla malattia, in cui ormai il passato è stato spazzato via da un eterno presente. Le uniche “armi” a cui può attingere sono intuizioni e sensazioni, amplificate dall’isolamento delle grandi montagne dell’Idaho del Nord in cui vivono, scenografia e protagoniste vive e pulsanti.

Quella che Ann porta avanti è una ricerca silenziosa attraverso i sentieri della memoria. E come Alice che segue il Bianconiglio, Ann s’insinua in terre sconosciute, in scene già vissute abitate da fantasmi di carne e ossa che muove a suo piacimento, animandole come le bambole delle figlie ormai scomparse di Wade.

Idaho è un romanzo giocato interamente su sensazioni, interiorità e psicologia. I dialoghi, così come le azioni vere e proprie, sono pochi, isolati e per lo più effimeri. La linea temporale salta continuamente, ritornando sempre e inevitabilmente sull’evento che ha creato la rottura, un omicidio che non viene mai descritto fino in fondo, ma che a poco a poco si alza fra le pagine come sbuffi di fumo. Tutta la narrazione prende così la forma di un sogno, impregnata dell’impalpabilità dei ricordi e sfumata agli angoli, eliminando tutto ciò che non sia l’immagine centrale, il fulcro che attira lo sguardo.

L’intento dell’autrice, come quello di Ann, non è di ricostruire o di descrivere il delitto, bensì di ritrovare le sue cause, primarie e istintive, le ragioni di un gesto tanto efferato quanto può esserlo l’omicidio di una bambina. Unica depositaria di questa verità resta Jenny, la quale sconta la sua pena in un ergastolo e in un mutismo che sa di penitenza.

Ma non servono parole per ritrovare il senso dell’omicidio. Bastano pochi gesti, oggetti riesumati da angoli dimenticati e la musica di un pianoforte che aveva smesso di suonare da tempo. Perché, alla fine, Ann trova le sue risposte, rimaste fino a quel momento incastrate fra le note di una canzone, la stessa che anni prima aveva insegnato a Wade quando era solo uno dei suoi tanti studenti di musica. Sono le note a parlare, tasto dopo tasto, movimento dopo movimento, riempiendo finalmente il silenzio assordante che aveva risucchiato la sua mente e la sua vita. Se sia o no il reale motivo, non importa. Quella a cui Ann giunge è l’unica soluzione possibile per lei. Il resto è solo polvere dispersa nella storia.

 

 

 

 Emily Ruskovich


Emily Ruskovich è nata e cresciuta fra le montagne dell’Idaho. I suoi primi racconti sono apparsi in diverse riviste, e nel 2015 il racconto Idaho ha vinto numerosi premi e riconoscimenti ed è poi diventato il primo spunto per questo libro. Attualmente insegna Scrittura creativa all’Università di Boise, Idaho.