Il club degli uomini




Recensione di Costantino Giordano


Autore: Leonard Michaels

Editore: Einaudi

Traduzione: Katia Bagnoli

Genere: Narrativa

Pagine: 144

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

SINOSSI. Siamo alla fine degli anni Settanta e le donne, be’, le donne parlano. Si riuniscono in collettivi e gruppi. Si organizzano. Si incazzano. E gli uomini, che fanno gli uomini quando sono tra loro, da soli? Per le donne resta un mistero, ma forse un po’ anche per gli uomini, almeno a giudicare dalle perplessità del narratore quando Cavanaugh, un uomo di successo, senza crepe, lo invita a unirsi a «una normale occasione sociale al di fuori del lavoro e del matrimonio». E finisce così una sera nella taverna di uno sconosciuto, insieme ad altri sei, tutti non più giovani ma certo non ancora vecchi. Ognuno di loro ha un passato non abbastanza lontano per essere davvero dimenticato. Ognuno ha il ricordo di una donna posseduta come non si è posseduta nessun’altra. Ognuno ha perso qualcosa che teme di non poter trovare mai più. Ognuno sente il bisogno di confessare il proprio fallimento. Nonostante sia stato uno scrittore tutto sommato poco prolifico, già in vita Leonard Michaels era stato accostato ai grandi maestri della tradizione ebraica suoi contemporanei o poco più vecchi, come Saul Bellow, Bernard Malamud, Norman Mailer e Philip Roth. Michaels aveva un dono: ogni cosa che scriveva prendeva vita. La profondità con cui sapeva esplorare il cuore degli uomini, la sicurezza con cui si muoveva negli ambigui territori delle relazioni sentimentali, il controllo magistrale che aveva di ogni elemento della scrittura, ne hanno fatto l’oggetto, negli Stati Uniti, di un culto tanto profondo quanto diffuso anche a quindici anni dalla morte (avvenuta nel 2003).

 
 
RECENSIONE

“Il club degli uomini” è un romanzo capace di trasportare il lettore in un viaggio interiore, alla scoperta di un Io egoista che è proprio dell’essere umano.

È un Romanzo introspettivo, evidenzia le debolezze degli uomini, l’ossessione e il bisogno di dover cercare sempre qualcosa di nuovo, del non accontentarsi mai. Il protagonista del libro è anche la voce narrante che, con una narrazione diretta e personale, descrive la serata a casa di uno degli uomini appartenenti a questo nuovo Club. L’incontro, inizialmente freddo e distaccato, diventa pian piano un piacevole momento di condivisione nel quale vengono raccontati episodi di vita: sesso, tradimenti e relazioni mai iniziate o solo immaginate; sembra essere proprio la poca conoscenza tra gli uomini a creare un ambiente intimo che ispira fiducia.

Le storie narrate, inizialmente molto diverse, mostrano, poi, un unico filo conduttore: l’insoddisfazione; tutto sembra inutile, niente appaga realmente. Persone esteriormente felici, con una vita perfetta, in realtà hanno un vuoto interiore che non sanno colmare. Ognuno dei protagonisti ha avuto una storia apparentemente importante fino al momento dell’appagamento, dopo di che l’esigenza di cercare qualcosa di nuovo, di diverso, ha preso il sopravvento… La donna perfetta, alla fine, è la donna che non si è ancora posseduta, come se l’unico appagamento per l’uomo fosse l’attesa del piacere e non il piacere stesso.

Il romanzo cerca di inquadrare quella che, secondo Michaels, è la caratteristica del pensiero e della figura maschile. In realtà, la figura dell’uomo esce abbastanza sconfitta e umiliata da questo romanzo, che evidenzia tutta la futilità dei ragionamenti maschili, dando l’impressione che questi riguardino sempre ed esclusivamente tradimenti, sesso e donne.

A tratti si ha l’impressione che gli uomini, con la creazione di questo Club, vogliano dare un senso alla loro vita, sentendosi disturbati dalle attività rivoluzionarie delle donne negli anni in cui è ambientato il romanzo; quasi come se le donne avessero trovato uno scopo nella vita che l’uomo, invece, sta ancora cercando.

La vita… la vita è sete. Questa frase, inserita d’impeto all’interno della narrazione, è come un fulmine a ciel sereno che smuove il lettore; con una sola frase sembra chiarirsi tutto il concetto che Michaels vuole esprimere nel romanzo; ovvero, l’uomo, per vivere, ha bisogno di avere sete; e questa è una sensazione che si può placare solo per un attimo attraverso, ad esempio, un momento fugace, una storia d’amore. Ma dopo essersi dissetati, basta poco per far sì che quella sensazione di sete ritorni.

 

 

 

 Leonard Michaels


Leonard Michaels: Scrittore americano di saggi, romanzi e racconti, Leonard Michaels (1933-2003) trascorse parte della sua vita a New York, dove era nato, e poi si trasferì in California. Qui insegnò letteratura inglese e americana all’Università di Berkeley. Tra i suoi libri tradotti in Italia ricordiamo Sylvia (Adelphi 2016), e Il club degli uomini (Einaudi 2018), da cui fu tratto nel 1986 un film diretto da Peter Medak.



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