Il muro del silenzio




Recensione di Salvatore Argiolas


Autore: Nele Neuhaus

Editore: Piemme

Traduzione: Serena Tardioli

Genere: Noir

Pagine: 560

Anno di pubblicazione: 2020

Sinossi. Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 2014, una roulotte prende fuoco in un campeggio nella foresta vicino a Ruppertshain, città natale del commissario capo Oliver von Bodenstein. Viene rinvenuto un corpo carbonizzato: è il cadavere di Clemens Herold, figlio della proprietaria della roulotte. Poco dopo, anche sua madre, Rosemarie, viene trovata strangolata nella casa di cura dove è ricoverata. E questo è solo l’inizio di un’inarrestabile scia di delitti. Gradualmente, le indagini di Bodenstein e della collega Sander conducono all’estate del 1972, quando Artur Berjakov, il migliore amico di Bodenstein, scomparve nella foresta senza lasciare traccia. Un trauma infantile per Bodenstein e un dramma che molti abitanti di Ruppertshain avrebbero preferito dimenticare. Ora, al commissario capo tocca individuare e seguire il filo che lega queste morti alla sparizione del suo amico, quarantadue anni prima. In questo nuovo romanzo della serie che vede protagonisti gli investigatori Pia Sander e Oliver von Bodenstein, Nele Neuhaus descrive con minuzia la vita di un villaggio e dei suoi abitanti, creando un avvincente puzzle in cui la verità, immersa in un nodo di vertiginose bugie, prende forma tassello dopo tassello. Fino ad assumere contorni che mai avremmo creduto possibili.

Recensione

Il primo libro di Nele Neuhaus che ho letto è stato Biancaneve deve morireed è stato talmente fulminante che lo ritengo uno dei noir più interessanti degli ultimi anni. In seguito ho letto anche Lupo cattivoche pur meritevole è un pochino al di sotto di Biancaneve.

Il muro del silenzio” è l’ottavo romanzo della serie dei commissari Oliver von Bodenstein e Pia Sander, ex Kirchhoff che indagano nella zona dei monti Taurus nelle vicinanze di Francoforte sul Meno.

Seguendo le tendenze del Krimi, il giallo alla tedesca, che predilige la dimensione regionale e provinciale, pur gravitando nell’orbita di una grande città, i thriller di Nele Neuhaus hanno un’ambientazione rurale che ricorda molto da vicino i gialli classici all’inglese pur rivisti e rielaborati per rendere evidenti e riconoscibili le tematiche sociali della Germania contemporanea.

Se i giallisti sono i sismografi dei mali dell’epoca, come sostengono alcuni scrittori di Krimi, Nele Neuhaus ha la capacità di individuare con precisione chirurgica le zone d’ombra che oscurano l’esistenza dei tedeschi.

Nei suoi libri ritorna come un fiume carsico il tema dei bambini violati, maltrattati, dimenticati o che vengono forzati a seguire uno schema di vita molto diverso da quello che vorrebbero o potrebbero seguire.

Pia pensò al padre di Elias. Peter Lessing sapeva di aver commesso gli stessi errori dei genitori con i suoi figli. La frase di Jung che gli aveva citato era fondata. Di solito le persone associavano la violenza fisica a quella sessuale quando si parlava di abusi su minori, ma la violenza psicologica era spesso più brutale e produceva effetti ancor più duraturi. I genitori esercitavano un incredibile potere suoi propri figli, che erano impotenti alla loro mercé.

Due morti misteriose e inspiegabili portano Oliver von Bodenstein, sempre più vicino alla pensione e Pia Sander a seguire degli indizi che li costringeranno ad indagare su un fatto traumatico che emerge dal passato che in tanti hanno cercato di nascondere con il silenzio.

Una sola frase era stata sufficiente ad abbattere con la forza di una palla da demolizione le mura difensive erette per quarantadue anni dal suo subconscio. I ricordi di quell’estate assalirono Bodenstein con brutalità.

Bodenstein si trova a fare i conti con la sua coscienza per un peccato di omissione e per non aver decifrato i silenzi di un ambiente apparentemente e ingannevolmente aperto e amichevole.

Le indagini stavano diventando un viaggio sempre più intenso in un passato che lui era riluttante a ricordare.

Quando le emozioni evocate dall’inchiesta diventano troppo travolgenti Bodenstein lascia il campo a Pia Sander che con abilità e tenacia riesce a risolvere il caso ma non a riportare la serenità nella comunità che aveva coperto un crudele omicidio.

Nele Neuhaus riesce a far convivere una trama gialla che si richiama ai classici del genere con un’impietosa analisi dei vizi privati e delle pubbliche virtù dei suoi connazionali.

Ne Il muro del silenzioemergono vecchi peccati tenuti nascosti ma anche i notevoli miglioramenti nel clima sociale. Per esempio, se in passato gli stranieri, anche di origine tedesca venivano disprezzati e molestati, ora nessuno si scandalizza se i migliori detective sono di origine turca, siriana ed italiana.

Nele Neuhaus, che ha cominciato a farsi conoscere con dei libri autopubblicati, è la regina del Krimi e dimostra che il giallo alla tedesca, con autori come Volker Kutscher, Friedrich Ani, Sascha Arango, Brigitte Glaser solo per citarne alcuni, non ha niente da invidiare al giallo svedese e presenta un notevole bacino di noir e thriller di grande livello.

 

Nele Neuhaus


nata in Germania nel 1967, prima di diventare scrittrice, ha studiato Giurisprudenza, Storia e Letteratura, e ha lavorato in un’agenzia di pubblicità. I suoi romanzi, con la leggendaria coppia di investigatori Oliver von Bodenstein e Pia Kirchoff, hanno avuto molto successo in Germania.In Italia sono stati pubblicati: “Biancaneve deve morire” (Giano 2011),”Ferite profonde” (Giano 2012), “La donna malvista” (Giano, 2012) e “Chi semina vento” (Giano, 2013).

 

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