Il predatore di anime




Recensione di Roberto Forconi


Autore: Vito Franchini

Editore: Giunti

Genere: Thriller

Pagine: 396

Anno di pubblicazione: 2021

 

 

 

 

 

Sinossi. Empatico e manipolatore, affascinante e insopportabile, eroico e criminale: un protagonista che non potrete fare a meno di amare o odiare. Un thriller di sorprendente originalità. Mi chiamo Sabrina Mondello, sono una poliziotta. Oggi per me è un giorno di quelli che non si dimenticano. Ho appena arrestato l’uno più importante della mia vita, colui che mi ha spiegato che l’amore è solo una parola di cinque lettere. Giovane e determinata, Sabina, funzionario di Polizia a Roma, indaga su un caso di omicidio-suicidio tra coniugi che non sembra rivelare troppe sorprese. Finché i sospetti non ricadono su un uomo con cui le vittime hanno avuto contatti telefonici il giorno della morte: il misterioso Nardo Baggio, sedicente terapeuta Shiatsu. Profondamente colpita da quest’uomo ambiguo e magnetico, Sabina scoprirà di lì a poco la sua reale attività: dare supporto alle donne vittime di stalking, soprattutto coloro che le istituzioni non riescono a tutelare. La poliziotta non si aspetta certo di dover ricorrere lei stessa al suo aiuto: qualcuno infatti ha iniziato a perseguitarla. Così toccherà con mano i metodi di Nardo, che vanno ben oltre ciò che un poliziotto potrebbe mai fare. Ma può davvero fidarsi?

 

Recensione

Siamo di fronte ad un’evoluzione del classico thriller di stampo italiano che tanto questi ultimi anni ha fatto gridare al miracolo perfino da certa stampa estera.

Al merito di giovani e vecchi autori, chi da una parte ha voluto rivedere il suo stile cimentandosi nella suspence e nell’azione, chi invece ha esordito col botto raccontando gesta di serial killer e final girls, lo scrittore Vito Franchini si intromette con garbo artistico e con tanta franchezza piazzandosi al centro con una storia realistica, infarcita di tanta cronaca che sfortunatamente conosciamo bene e che spesso viene relegata alle terze pagine dei quotidiani: parliamo di Stalking, quello vero e subdolo capace di provocare molte vittime, tante delle quali cadaveri, ma ancor prima vittime di un Sistema i cui ingranaggi sono bloccati.

Donne e uomini attaccati ad un appiglio di fiducia e speranza che i propri aguzzini la possano pagare cara, e che invece terminano dritte dritte dentro una fossa. I loro nomi nel dimenticatoio.

Vito Franchini rende tributo a tutte queste povere anime, senza soffermarsi su una scrittura didascalica e giornalistica ma con una trama ricca di pathos, emozioni, azione e quel finale che non ti aspetti proprio. Come uno chef crea combinazioni tra i generi e rende invitante il suo piatto d’eccellenza con sottotrame e personaggi intriganti.

Sabina trasuda schiettezza, genuinità, non la classica poliziotta arrivista e tutto d’un prezzo; lei è fragile,  si getta a capofitto nelle emozioni, è irruenta ma non per questo sciocca. Dotata di una acuta intelligenza viene sopraffatta da quello che lei ha sempre chiamato amore e che mai si è chiesta se esistesse davvero. E’ qualcosa che si eleva a un sentimento nobile o solamente voglia di sesso? E’ volontà di essere predatori del prossimo o di se stesso?

Nel momento migliore della sua carriera, quando tutto lascia presagire un avanzamento di grado si ritrova a perdere il comando del distretto per un semplice caso di omicidio-suicidio dove il Joker mefistofelico dei fumetti sembra essere il suo tanto desiderato PM Roberto.

Conosce una sorta di guru dello shiatsu, tale Nardo Baggio, personaggio sopra le righe, colto, estroverso con un carisma capace di rapirti. Un Baggio per certi versi simile all’artista e genio del calcio che tutti conosciamo, anche questo capace di magie e imprese non da tutti; un uomo a cui le donne non sanno resistere.

In una Roma di tutti i giorni, senza mostrare quella malavita nascosta dei quartieri disagiati o dell’immigrazione clandestina l’intera vicenda scorre come un caffè preso al bar al mattino; veloce, cremoso, caldo e che ti fa venir voglia di riprenderne un altro poco dopo. Un thriller che scandisce i tempi del racconto con una decostruzione del personaggio di Sabina Mondello e una trasformazione attraverso uno studio quasi “antropologico” fatto di inseguimenti, introspezione e ricongiungimento allo stato brado del piacere e all’essere scimmia e stadio evolutivo.

Un romanzo che si legge tutto d’un fiato, che avrebbe si, giovato di almeno una cinquantina di pagine in meno, ma che rende percezione della bassezza umana e la natura controversa di essere coppia sbagliata al giorno d’oggi. Ci fa porre domande serie su chi siamo e come ci comportiamo, e a volte ci troviamo nascosti dentro la lettura dei piccoli episodi della nostra vita.

In fin dei conti siamo tutti in un campo verde delimitato da linee bianche: siamo noi a scegliere se rimanere nel bianco o solcare il verde. Possiamo essere vittime o carnefici, o semplicemente tutte e due!

 

 

 Vito Franchini


Nato in Iran, di origini mantovane, ha 43 anni, è padre di due bimbe e, come ufficiale dei carabinieri, per anni ha condotto indagini in diversi ambiti criminali. Attualmente si trova in Africa in missione per conto dell’UE. È appassionato di musica e distudi antropologici, che ha utilizzato ampiamente in questo suo romanzo di esordio, pubblicato da Giunti dopo anni di lavori da indipendente (romanzi d’avventura e saggi).

 

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