Il sale della terra






(Recensione  di Francesca Giovannetti)

Autore: James Lee Burke
Editore: 1rosso
Collana: Hoboken
Traduttore: Daniela di Falco
Pagine : 608
Genere : Thriller
Anno di pubblicazione: 2014 (Italia 2017)

 

 

Durante una vacanza in Montana, Alafair, figlia del detective Robicheaux, viene quasi uccisa da una freccia; pochi giorni dopo viene trovata assassinata Angel Deer Heart, una diciassettenne adottata dalla ricca ed influente famiglia di petrolieri Younger. Gretchen, figlia di Clete Purcel, collega di Robicheaux, si scontra con la polizia locale.

Cosa o chi si nasconde dietro questa serie di terribili eventi? Alafair è sicura che si tratti di Asa Surrette, il killer psicopatico che ha intervistato anni fa in prigione; l’unico ostacolo è che Surrette è deceduto in un incidente durante un trasferimento carcerario. O forse non è così?
“Il Sale della Terra” è il ventesimo capitolo dedicato al personaggio di Dave Robicheaux. Il lettore è accompagnato nella storia dalla voce narrante onnisciente dell’autore e dal racconto in prima persona di Dave Robicheaux; l’alternarsi dei punti di vista rende il libro più fluido e scorrevole, agevolando una lettura non breve.

Le descrizioni dello splendido habitat naturale del Montana e della Luoisiana, condite con leggende e cenni storici, non tralasciando la denuncia ambientale portata dal progresso, mostrano il grande amore e l’attenzione dello scrittore per la terra in cui vive.

Magistrali sono anche le descrizioni dei protagonisti, umanamente imperfette e per questo ancora più apprezzabili. Il male assoluto è Asa Surrette, killer psicopatico, narcisista e in preda a deliri di onnipotenza. La discesa nell’animo di questo assassino è una caduta libera negli istinti primordiali più malvagi dell’essere umano. Asa Surrette è il Male fatto persona, caratterizzato da un destino ineluttabilmente segnato fin dalla nascita.

L’altra tipologia di male che scaturisce dalle pagine è quella dettata dall’avidità umana, che trascina in un vortice di orrori che non hanno fine.
Inoltre si percepiscono vividi, attraverso la lettura, due nodi cruciali e primitivi dei sentimenti umani: la vendetta, inesorabile, implacabile, inevitabile, e l’istinto vitale di protezione verso la famiglia.

Sono questi i pilastri principali sui quali si regge tutta la trama, articolata in più strati, e che coinvolgono a turno i diversi personaggi che la animano.

L’autore ha la straordinaria abilità di riuscire a introdurre il lettore nell’ambiente e negli animi dei protagonisti; merito di una grande esperienza e di un incredibile stile narrativo che con sapienza guida chi legge nella storia, lasciando un’impronta nitida e numerosi spunti di riflessione.
Consigliatissimo a chi desidera un libro che lascia il segno.

L’ autore – James Lee Burke

Nasce a Houston (Texas ) nel 1936. Autore di numerosi romanzi polizieschi e thriller ha ottenuto notorietà internazionale nel 1987 con la creazione del personaggio di Dave Robicheaux, portato sugli schermi per ben due volte, nel 1996 e nel 2009, da attori del calibro di Alec Baldwin e Tommy Lee Jones. Tra i numerosi premi che gli sono stati conferiti è da ricordare che è stato uno dei pochi autori ad aver ricevuto per due volte l’Edgard Award, nel 1990 e nel 1998. La sua produzione bibliografica comprende anche la lunga saga della famiglia Holland, a partire dal capostipite Sam, realmente esistito, che prese parte alla battaglia di Alamo.
James Lee Burke vive attualmente insieme alla moglie Pearl, tra Lolo, in Montana e New Iberia, in Louisiana.
La figlia, Alafair Burke, procuratore distrettuale dell’Oregon, ha seguito le orme del padre ed è una nota scrittrice di polizieschi e thriller.