Il settimo figlio




Recensione di Michela Alfano


Autore: Árni Thórarinsson

Traduttore: S. Cosimini

Editore: Edizioni del Capricorno

Genere: Giallo/Thriller Nordico

Pagine: 313

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

Sinossi. La Gazzetta della sera vuole ampliare il proprio pubblico in tutta l’Islanda. Einar, cronista ad Akureyri, già protagonista di “II tempo della strega”, viene inviato nella piccola cittadina di Isafjordur, nei remoti Fiordi Occidentali, per raccogliere materiale sulle prospettive future delle comunità locali, che un tempo prosperavano grazie alla pesca e ora si trovano in una situazione di crescente crisi economica e d’identità. Einar è sicuro di non trovare scoop in quella regione isolata in cui tutti si conoscono e non succede mai niente. Eppure, si rende ben presto conto che, sotto la superficie di quel mondo in apparenza tranquillo e immutabile, qualcosa si muove: l’incendio doloso di un’antica casa del centro, la profanazione di una tomba nel cimitero locale, il mistero del furto di un camper appartenente a una coppia di turisti lituani, la morte di due giovani imprenditori di Reykjavik, un famoso ex calciatore e il suo amico, che si trovavano a Isafjordur per il matrimonio di un conoscente. La loro scomparsa è contemporanea a quella di un parlamentare emergente, candidato alla direzione del Partito Socialista, ritrovato morto con il collo spezzato alla periferia di Reykjavik. Parlando con la gente del posto e cercando di ricavare informazioni dalle laconiche forze dell’ordine, Einar comincia a intuire che tutti questi casi sono collegati e ricompone un puzzle complesso, in cui la vendetta e l’avidità giocano un ruolo chiave. Interessi inconfessabili, torbidi legami famigliari, un vecchio poliziotto incarognito con il mondo, un prete rock, una banda di adolescenti Goth… Ce n’è abbastanza per rischiare la vita. Einar è in pericolo. Più di quanto possa immaginare.

 

 

Recensione

La storia parte lentamente ed è un crescendo di mistero e tensione, proprio come per il protagonista che non accoglie con grande entusiasmo la sua trasferta nei Fiordi Occidentali, convinto di non trovarci nulla di interessante e smentito da una serie di accadimenti bizzarri, di varia entità, omicidi compresi.

Ci vuole una buona dose di intuito (o fantasia?) per scorgere un nesso tra tutti questi eventi, almeno all’inizio, oltre a una discreta faccia tosta per fare le domande più scomode.

Einar è ben dotato di entrambe le qualità ed è mosso da una curiosità famelica, che talvolta lo spinge oltre i limiti.

Come per molti geniali investigatori del panorama letterario, il suo fiuto per le indagini si riflette in una personalità tormentata, che sfugge a se stessa, incapace di trovare stabilità, e che si porta dietro un grande fardello.

Tuttavia Einar non rientra nella categoria degli investigatori, bensì, in quanto giornalista, fa parte di coloro che in genere per gli investigatori sono spine nel fianco.

Tra ostruzionismo della polizia, minacce, problemi personali che non mollano la presa e il grande sarcasmo del protagonista, la matassa va dipanandosi in un’ambientazione suggestiva e ben evocata dall’autore, abile anche a non far pesare i tasselli mancanti della storia di Einar, contenuti nel primo romanzo della serie a lui dedicata.

Consigliato agli amanti del genere e a chi nella lettura cerca un viaggio a tutto tondo: qui, oltre a un’intricata storia da risolvere, troverà panorami lontani e climi rigidi e potrà immergersi nella cultura e nella mentalità locali che ben sono tratteggiate dai dialoghi dei personaggi.

 

 

 

Árni Thórarinsson (Scheda Autore)


Árni Thórarinsson è nato nel 1950 a Reykjavík, dove vive. Dopo una laurea in Letteratura comparata all’università dell’East Anglia a Norwich, in Inghilterra, ha lavorato come giornalista per diversi quotidiani e per la televisione islandese. Giurato in diversi festival internazionali di cinema, è stato organizzatore del Festival del Cinema di Reykjavík dal 1989 al 1991. I suoi romanzi, e in particolare quelli della saga di Einar (finora cinque), sono tradotti in Germania, Danimarca, Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada, Francia e Spagna. In Italia ne sono stati pubblicati due: Il tempo della strega e il settimo figlio.