Il sogno




A cura di Laura Salvadori


Autore: Franck Thilliez

Editore: Fazi

Pagine: 428

Genere: thriller

Anno pubblicazione: 2020

 

 

 

Sinossi. Se non fosse per le sue cicatrici e le strane foto che tappezzano le pareti del suo ufficio, si direbbe che Abigaël sia una donna come le altre. Se non fosse per i momenti in cui sprofonda nel mondo dei sogni, si giurerebbe che dica il vero. Ma Abigaël, la psicologa che tutti si contendono per risolvere i casi criminali più intricati, soffre di una grave narcolessia che le rende tutto più difficile. Spesso per lei il confine tra sogno e realtà si confonde, ed è costretta a ricorrere a bruciature e tatuaggi per assicurarsi di essere sveglia e che quello che vede stia realmente accadendo. L’indagine a cui sta lavorando insieme al fidanzato poliziotto Frédéric riguarda un rapitore seriale di bambini, Freddy. I piccoli scomparsi finora sono tre, a quattro mesi di distanza l’uno dall’altro. Ogni rapimento viene annunciato con uno spaventapasseri che indossa gli abiti del bambino rapito precedentemente. Intanto, Abigaël è l’unica sopravvissuta a un terribile incidente d’auto di cui non ricorda nulla e dove hanno perso la vita suo padre e sua figlia. Presto capirà che molte cose di quell’episodio non tornano. E si renderà conto che Freddy sa più di quanto dovrebbe. E non è il solo. Ma per Abigaël il nemico più pericoloso rimane uno: se stessa.
Dopo Il manoscritto, apprezzatissimo da critica e lettori, un nuovo romanzo a matrioska zeppo di colpi di scena che fonde thriller, pulp e suspense psicologica: un labirinto ipnotico e perfetto in cui perdersi, per sbucare in un finale che riannoda tutti i fili.

 

 

«Se tessere una trama significa dipanare molti fili per poi congiungerli al momento giusto e con il nodo giusto, Thilliez pare davvero un fenomeno».
Alessandro Robecchi

«Thilliez oggi ha tutto quel che serve per spaventare perfino King».
Roberto Iasoni, «La Lettura»

«Un thriller perfettamente architettato, che spiazza il lettore con una serie di colpi di scena impossibili da prevedere. Franck Thilliez è davvero un maestro».
Sandrone Dazieri

«Il maestro incontestato del thriller francese».
Ian Manook

«Il fenomeno Thilliez è sorprendente».
«Le Figaro»

 

Recensione

Se state pensando che “Il sogno” sia un gran bel thriller siete sulla strada giusta ma non del tutto. “Il sogno” è anche e soprattutto altro. E’ un rompicapo, è un congegno di cui non si conosce il meccanismo, è un viaggio dentro la nostra mente.

E’ una prova che il lettore deve superare, perché se c’è una cosa che va detta è che il romanzo non si esaurisce certo nel racconto, nelle vicende che si susseguono fino alla scoperta di un colpevole.

Il romanzo è soprattutto la celebrazione, superlativa, delle interconnessioni tra i fatti che accadono.

Nel coacervo, inizialmente un po’ confuso, delle notizie che Thilliez ci elargisce, c’è un particolare, che sembra buttato lì per caso, che appare insignificante ma che invece non lo è affatto. C’è una notizia, una frase, una semplice parola, che messa insieme ad altri particolari intesse un ricamo inaspettato, una trama che solo alla fine palesa la sua intenzionale carica narrativa, il suo estrinseco significato.

Non si tratta più di scoprire il colpevole e i suoi moventi, ma di trovare una costruzione nascosta, una trama nella trama, che vive di espedienti quasi impercettibili, che si coglie solo se riusciamo a mettere insieme gli indizi che l’autore ci dà, solo se siamo pronti ad analizzare i fatti sotto un’altra luce.

Mistero, rebus, enigma. Sono tutti elementi dei romanzi di Thilliez, dove c’è sempre un cerchio che si chiude e un bilancio da far quadrare. Non ci si limita a leggere. Bisogna pensare, elaborare, scoprire, anagrammare. Come in un rompicapo, ciò che appare non sempre è la verità. Solo se leggiamo con la mente aperta, solo se siamo pronti a cogliere i segnali che l’autore ci dà, potremo cogliere la genialità di questo autore, che non si limita a trovare la trama perfetta e il colpevole insospettabile, ma ha l’incredibile potere di metterci alla prova, per vedere se siamo stati attenti.

Come nel Manoscritto, dove il finale conteneva un piccolo enigma da sciogliere, anche ne Il sogno troveremo diversi interrogativi da risolvere.

La trama, di per sé, ci mette in un continuo stato di confusione. Distinguere il sogno dalla realtà sarà spesso difficile, non solo per Abigail, ma anche per noi lettori. Il tema del sogno, i misteri legati ai meccanismi onirici della nostra mente, i ricordi, così manipolatori e spesso anche insondabili e sfuggenti, il bisogno, a volte insopprimibile, di credere solamente in ciò che sembra essere l’unica soluzione, sono tutti argomenti che Thilliez padroneggia alla perfezione e che manovra con grande sicurezza per creare un gioco di specchi in cui confondere il lettore.

Ne Il sogno torna, inoltre, l’uso spietato e profondamente elusivo dei salti temporali. Ogni capitolo si apre con una linea del tempo che ci indica in che momento della storia ci troviamo, in un tira e molla piuttosto complesso e altamente adrenalinico. Andare avanti e indietro risulterà complicato e non dovremo mai far calare la nostra attenzione, per non rischiare di perdere importanti dettagli, senza i quali la comprensione del meccanismo narrativo potrebbe sfuggirci.

Le pagine finali serberanno per noi diverse sorprese. Giunta al termine sono rimasta letteralmente estasiata e assolutamente convinta di trovarmi davanti ad un genio assoluto della fiction!

Solo se leggerete questo romanzo potrete comprendere a pieno ciò che vi sto dicendo. Se amate essere messi alla prova, se credete di essere arguti e attenti, se cogliete le sfide senza indugiare, allora questo romanzo fa proprio per voi.

Ovviamente, enigmi a parte, Thilliez rimane un grandissimo romanziere. Le sue trame sono meravigliose, i suoi personaggi sono impeccabili, sempre in bilico tra verità e apparenza, inquieti ed inquietanti, tenebrosi e agghiaccianti, con quella vena di follia che li rende dannati e dannatamente attraenti.

Leggere Thilliez è un’esperienza assolutamente da provare. Un viaggio sensoriale dove tutti i nostri sensi sono coinvolti a trecentosessanta gradi. La lettura è un tunnel, opprimente, spaventoso, in cui si viaggia verso la luce alla velocità della luce. Dove il desiderio si scoprire è pari solo alla paura di arrivare alla verità troppo in fretta.

E se il tema del sogno vi attira, se esercita su di voi quel fascino che si confonde con l’inquietudine, non dovrete che lasciarvi condurre dall’autore, affidarvi alla sua penna sublime e affabulatrice, per vivere un’esperienza irripetibile.

Grazie Franck Thilliez, di  avermi stregato, meravigliato, irretito completamente. Grazie per avermi messo alla prova. Grazie per avermi fatto capire, nonostante tutto, che noi comuni mortali non possiamo che essere sempre un passo indietro a Te. E che nonostante si allunghi l’andatura fino ad arrivare a correre, non saremo mai pronti per camminarti al fianco. Per nostra fortuna.

 

 

Le ambientazioni del romanzo

 

Parlare delle ambientazioni de Il sogno di Franck Thilliez mi mette davanti ad un piccolo dilemma, che necessita, per essere risolto, di una doppia via.

Del resto i dilemmi giocano in casa quando si parla dei romanzi di Thilliez; chi lo conosce sa bene che dentro ai suoi romanzi c’è sempre una chiave nascosta da decrittare, in qualche modo.

Dunque, Thilliez ambienta il suo romanzo nelle sue zone, che sono universalmente riconosciute come belle, selvagge e per certi versi, ancora incontaminate. L’autore vive nella regione del Pas-de-Calais, all’estremo nord est della Francia.

Il romanzo è interamente ambientato proprio in questa regione, che l’autore descrive con parsimonia, con avarizia di dettagli, sebbene l’intero territorio sia ricco di bellezze naturali.

 

Lille ( Hautes de France)

Frequenti le incursioni nelle zone limitrofe: Etratat e Le Havre, in Normandia, Quimper e Ploumenac’h in Bretagna. Ma ne Il sogno, rispetto per esempio al romanzo precedente Il Manoscritto, Thilliez non si sofferma a descrivere l’ambiente naturale. Ne Il manoscritto sono proprio le falesie di Etratat a giocare il ruolo principale ed è proprio lì che l’autore sceglie di ambientare l’enigmatico finale.

 

 

Etratat e Le Havre

 

Ne Il sogno, invece, è la complessità della trama a primeggiare e gli ambienti naturali ne pagano un ingiusto scotto.

D’altro canto, se gli ambienti naturali sono così scenografici e forieri di bellezza, altrettanto non si può dire dell’ambientazione generale del romanzo, intesa come sfondo, luce, sensazione e visione generale.

Il romanzo è cupo, claustrofobico, lugubre.

Insieme alle incertezze e ai turbamenti che i temi del sogno e delle mistificazioni della memoria portano nell’animo del lettore, il racconto nel suo insieme è asfissiante. Il lettore si sente accerchiato dai dubbi, dalla sensazione orribile di non saper distinguere il sogno dalla realtà. Soffre insieme alla protagonista, ha bisogno di conforto, di essere rassicurato, perché spesso, quello che legge lo destabilizza nel profondo.

Tutto ciò che leggerà, pagina dopo pagina richiederà sangue freddo e anche una buona dose di memoria e di logica, entrambe necessarie a sopportare i continui balzi temporali, che avvengono dentro ad una storia abbacinante e per certi versi crudele.

Quindi, se da un lato la luce della bellezza spinge affannosamente per diradare le tenebre, dall’altro occorre accettare che le ombre del dubbio e della paura allunghino le loro braccia a ottenebrare il racconto, che non può evitare di destabilizzare gli equilibri del lettore.

Non a caso Thilliez indugia a descrivere l’ambiente naturale quando è preda della pioggia battente, del vento che non lascia scampo, della nebbia che nasconde tutto, in una sorta di perenne autunno.

 

Ploumenac’h (Bretagna)

C’è da dire che il nord della Francia, con il suo clima mutevole e preda dei capricci del mare, si presta divinamente a far da cornice ai romanzi di Franck Thilliez.

Provare per credere!

 

 

 

Franck Thilliez


Franck Thilliez è nato ad Annecy, è ingegnere informatico. Nel 2004 pubblica il suo primo libro Train d’enfer pour Ange rouge. È un grande appassionato di film thriller. Ha vinto i premi Prix des lecteurs Quais du polar 2006 e Prix SNCF du Polar français 2007 con il romanzo La Chambre des morts. Attualmente vive tra Pas-de-Calais, nell’estremo Nordest della Francia, Antille e Guyana. Fazi editore ha pubblicato Il manoscritto nel 2019 e Il sogno nel 2020.

 

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