Intervista a GIANRICO CAROFIGLIO



A tu per tu con l’autore

 

Gianrico Carofiglio, ex magistrato, ma ormai scrittore a tempo pieno, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro “Le Tre del Mattino” da noi recensito, ci rilascia anche una bellissima intervista.

In primis grazie per averci concesso questa intervista, ne siamo onorati, ed è per me un piacere doppio poiché sono una sua grandissima fan.

Grazie a lei, mi fa piacere rispondere alle sue domande 😉

 

1) Come mai ha scelto di ambientare Le Tre del mattino in una città come Marsiglia e non nella sua Bari, e per di più, a metà degli anni ’80?

Il romanzo prende spunto da una storia realmente accaduta proprio a Marsiglia all’inizio degli anni 80. L’epoca e l’ambientazione mi sembravano perfette per raccontare questo tipo di storia che, è bene precisarlo, a parte lo spunto è tutta romanzesca.

 

 

2) Antonio durante le due notti insonni si renderà conto che suo padre, non è solo il matematico docente universitario che ha lasciato sua madre, scoprirà che la realtà non è come lui l’ha interpretata. È davvero possibile, quindi, credere che le persone non si conoscano mai veramente ?

Succede spesso. Ma accadono anche incontri inattesi, come quello raccontato nel libro, e questi incontri ci spalancano mondi interiori, una nuova visione degli altri ma soprattutto di noi stessi.

 

 

3) Lei, da ex magistrato, come mai ha deciso di raccontare le sue storie adottando un altro punto vista… quello dell’avvocato nel caso di Guerrieri e quello del maresciallo nel caso di Fenoglio?

Non è stata una cosa deliberata ma nell’adottare un punto di vista diverso dal mio nella vita reale credo di aver messo in atto, inconsapevolmente, il precetto di Proust: “il vero viaggio di scoperta non è vedere posti nuovi ma avere occhi nuovi”. La letteratura è raccontare cose che credevamo di conoscere, adottando un punto di vista del tutto nuovo.

 

 

4)  “Non è possibile pensare con chiarezza se non si è capaci di parlare e scrivere con chiarezza”. Credo che questa citazione le suoni familiare  (“Con parole precise. Breviario di scrittura civile”, Laterza, 2015). Nella sua carriera da scrittore, ha redatto anche dei saggi sull’importanza delle parole, sulla necessità di carpirne il significato e le conseguenze che possono causare se vengono usate in modo errato. Crede che, soprattutto negli ultimi 20 anni, la lingua italiana stia perdendo sempre più il suo vigore, il suo fascino?

Credo si tratti di un fenomeno che copre un arco di tempo più lungo (il celebre articolo di Calvino sull’antilingua è dei primi anni 60) ma certo negli ultimi vent’anni la situazione è sensibilmente peggiorata.

 

 

 

5) Le meravigliose citazioni di autori, cantautori e poeti, musica di ogni tipo ( dal Jazz, come nell’ultimo libro, al rock dei Led Zeppelin ) che troviamo all’interno dei suoi libri, creano spessore e danno ancor di più veridicità alla storia. Possiamo interpretarlo come un suo modo di “ mettere un po’ di sé”, dei suoi gusti, delle sue passioni, all’interno dei romanzi?

Direi proprio di sì.

 

 

6) In un suo romanzo ha detto: “Chissà cosa succede poi, dopo aver parlato. Dopo l’ultima pagina, quando il romanzo finisce.” Lei quando finisce di scrivere un romanzo che sensazioni prova?

Sono piuttosto emozionato. A volte, come è successo per “Le tre del mattino”, molto emozionato.

 

 

7) Una domanda di rito per la nostra Associazione: il genere del thriller nordico le piace? Ha qualche autore che le piace particolarmente?

Non è il mio genere preferito ma “Uomini che odiano le donne” mi è piaciuto molto.

Gianrico Carofiglio

A cura di Giuliana Pollastro

Gianrico Carofiglio su thrillernord

Gianrico Carofiglio. Nato a bari nel 1961, magistrato dal 1986, ha lavorato come pretore a Prato, pubblico ministero a Foggia e in seguito ha svolto le funzioni di Sostituto procuratore alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.  Nel 2008  nelle elezioni del 13 e 14 aprile eletto senatore con il Partito Democratico. Il suo primo romanzo è del 2002, Testimone inconsapevole, edito da Sellerio. Con quest’opera Carofiglio ha inaugurato il legal thriller italiano. Le vicende dell’avvocato Guido Guerrieri, protagonista di questa che è ormai diventata una serie, hanno portato l’autore a diversi riconoscimenti per il primo romanzo. Nel 2003 esce la seconda opera che ha come protagonista l’avvocato, Ad occhi chiusi (Sellerio, 2003).Nel 2007 viene eletto in Germania, da una giuria di librai e giornalisti, “il miglior noir internazionale dell’anno”. Nel 2005 viene proclamato vincitore del Premio Bancarella  Il passato è una terra straniera (Rizzoli, 2004), nel settembre 2006 ha pubblicato un altro romanzo che vede il ritorno, quale protagonista, dell’avvocato Guerrieri, Ragionevoli dubbi (Sellerio). Altri famosi romanzi dell’autore sono: Le perfezioni provvisorie (sellerio 2010); Non esiste saggezza (2010); La manomissione delle parole(2010) Il silenzio dell’onda(2011). Nel 2014 con Una mutevole verità, lancia una nuova serie ambientata negli anni 90, con protagonista il maresciallo fenoglio, che ne ha visto già un seguito nel 2016 con l’Estate Fredda. Al momento di rientrare in servizio, dopo il mandato parlamentare, ha dato le dimissioni dalla magistratura, dichiarando di volersi dedicare alla scrittura a tempo pieno