Intervista a MAX e FRANCESCO MORINI




A tu per tu con gli autori

 

Un nuovo detective si affaccia sulla scena del giallo nostrano, è un detective colto e affascinante, conoscitore di storie poliziesce, quelle letterarie dei grandi classici del genere che divora da sempre ed esperto di Roma, “come un’amante di cui conosceva ogni pensiero, ogni segreto, ogni piega del corpo”, la città nel cui cuore risiede la sua storica libreria, è Ettore Misericordia, libraio di professione e detective per passione. Misericordia esordisce con “Nero Caravaggio” opera prima di Max e Francesco Morini che creano un mix narrativo in cui convivono ironia, deduzione, comicità, storia e arte. Tanti gli omaggi degli autori ai maestri del giallo anglosassone e americano e anche in questo sta il gioco narrativo dei Morini, nella sfida doppia che lanciano al lettore coinvolto nelle indagini e nella ricerca delle citazioni. A Roma, grande protagonista con le sue luci e le sue ombre, il cadavere di un uomo è rinvenuto nella basilica di Sant’Agostino,davanti alla Madonna dei Pellegrini, capolavoro di Caravaggio. Del caso di omicidio si occupa l’ispettore Ceratti, milanese trasferito nella Capitale, che non tarda a convocare Misericordia sul luogo del delitto. Sì, perchè Ceratti e Misericordia sono “due animali simili che si erano fiutati, riconosciuti e alla fine piaciuti, legati a doppio filo da Roma e anche da qualcos’altro: e cosa può legare un poliziotto e un appassionato di romanzi polizieschi?Indovinato? Gli omicidi.” A raccontare le indagini e le vicende personali e professionali di Ettore Misericordia ci pensa l’assistente di libreria, il giovane detto Fango, un novello Watson che affascinato dalle incredibili doti deduttive del suo capo, si fa narratore come lo fu il medico con Sherlock Holmes.

 

 

 

1) Da autori teatrali e televisivi e scrittori di un giallo. Quale è stata la molla che vi ha fatto scrivere “Nero Caravaggio”?
Il desiderio di allargare le nostre possibilità di scrittura dopo vent’anni di esperienza nel teatro comico e nella comicità. La comicità che è un linguaggio meraviglioso ma molto chiuso e con molti limiti, l’umorismo in senso più lato e soprattutto la narrativa hanno costituito per noi una nuova sfida creativa da affrontare.

 

 

2) Scrivete a quattro mani. Qual è il vostro metodo di scrittura? Chi sceglie la storia o i personaggi?
Segreto! Avresti mai fatto questa domanda a Fruttero e Lucentini?
A parte gli scherzi, per semplificare diciamo che uno dei due prepara la trama e l’intreccio del giallo e l’altro lo sviluppa, poi da qui cominciano una serie di interazioni continue sui personaggi, i dialoghi, le scene, etc… Abbiamo dei meccanismi psicologici e di scrittura rodati da anni e anni di collaborazione; in più avere subito i feedback dell’altro su quello che scriviamo è una risorsa di lavoro importantissima.

 

 

3) Libraio e detective come nasce Ettore Misericordia?

Ettore è cresciuto praticamente dentro alla Libreria Misericordia, l’unica specializzata in tutto quello che riguarda Roma, la sua storia e la sua cultura, per questo conosce la Città Eterna come nessun altro ed arriva prima dell’ ispettore Ceratti alla soluzione dei casi. In più è un genio della deduzione, un intellettuale coltissimo ed enciclopedico ed un grande appassionato di giallistici; insomma ci piaceva l’idea di dare a Roma il suo moderno Sherlock.

 

 

4) Arte e morte. Che rapporto c’è l’immortalità artistica e il delitto?
Nel caso di Caravaggio c’è un rapporto molto stretto, visto che fin da bambino ha dovuto imparare a convivere con la morte, i genitori sono morti molto presto per la peste , e come sappiamo poi diventerà un assassino uccidendo Ranuccio Tomassoni durante una partita di pallacorda.
La morte, il sangue, il delitto , e il relativo castigo, morirà giovanissimo a 38 anni, sono nel dna dei suoi capolavori.

 

 

5) Fango è l’io narrante, è il vostro omaggio a Watson?

Certo, tutto il romanzo è un tributo alla giallistica classica anglosassone, Fango racconta in prima persona il caso come fa Watson nei libri di Conan Doyle o Archie Goodwin, l’assistente di Nero Wolfe, in quelli di Rex Stout. In più l’ispettore Ceratti è la controparte istituzionale del duo, come succede per Padre Brown, Ellery Queen, Philo Vance e Nero Wolfe stesso che collaborano in diversi modi con le forze dell’ordine.

 

 

6) Che rapporto ha Misericordia con Roma?

Di amore e devozione totale, è quasi una simbiosi, difficilmente riesce a partire e a staccarsi dal ventre materno e anche se si muove da Roma considera il resto del mondo, soprattutto l’Europa, come una gigantesca colonia della Città Eterna e della sua storia.

 

 

7) Misericordia e i libri. Ama i gialli ma non quelli scandinavi?

Misericordia è appassionato di giallistica, segue e legge tutte le novità, certo le mode commerciali gli stanno strette, soprattutto se riprongono lo stesso clichè, quindi thriller scandinavi e soprattutto thriller storici a base di abbazie, monaci e codici segreti non fanno per lui!

 

 

8) L’ispettore Ceratti ha in comune con Misericordia la passione per i libri ma anche la misantropia?
Ceratti è un milanese atipico che ama Roma e ama la Libreria Misericordia, dove può attingere quello che vuole sulla Città Eterna, spesso in cambio del coinvolgimento di Ettore e Fango nelle indagini; certo è un burbero dal cuore d’oro che il lavoro ha portato a essere cinico e disilluso sulla natura umana.

 

9) Anche Misericordia è misantropo e ama spesso stare da solo, ma rispetto a Ceratti l’ironia lo porta a sdrammatizzare e a volare leggero sopra tutto e tutti. Misericordia ha i metodi dei detective classici, un pò Holmes e un pò Maigret ma è anche un tombeur de femmes?
Si, anche perché è molto affascinante e le donne non resistono al suo fascino; vaga di storia in storia anche se poi nel prossimo libro entrerà in scena un’amicizia un po’ particolare con una bella bionda.

 

 

10) Perchè avete scelto Caravaggio?

La chiave della serie è far ruotare ogni caso intorno a un grande personaggio della storia di Roma, antica o moderna; in questo senso Caravaggio non poteva essere testimonial migliore per il primo libro, è sempre una grandissima star, la sua arte e la sua vita sono piene di fascino e di mistero ed attraggono il grande pubblico.

 

 

11) L’ironia è il vostro ingrediente segreto?
L’ umorismo e l’ironia fanno parte di noi ed è stato naturale portarle dentro “Nero Caravaggio”; anche per cercare di creare un format nuovo, mixando mistero, divertimento , arte e Roma.

 

 

12) Avevate già pensato alla serialità?
Certo, come da tradizione nella giallistica, “Nero Caravaggio” è solo il primo di una lunga serie di avventure di Ettore Misericordia”! Sperando che magari la serialità si traduca, prima o poi, in una fiction.

 

 

13) Qualche anteprima sul vostro prossimo romanzo?

Il prossimo romanzo uscirà a Luglio, sempre per Newton Compton e si intitola “Rosso Barocco”; rimaniamo nel clima artistico della Roma del seicento ma abbandoniamo Caravaggio, ovviamente, per lasciare spazio ad una delle più straordinarie rivalità artistiche che siano mai esistite, quella fra Bernini e Borromini.

Max e Francesco Morini

A cura di Cristina Marra

 

 

Di Max e Francesco Morini su THRILLERNORD:

IL LIBRO – Ettore Misericordia è il proprietario di una storica libreria di Roma. Autodidatta coltissimo, conosce tutti i segreti della città eterna. È anche un grande appassionato di gialli e un detective dilettante dal formidabile intuito, tanto che l’ispettore Ceratti se ne avvale spesso per i casi sui quali indaga. Perciò non esita a informarlo quando nella basilica di Sant’Agostino, proprio accanto Piazza Navona, viene ritrovato un cadavere davanti a uno dei capolavori del Caravaggio, la Madonna dei Pellegrini. Si tratta di Paolo Moretti, pugnalato alle spalle con uno strumento per incisioni. Misericordia non perde un attimo e si reca sul luogo del crimine insieme al suo amico-collaboratore “Fango”…



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