La memoria del topo




Recensione di Loredana Cescutti


Autore: Michael Connelly

Editore: Piemme

Collana: Pickwick

Traduttore: Maria Clara. Pasetti

Serie: Bosch #27

Pagine: 448

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2013

 

 

 

SINOSSI

La morte di Billy Meadows sembra un caso facile da risolvere, troppo facile. Il suo cadavere riverso in un condotto abbandonato, la siringa ancora piantata nel braccio. Ma cè qualcosa che non convince Harry Bosch, detective della Divisione Hollywood, la fogna della polizia di Los Angeles. La posizione del corpo, quell’unico buco sul braccio, il graffito lasciato incompiuto sulla parete esterna del condotto. E quel tatuaggio, lo stesso che porta anche lui: un topo con una pistola in una zampa e una bottiglia nell’altra. Billy Meadows era un topo delle gallerie. In Vietnam. Come lui. Con lui. Dietro quella morte, che in troppi vorrebbero liquidare come un banale caso di overdose, Bosch sa che si nasconde ben altro. Sin dalle prime indagini scopre collegamenti con una clamorosa rapina che aveva coinvolto anche l’FBI, e intuisce una fitta rete di corruzione, violenze e subdole vendette.In un vortice di sentimenti contrastanti Bosch è costretto ad affrontare i suoi incubi più terribili e gettarsi sulle tracce di una verità che, forse, avrebbe preferito non conoscere mai.

 

RECENSIONE

“… la giustizia coincide solo occasionalmente con la legge e con l’ordine… (J. Edgar Hoover)”

Prima di iniziare con questa recensione lasciatemi fare una premessa.

Devo essere sincera, per me Michael Connelly non è un autore di thriller bensì, è l’autore di thriller più in gamba che ci sia ed è colui che mi ha avvicinata alla lettura di questo genere.

Per me ogni suo libro è come un rifugio, un posto sicuro… casa!

Hieronymus Bosch (anche se preferisce farsi chiamare Harry), detective della polizia di Los Angeles, è uno dei personaggi nati dalla penna di Connelly più conosciuti e ben voluti fra gli amanti dei thriller.

Lui è un poliziotto metodico, tradizionalista e superstizioso.

Ma la sola immagine che vuole lasciare a rappresentarlo è quella di solitario, combattente, killer. Meno colleghi fra i piedi, meno seccature.

L’unica cosa che conta è la giustizia; si può discutere sul modo spesso duro col quale agisce talvolta, ma l’importante è che chi ha sbagliato paghi e che a chi è stato fatto un torto abbia giustizia. Non fa quello che fa per averne un tornaconto. Non è corruttibile.

Un uomo integro in mezzo a tanti burocrati e pescecani: proprio per questo non gode delle simpatie dei superiori e neanche di molti colleghi, poiché non scende a patti e non guarda in faccia nessuno.

Per lui c’è solo una cosa che ha valore: la verità!

È una persona che non ha grandi ambizioni, le cui uniche certezze sono la sua piccola casa con panorama mozzafiato e i suoi cd (Sonny Rollins, Frank Morgan, Branford Marsalis, Coltrane, fra gli altri).

“Le coincidenze non esistono.”

Bosch, in conflitto perenne con gli affari interni (motivo per cui è stato spostato dalla gloriosa Rapine-Omicidi alla Divisione Hollywood), continua a svolgere il suo lavoro con l’impegno e la determinazione di sempre.

Proprio per tale motivo, in un fine settimana che avrebbe dovuto essere di riposo viene chiamato per l’ennesimo cadavere con una siringa al braccio. Doveva essere un’indagine semplice, un drogato, un caso aperto e chiuso e invece…

… il passato riaffiora e lo costringe e ripiombare in una parte dei suoi ricordi che da vent’anni cerca di lasciarsi alle spalle. Di punto in bianco viene trascinato nuovamente nell’eco nera!

Un attimo prima l’indagine gli finirà fra le mani, un attimo dopo si ritroverà a dover lottare per riaverla, poiché l’FBI ne reclamerà i diritti e per lui non ci sarà null’altro da fare se non aggregarsi,sapendo di non poterne avere il controllo totale.

Ma non è così che Bosch è abituato a lavorare.

Dovrà affiancare l’agente speciale Eleanor D. Wish: nessuno si curerà di dimostrare il fastidio nel dover lavorare con lui e, addirittura, inizialmente sarà considerato un sospettato, dal momento che aveva operato in Vietnam con la vittima come Topo delle gallerie.

Sarà veramente un’indagine serrata e il detective Bosch rischierà la vita come tanti anni prima in Vietnam.

La sua frenesia/eccitazione davanti al progredire di un’indagine, per mano dell’abile Connelly diventa la mia/vostra eccitazione nel voler proseguire con la storia e, guidati dalla maestria di questo autore sopraffino, noi lettori ci sentiamo coinvolti in prima persona.

Il finale sarà esplosivo, i colpi di scena si susseguiranno e l’adrenalina non mancherà fino alla fine, lasciandoci increduli davanti alle rivelazioni e all’epilogo finale.

Oltre alla storia del libro, piano piano emergerà anche il passato di Harry, fatto di un’infanzia che nessun bambino si augurerebbe mai: una famiglia che non esiste più se mai ne abbia avuta una e la parziale spiegazione alle scelte da lui intraprese in seguito. Non crediate però di scoprire tutto qui… Ne avrete molti, di libri da leggere.

L’empatia che io avverto quando leggo un romanzo dei suoi è profonda, e il contatto con i personaggi diventa palpabile.

Di libri ne ho letti parecchi, e pur avendo avuto soddisfazione da tanti, una volta terminati ne conservo il piacevole ricordo; ma per me sono passati. C’è così tanto da leggere che non potrei mai riprendere in mano un testo a me già noto, mi priverei dellapossibilità di conoscere nuove storie e magari autori a me sconosciuti. Solo in due occasioni ho deciso di affrontare una rilettura di libri di scrittori a me molto cari, anche con occhi diversi essendo passato qualche anno: una scelta è ricaduta sulla maestra del giallo per antonomasia, Agatha Christie. L’altro autore è Michael Connelly!

Buona viaggio nel mondo di Bosch!

 

 

Michael Connelly su Thrillernord

Nato a Philadelfia, il 21 luglio 1956 è uno dei più famosi scrittori di Thriller statunitense. Autore di molteplici successi, da uno di essi “Delitto di Sangue” è stato anche tratto un film diretto ed interpretato da Clint Eastwood. Ha scritto molti libri avente come protagonista Harry Bosch.



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