La nuova inquisizione




La nuova inquisizione. Redde Rationem

Recensione di Sara Ferri


Autore: Carlo Legaluppi

Editore: Alter Ego Edizioni

Collana: Spettri

Genere: thriller

Pagine: 214

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 
 

 

Sinossi. Los Angeles, aprile 2017. Il detective Dylan Stevenson deve indagare su un incidente stradale nel quale hanno perso la vita due bambini, apparentemente in fuga dall’istituto per orfani St. Gabriel. Nel frattempo, a Milano, l’ex capitano del SAS, sir Alexander (Alex) Martini-Miller, viene coinvolto, suo malgrado, nelle indagini sulla misteriosa sparizione di Melissa, sua ex fiamma. In una corsa contro il tempo e contro nemici che sembrano provenire da ogni parte, Alex scopre che, dietro la sparizione dell’amica, potrebbero nascondersi le tessere di un agghiacciante mosaico, rispetto al quale il rapimento di Melissa rappresenta la punta dell’iceberg. Assieme agli intrepidi amici Carlo Lamberti e Cyrus Fox, l’ex capitano del SAS si trova invischiato in una battaglia contro una misteriosa organizzazione, il cui piano delirante potrebbe addirittura sconvolgere gli equilibri internazionali. In un rocambolesco susseguirsi di scontri, Alex dovrà mettere a repentaglio la propria vita e quella dei propri amici, non solo per salvare la pelle e per scoprire il progetto che si nasconde dietro le macchinazioni dell’organizzazione, ma anche e soprattutto per ritrovare se stesso.

 

Recensione

Chi già conosce Sir Alexander Martini-Miller ha avuto modo di apprezzarlo nei due libri precedenti dello stesso autore. Il personaggio che Legaluppi ha creato affascina lettori e lettrici.

Questa volta ci spostiamo dal Regno Unito, dove ha inizio la trama del precedente libro della trilogia, alla soleggiata Los Angeles. Ma non è questa la sola ed unica ambientazione del romanzo. Infatti, “La nuova inquisizione” ci trasporta sulla costa ovest dell’America, ma anche a Beirut, e in Repubblica Dominicana, Giamaica e in molti altri luoghi. Il lettore è attirato dal susseguirsi di luoghi, vicende, personaggi.

La scrittura, questi salti “logistici” mi ricordano molto uno scrittore che io amo tantissimo, sia per la trama dei suoi romanzi che per lo stile narrativo: James Rollins.

Questo mi ha fatto apprezzare ancora di più un thriller italiano che ricalca lo stile americano di questo genere di romanzi, che non ha nulla da invidiare ad autori tanto blasonati.

È difficile non apprezzare la scrittura elegante di questo autore, che anche questa volta, come nei precedenti libri, ha saputo costruire un intreccio formidabile. Gli ingredienti essenziali di un ottimo thriller ci sono tutti: suspence, tensione e tanta azione. Tutto ciò rende “l’ultima inquisizione” un thriller davvero pregevole.

Se siete avvezzi a questo genere letterario, lo sarete anche alle letture “forti”. Al cardiopalma, se così vogliamo dire. E lo sarete anche a scritture a volte molto crude, fin troppo. Pagine dove spesso il male è raccontato in tutta la sua vividezza.

I gialli nordici ci insegnano che un buon thriller è cupo, buio, tetro. Negli ultimi anni anche gli scrittori italiani si sono adeguati alla “moda” costruendo ambientazioni a volte claustrofobiche, luoghi e scene del crimine raccapriccianti. Dove il sole non arriva mai ad illuminare il buio.

Ho invece apprezzato questa mia ultima lettura proprio per l’aria che si respira tra le pagine. Una trama capace di regale momenti di vero brivido al lettore, ma senza donare quel senso di angoscia a e disagio che altri libri mi hanno lasciato in eredità.

Il salto temporale e di luoghi tra le numerose ambientazioni in cui si sviscera la trama del libro,rende la lettura fluida e scorrevole. Se è vero che chi scrive migliorerà di volta in volta il proprio stile, per Carlo Legaluppi, forse questa regola, va rivista. Questo per merito di una spiccata bravura che, già nel primo libro dell’autore “la ottava croce celtica” si riscontra nelle pagine.

Senza dimenticare che, a mio avviso, risulta difficile per qualsiasi scrittore riuscire a trasporre un romanzo in un luogo/città in cui l’autore non vive. Eppure, leggendo questo libro, l’atmosfera ricreata dall’autore è tale da rendere tangibile i luoghi menzionati.

Ma se questo sottofondo, se così lo vogliamo definire, crea un’atmosfera molto suggestiva per il romanzo, rimango i temi trattati il focus del libro. Odio raziale, estremismo religioso, guerre e giochi di potere, nonché tutto ciò che negli ultimi anni ha investito la Chiesa, che si è vista costretta ad indagare su certi atteggiamenti “viziosi” che sono trapelati recentemente, sconvolgendone la sacralità fin nelle fondamenta. Tutto questo e molto di altro, rendono “La nuova inquisizione” un thriller davvero bello, meritevole di tutto il plauso che all’autore va riconosciuto.

 
 

 

Carlo Legaluppi


Carlo Legaluppi è nato nel 1957 a Manciano, in provincia di Grosseto. Giovanissimo, si è trasferito nel capoluogo, dove risiede tuttora. Lavora a Siena, presso un primario Gruppo Bancario, in qualità di Dirigente Centrale. La morte viene dal passato – Nubi scarlatte è la sua seconda pubblicazione, seguito ideale del romanzo d’esordio La ottava croce celtica – Nulla è come sembra(Alter Ego, 2016), che nel 2017 ha vinto il Premio Speciale della Giuria alla IX edizione del Premio Letterario Internazionale “Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards” ed è arrivato finalista al Concorso Nazionale di Narrativa e Poesia “Argentario”.

 

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