L’anticonformista




L’anticonformista

Recensione di Laura Salvadori


Autore: Amal Bouchareb

Editore: Buendia Books

Genere: narrativa

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. Lucia ha un’ossessione per la cronaca nera e i massacri, la sua amica Marcella, reporter di guerra part-time, lavora per un’organizzazione che ha l’obiettivo di salvare i migranti. Salvarli tutti. Chi delle due è una vera anticonformista e chi una seguace (che banalità!) del business? Una satira attuale e vivida, un esperimento letterario di incontri impossibili … o forse no?

 

Recensione

Ho scelto di leggere questo breve romanzo di Amal Bouchareb perché sono da sempre attratta da ogni cultura che sia distante dalla mia, quel poco o quel tanto che rende tale conoscenza un viaggio intimo e un arricchimento del mio sapere.

Non mi aspettavo tuttavia una tale brevità, una tale parsimonia di parole, tanto da rendere la mia lettura una sorta di dolorosa intrusione in un mondo ambiguo, reso banale e meschino dall’ostentazione di alcuni dei più abbietti luoghi comuni che riguardano il nostro tempo presente.

Amal Bouchared ha al suo attivo una vita piena e interessante, che intuisco tuttavia complessa e non comune, poiché coinvolta dall’esperienza dell’emigrazione in un paese culturalmente lontano dal proprio paese di origine. La storia dell’umanità, si sa, è da sempre segnata dalle migrazioni. Nel tempo popoli interi si sono spostati verso territori più fertili, dal clima più mite. Popoli, stirpi, famiglie si sono mosse alla ricerca della libertà, inseguendo sogni talvolta fragili come vetro.

Oggi, sappiamo, c’è chi vuole fare dell’esperienza migratoria uno strumento per dividere, sfruttando la nostra ignoranza e la grettezza di chi vuole istillare diffidenza e odio verso il diverso.

In queste poche righe si legge la genesi della diffidenza e del luogo comune che vuole riconoscere, nel diverso, un modello di vita che invece non gli appartiene.

E’ così che Lucia deve trovare il modo per far apparire Jamila una donna sottomessa, violentata e sfruttata. E’ così che Marcella, che si nasconde dietro l’alibi di voler aiutare i migranti ad integrarsi nel nostro Paese, vuole trovare un modo per trarne un vantaggio personale.

Inutile dire che queste poche pagine hanno il potere di gridare a gran voce quanto i luoghi comuni, l’ignoranza, il rifiuto di ciò che è diverso, porti l’uomo lontano dalla verità. Difficile pensare che qualsiasi occidentale legga queste pagine non si senta colpevole di essersi trovato, almeno una volta nella vita, intrappolato in questi luoghi comuni.

Quando Lucia si rende conto che Jamila non è stata sottomessa, né violentata, né sfruttata risponde con grande rabbia a questa nuova consapevolezza, come se Jamila stessa la inchiodasse per sempre alla propria grettezza. In un mondo inesorabilmente diviso in due, tra bianco e nero, giusto e sbagliato, occidente e oriente, “L’anticonformista” racconta di un conflitto armonioso tra le due protagoniste, ognuna prigioniera di un suo schema mentale.

E’ naturale che nessuna delle due possa incarnare l’ideale di anticonformismo; al contrario entrambe rappresentano al meglio le sfaccettature, diaboliche, della nostra società, che sembra godere nel vedere l’umanità divisa e preda del pregiudizio.

 

 

 

Amal Bouchareb


Amal Bouchareb è un’autrice, traduttrice e giornalista algerina nata nel 1984 a Damasco (Siria). Laureata in traduzione, ha conseguito un master e insegnato nel dipartimento di inglese della Scuola Normale Superiore di Algeri tra il 2008 e il 2014. È stata caporedattrice della rivista letteraria Aklam. I suoi racconti e i suoi romanzi, pubblicati da Éditions Chihab e Éditions ANEP (Ministero della Comunicazione), hanno ottenuto importanti premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Ha tradotto in arabo molti autori italiani, sia classici sia moderni e contemporanei, come Niccolò Machiavelli, Pier Paolo Pasolini e Andrea Monticone. Per Buendia Books ha già pubblicato L’odore, racconto vincitore del Festival International de la Littérature et livre de jeunesse (FELIV) 2008 ad Algeri e riscritto in italiano da lei stessa. Abita in provincia di Torino dal 2014.

 

 

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