L’intruso




(Recensione di Maria Sole Bramanti)


Autore: Tana French

Traduzione: Alfredo Colitto

Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero Big

Pagine: 624

Genere: crime

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

Ossessione. Manipolazione. Disincanto.

Queste sono le prime parole che mi vengono in mente, pensando a “L’intruso”, sesto romanzo di Tana French, pubblicato in Italia da Einaudi Stile Libero Big e considerato “incandescente” da Stephen King.

 

 

In una Dublino sempre intrigante per noi lettori si muove una storia opprimente; non per chi la legge, ma per i suoi protagonisti. Tutti, dal primo all’ultimo.Aislinn Murray è bionda, bella, affascinante. Aislinn Murray si veste sempre alla moda. Aislinn Murray ha un appartamento arredato come nelle riviste patinate. Aislinn Murray è morta. Proprio in quell’appartamento patinato, proprio con quei suoi vestiti da modella.

I detective Antoinette Conway e Steve Moran sono a capo di quella che sembra una normale indagine per un omicidio domestico. Beh, inutile dirvi che di normale, in questa indagine, ci sarà ben poco.

 

 

Un crime molto particolare, questo di Tana French. Scritto in prima persona, al presente. La voce di Antoinette ci racconta le indagini e le dinamiche all’interno di una squadra di detective ma, soprattutto, ci racconta i se. I se del caso e i se della vita: la sua, quella di Aislinn, quella dei suoi colleghi; la nostra. Ogni personaggio di questa storia ha i suoi se. Ma chi non ha qualche se, nella sua vita?

È lungo, questo romanzo. Ma anche le ossessioni sono lunghe, instancabili, sfiancanti. Forse, qualche pagina in meno poteva rendere questa lettura più scorrevole; d’altra parte, questa sua lunghezza, questo suo contorcersi sulle varie ipotesi fa sì che anche noi lettori ci sentiamo attanagliati da una miriade di dubbi. Storditi. E non vi nascondo che se verso la metà mi sentivo un po’ stanca, da lì in poi ho letto tutto d’un fiato. Perché alla fine è impossibile non lasciarsi travolgere da tutti questi se.

E poi, l’ironia che pervade le pagine riesce ad alleggerire quella sensazione di… stanza chiusa, di nessuna via d’uscita.

Davvero accattivante, poi, il modo in cui la French ci spiega le dinamiche degli interrogatori, del rapporto con i testimoni, con i presunti colpevoli, con i colleghi della squadra: qui non siamo in tivù, dice Antoinette. Ed è proprio vero: quella che viene fuori da questa storia non è la classica indagine da serie Tv.

I vari personaggi escono fuori dalle pagine, si fanno tridimensionali. Te li ritrovi accanto e fai il tifo per loro, e un attimo dopo, vorresti ucci… metterli in manette! L’autrice gioca con noi lettori come fa con i protagonisti della sua storia. Li/ci porta dove vuole.

Quell’ossessione di cui vi parlavo pervade ogni pagina di questo romanzo, ogni personaggio. A volte, se (!) ci soffermassimo a osservare a distanza le cose, invece di perderci nelle nostre elucubrazioni… potremmo capire tanto di più… goderci tanto di più.

L’intruso” è disincanto, manipolazione e ossessione. Davvero un crime di ottimo livello.

 

 

Tana French


É nata negli Stati Uniti nel 1973 ed è cresciuta tra Irlanda, Italia e Malawi. Vive a Dublino. Nel bosco, La somiglianza e luoghi infedeli sono usciti per Mondadori. Per Einaudi ha pubblicato L’intruso (2018), il suo sesto romanzo.