Lo strangolatore di Moret




Recensione di Maria Sole Bramanti

Autore: Georges Simenon

Editore: Adelphi

Genere: Noir

Pagine: 93

Anno di pubblicazione: 2016

 

 

 

 

 

 

Un Simenon da riscoprire.

I tre racconti che Adelphi raccoglie in questo volume (secondo di una serie) fanno parte dei cosiddetti “dossier dell’Agenzia «O»”, 14 storie scritte da Simenon negli anni ’30 e pubblicate sul periodico “Police roman” dal 1941.

L’Agenzia «O» è un’agenzia di investigazione privata composta da Torrence, ex poliziotto e braccio destro di Maigret al Quai des Orfèvres, Émile, il fotografo, Barbet, ex ladro e la signorina Berthe, la segretaria.
In particolare, questo volume contiene i tre racconti “L’arresto del musicista”, “Lo strangolatore di Moret” e “Il vecchio con il portamine”.

Quello che si legge qui, è un Simenon un po’ diverso da quello a cui sono abituati i lettori dei vari Maigret e dei romanzi “non gialli” dell’autore belga; si apprezza comunque lo stile asciutto e senza fronzoli, schietto e essenziale dello scrittore, con l’aggiunta di un tocco di azione che a volte manca nei romanzi del commissario più famoso del mondo.

L’originalità delle trame è innegabile (soprattutto ne “Lo strangolatore di Moret”), come, del resto, è innegabile la capacità di Simenon di concentrare in una trentina di pagine un intreccio che, ai romanzieri di oggi, di pagine ne richiederebbe almeno 300.

E c’è un’incredibile ironia di fondo che rende geniali questi racconti: al di là della trama gialla, infatti, il leitmotiv è costituito dal modo in cui Émile (il vero cervello dell’Agenzia) gioca con tutti gli interlocutori a mettersi in secondo piano rispetto a Torrence (che, invece, non è né particolarmente attivo, né particolarmente sveglio): e questo giochino, Émile lo fa con la polizia e i vari personaggi che incontra, ma, contemporaneamente, Simenon lo fa con noi! E se non è geniale questo… La lettura di questo volumetto suscita molte riflessioni, che possono essere sintetizzate in questa domanda: dove sono finiti gli scrittori come Simenon, a cui sono sufficienti 30 per raccontare una storia gialla, con personaggi ben caratterizzati, azione, suspense e ironia?

Cosa ho imparato:
che quando uno scrittore è bravo, riesce ad essere sempre attuale. Questi racconti, badate bene, risalgono a quasi 90 anni fa (quasi un secolo fa ….)

La mia frase preferita:
“Qui siete in molti, no? Le persone intelligenti sono sempre in minoranza, perciò è inevitabile che più gente c’è, più aumenta la percentuale di imbecilli…”
 
 
 

Georges Simenon


Georges Simenon: Georges Joseph Christian Simenon (Liegi, 13 febbraio 1903 – Losanna, 4 settembre 1989) è stato uno scrittore belga di lingua francese, autore di numerosi romanzi, noto al grande pubblico soprattutto per avere inventato il personaggio di Jules Maigret, commissario di polizia francese.

Tra i più prolifici scrittori del XX secolo, Simenon era in grado di produrre fino a ottanta pagine al giorno. A lui si devono centinaia di romanzi e racconti, molti dei quali pubblicati sotto diversi pseudonimi. La tiratura complessiva delle sue opere, tradotte in oltre cinquanta lingue e pubblicate in più di quaranta Paesi, supera i settecento milioni di copie. Simenon iniziò la sua carriera di scrittore a poco meno di sedici anni, a Liegi, come giornalista nella sua città natale. Negli anni venti, trasferitosi a Parigi, divenne un prolifico autore di narrativa popolare. Negli anni trenta raggiunse la fama grazie al personaggio del commissario Maigret, i cui racconti e romanzi furono i primi a essere pubblicati con il suo vero nome; sino ad allora infatti, Simenon aveva pubblicato opere sotto pseudonimo, usandone decine: il più ricorrente era Georges Sim. Nonostante l’enorme successo commerciale, la critica letteraria è sempre stata indecisa riguardo ad una sua possibile classificazione, tanto che, benché la produzione poliziesca di Simenon riguardi una parte relativamente minoritaria della sua opera, egli è ricordato per lo più come un prolifico autore di romanzi gialli.

La storia di Simenon è ripercorribile sia nelle sue opere di finzione che nei diversi romanzi autobiografici. La sua vita privata era instabile: a parte i suoi due matrimoni Simenon ebbe numerose relazioni.