L’uomo che visse un giorno






l'uomo che visse un giorno di Håkan Nesser

(recensione di Katia Fortunato)


 

 

Autore: Håkan Nesser
Traduttore: Carmen Giorgetti Cima

Editore: Guanda
Pagine: 294
Genere: Thriller
Anno pubblicazione: 2003
 

 
24 agosto 1993: un uomo esce dal carcere. Erano dodici anni che non metteva piede fuori da quelle mura. Afferra la sua valigia e comincia a muoversi. È il suo primo giorno, e anche l’ultimo. Otto mesi dopo, durante una gita in campagna, una bambina di una scuola elementare ritrova il corpo di un uomo, senza testa, senza mani, senza piedi. Da questo indizio parte l’indagine del commissario Van Veeteren, che scava nei meandri della vita di un uomo qualunque, nella sua solitudine, nel suo passato: la sua famiglia, il villaggio in cui è nato e cresciuto, in quel paesaggio così innocente.

Domanda: Perché non conoscevo questo autore?
Risposta: Perché sono una snob e siccome la letteratura scandinava non mi fa proprio impazzire, non è tra le mie priorità di lettura.
Certo, ci sono le eccezioni come Nesbø, Lackberg, Larsson (che poi, rimanga tra noi, ma di Larsson, nonostante abbia tutta la trilogia, ho letto solo il primo…), etc… etc… che mi garbano, ma, ripeto, il thriller scandinavo non è molto nelle mie corde.
Sbagliato!
Non è così che si ragiona!

In ginocchio sui ceci, dietro la lavagna.

Ok, basta scherzare… Parliamo del libro.

C’è ’sto povero cristo che, dopo essersi fatto 24 anni di galera, il giorno in cui esce viene ammazzato. E per unire il danno alla beffa, gli tagliano la testa, le mani, i piedi e lo sotterrano avvolto in un tappeto, e passerà quasi un anno prima che venga ritrovato.
Ma poraccio! Senza contare che con tutte ‘ste parti mancanti, l’identificazione risulta un tantino difficile…

Inutile dirlo, bello! Lo stile è di quelli che piacciono a me, dialoghi veloci, ironici, arguti, come, praticamente, tutto il libro. Il personaggio di Van Veeteren è fantastico. Anche gli altri non scherzano, ma lui… è troppo forte!
Il ritmo non è serrato, non è urgente, e anche se vuoi sapere, sei curioso, ti lasci cullare dall’autore, segui i suoi ritmi e non ti dispiace.
Una nota negativa? Mmh… I nomi non facili, sia dei personaggi che dei luoghi; a volte entravo nel pallone e mi chiedevo chi fosse uno o l’altro, ma quando poi prendi familiarità, fila tutto liscio.
Questo libro è il terzo di una serie e potete star certi che recupererò tutti gli altri!
 

 

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