Muro di fuoco




Recensione di Ilaria Murgia

Autore: Henning Mankell

Editore: Marsilio

Pagine: 517

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2010
 
 
 
 
 
 

Un tassista morto per mano di due giovani, un uomo trovato senza vita davanti a un bancomat, una ragazza morta carbonizzata in una centrale elettrica e un altro corpo ritrovato nella sala macchine di un traghetto.
Una serie di omicidi che sembrano essere collegati tra loro, ma da cosa? È quello che dovrà scoprire il commissario Wallander durante la sua indagine.

In una Scania tipicamente autunnale, dove vento e nebbia la fanno da padrone, Wallander cerca di dare delle risposte ai crimini efferati che si susseguono senza sosta, fino ad arrivare a una conclusione che va oltre ogni immaginazione.
Lavoro e vicende personali si intrecciano ancora una volta nei libri di Mankell , il quale attraverso le indagini del commissario Wallander, trova l’occasione per parlare del problema della vulnerabilità, non solo di quella della società, ma anche di quella del commissario.

La Svezia viene descritta come una nazione piena di spaccature, dove barriere invisibili si ergono senza sosta a dividere i ricchi dai meno abbienti, dove i giovani sono sempre più allo sbando e dove la tecnologia contribuisce a rendere ancora più fragile la società.
Il commissario Wallander appare solo, tradito da chi gli sta intorno, insicuro davanti alle nuove tecnologie che stanno cambiando sempre di più il Paese e il suo lavoro.

Mankell grazie alla sua scrittura riesce a tenere il lettore incollato al libro e a farlo sentire parte della squadra che lavora alle indagini. Un ottimo thriller, scritto bene e con personaggi ben caratterizzati.
L’unica pecca è che non a tutte le domande emerse dalle indagini Wallender è riuscito a dare una risposta, lasciando così il lettore con qualche dubbio.

 

 

 

Henning Mankell


Viveva tra la Svezia e il Mozambico, dove a Maputo dirigeva il teatro Avenida. È l’autore della fortunatissima serie del commissario Wallander, pubblicata in molti paesi. Tra i riconoscimenti internazionali al suo lavoro, ricordiamo The Academy of Swedish Crime Writers’ prize per Faceless Killers (1991); Scandinavian Crime Society prize, The Glass key, per Faceless Killers (1991); The Academy of Swedish Crime Writers’ prize per Sidetracked (1995); the British Crime Writers’ Association prize, the Golden Dagger, per Sidetracked (2001).