Non spegnere la luce




Recensione di Giusy Ranzini

Autore: Stefano Tura

Editore: Fazi

Pagine: 240

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2005

 

 

 

 

 

 

 
 


Il cadavere di una giovane donna, incatenata e seviziata in una torre della campagna toscana tra Arezzo e Cortona, viene casualmente scoperto dall’ispettore Alvaro Gerace, che trascorreva le vacanze da quelle parti.

Uno dei protagonisti de Il killer delle ballerine, il precedente romanzo dell’autore, si ritrova così, suo malgrado, a indagare sul delitto, insieme a Meri D’Angelo, tenace e affascinante ispettrice della squadra mobile di Arezzo. Ma nel frattempo, a Bologna, il corpo mutilato e sfigurato di una donna viene rinvenuto in un cassonetto della spazzatura.

Esiste un collegamento tra i due efferati delitti?

Un nuovo serial killer è tornato a colpire?

Il ritrovamento di un terzo cadavere di donna non lascerà più dubbi. Nelle pieghe segrete di una Bologna umida e pericolosa, Gerace non potrà fare altro che mettersi in gioco e accettare la sfida: ma sarà una lotta contro il tempo e contro un killer disumano che sembra impossibile fermare.

Stefano Tura ritorna con un thriller, dal ritmo e dalla tensione ancora più forti rispetto al suo romanzo d’esordio”Il killer delle ballerine”.
La trama è ben strutturata.
Due storie importanti che si snodano in modo parallelo, tenute insieme e allo stesso tempo separate, con grande maestria, dall’autore.
I protagonisti vivono i loro giorni tra Bologna, la Val Tiberina, Rimini e il lago Trasimeno e trascorrono la loro esistenza tra droga, sesso, lavoro, amicizia e amore.

Un romanzo violento e crudo, con un ottimo ritmo e ricco di colpi di scena che vi terranno incollati fino all’ultima pagina.

 

 

 

Stefano Tura (


(Bologna, 1961) ha iniziato la sua carriera come giornalista di cronaca nera per Il Resto del Carlino. Nel 1989 è stato assunto in RAI: inviato di guerra in ex-Jugoslavia, Afghanistan, Iraq e Sudan, nel 2006 è diventato corrispondente per il Regno Unito con Marco Varvello.