Ogni ragazza perduta




Recensione di Francesca Marchese Avelluto


Autore: Megan Miranda

Editore: Piemme

Traduzione: Laura Prandino

Genere: thriller

Pagine: 400

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sinossi. E’ passato un decennio da quando Nicolette Farrell ha lasciato la cittadina in cui è cresciuta per non tornarvi più, ma adesso il passato sembra chiamarla: forse perché è il momento di occuparsi di suo padre, ormai anziano e sprofondato nelle nebbie dell’età, da cui solo ogni tanto si risveglia. O forse perché il presente nasconde qualche insidia di troppo. Fatto sta che per Nicolette è il momento di rimettere piede a Cooley Ridge, anche se è un posto con cui non ha mai fatto davvero pace. Tutta colpa di Corinne. La sua migliore amica di allora. L’amica scomparsa. Il suo trauma mai elaborato. Il ritorno a casa è un vero tuffo nel passato: Nic rivede dopo anni non solo il fratello Daniel, ma anche il suo ex Tyler, e quello che allora era il fidanzato di Corinne, Jackson. Erano solo dei ragazzi, all’epoca. Ed eccoli adesso, dieci anni dopo. Non sembrano cambiati: stesse dinamiche, stessi legami, stessi segreti sepolti nel passato. Ma quando un’altra ragazza, Annaleise, scompare in città, l’incubo di tanti anni prima ritorna. Perché la scomparsa di Annaleise ha più punti in comune con quella di Corinne di quanto chiunque riesca a immaginare… Raccontato a ritroso, con un magistrale controllo di ritmo e plot, questo romanzo è stato una rivelazione in patria, e un grandissimo successo di pubblico, e ha consacrato Megan Miranda come una delle stelle più brillanti del thriller psicologico americano.

 

 

 

Recensione

Ci sono romanzi che, a volte, letteralmente ti chiamano. Per Ogni ragazza perduta è stato esattamente così.

Sarà stata la splendida cover, o forse le premesse della trama.

O ancora la fama e il consenso che il romanzo ha raccolto in patria e che lo hanno preceduto nella sua traduzione italiana, ma il nuovo thriller della Piemme continuava a ronzarmi in testa e alla fine non ho potuto fare a meno che dargli retta e iniziare a leggerlo.

Sulla carta c’erano tutti gli elementi che amo leggere in un buon libro: l’ambientazione nella piccola provincia americana, un mistero irrisolto del passato che inevitabilmente si lega al presente e una protagonista, determinata e decisa, con un segreto.

E magicamente tutto ciò si è combinato in maniera perfetta per rendere la lettura scorrevole, intrigante e intensa. Il merito certamente è dell’autrice, Megan Miranda, che ha fatto un ottimo lavoro riuscendo a combinare elementi classici del genere in uno sviluppo originale e inedito, in cui la vicenda parte dal fondo per riavvolgersi indietro nel tempo. Narrato in prima persona, in una successione a ritroso degli eventi – ogni capitolo è infatti un giorno indietro nella storia.

Ogni ragazza perduta è un romanzo che esige il suo tempo e l’attenzione completa del lettore. Non è quel tipo di libro da leggere a pezzetti o prima di addormentarsi, ma è quella storia da leggere tutta d’un fiato con il minor numero di interruzioni possibili e in solitudine, per entrare appieno tra le pagine.

Inizialmente la gestione del tempo all’interno della vicenda può non risultare chiara, ma l’abilità dell’autrice nel narrare la storia e la sua capacità nel rendere il lettore parte integrante del racconto alla fine risultano preponderanti e il coinvolgimento è garantito.

I colpi di scena e i twist narrativi ci sono e si susseguono, non a ritmo incalzante, ma comunque in maniera piuttosto cadenzata e certamente  riuscita. La particolarità è la loro totale imprevedibilità, dal momento che la storia è narrata al contrario, il lettore è sempre in svantaggio rispetto all’autrice e non ha nessun modo di applicare un ragionamento logico-deduttivo per provare a dipanare il mistero (o almeno non all’inizio).

In ogni caso Ogni ragazza perduta è il “classico” thriller in cui più che sforzarsi a scoprire il mistero sarebbe bene lasciarsi condurre per mano dall’autrice, perdendosi nei meandri della storia. A questo proposito lo stile dell’autrice è veramente perfetto per fare ciò: lirico ma non eccessivo, descrittivo ed evocativo allo stesso tempo. Non annoia e non appesantisce, regalando alla storia un ottimo grip e una presa sicura sul lettore.

Forse ogni ragazza perduta è stato il libro giusto al momento giusto, ma a me è piaciuto moltissimo. Megan Miranda ha dimostrato di essere certamente un’autrice da tenere d’occhio per il futuro, in grado di mantenere un ottimo controllo della storia e allo stesso tempo di coinvolgere il lettore. Ha portato una ventata di novità nel panorama dei thriller e per quanto mi riguarda ha posto una nuova pietra di paragone del genere. Ogni ragazza perduta  sarà certamente un romanzo da rilettura per poterne ancora di più apprezzare i piccoli dettagli.

Consigliato a tutti gli amanti dei thriller.

 

A cura di Francesca Marchese Avelluto

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Megan Miranda


Ha studiato al MIT, e vive in Nord Carolina. All the missing girls è il suo primo thriller, che è stato un importante best-seller internazionale. Ha scritto anche diversi romanzi per ragazzi.

 

 

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