Piuttosto il diavolo






piuttosto il diavolo di ian rankin

(Recensione di Marianna Di Felice)


Autore: Ian Rankin
Editore: Longanesi
Traduzione: Alberto Pezzotta
Pagine: 386
Genere: Giallo
Anno di Pubblicazione: 2017

 

Anche se in pensione un detective rimane sempre un detective.

 

Si sa, un caso irrisolto lascia sempre l’amaro in bocca, e per questo John Rebus, detective in pensione, anche dopo tanti anni, non ha mai mollato la presa sul caso della morte di Maria Turquand. L’indagine, era stata riaperta 8 anni prima, grazie ad una giornalista di casi criminali, Maxine Dromgoole, che sfruttò la fama del momento pubblicando un libro sul caso, aiutata dall’ex poliziotto Chatham.

Questa vicenda sembra intrecciarsi ad un nuovo caso che impegna l’unità di Edimburgo e quella di Gartcosh. Due boss si contendono una città, tra traffici di droga, scommesse e riciclaggio di denaro. Uno è giovane e vuole diventare il numero uno; l’altro non vuole andare in pensione e, anche se è stato lui stesso a tirare su la nuova leva che preme per spodestarlo, cerca di tenerla a bada.
Il giovane boss, Darryl Christie viene pestato nella sua proprietà, dove vive con la sua famiglia.
Da questo pestaggio iniziano le indagini della polizia con Rebus che si trova sempre un passo avanti agli altri.
I poliziotti si ritrovano così a fare da scorta ad un criminale cercando di capire chi lo vuole morto, e nel frattempo un omicidio richiama l’attenzione dei detective che si ritrovano in mezzo ad una matassa da sbrogliare nella quale ci sono più casi collegati e indizi che riconducono in qualche modo all’omicidio di Maria Turquand.

Sir Magnus rivelò ai nipoti un segreto che aveva nascosto per tanto tempo un omicidio perché voleva che i nipoti diventassero spietati come lui, che pensassero solo ai soldi e che capissero come “certa gente se la cava sempre”

Questo poliziesco è ricco di suspense e colpi di scena tanto da non annoiare mai il lettore con delle semplici indagini di polizia. Il ritmo è veloce e la scrittura scorrevole. Rebus emerge come protagonista anche se ormai è un civile e non più un poliziotto. I suoi dialoghi con il boss Cafferty sono divertenti e stemperano la tensione fino a quel momento accumulata attraverso omicidi, pestaggi e indagini. Non ho gradito tanto la fine perché, secondo me, chiude troppo in fretta alcune questioni.

 

 

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