Sentiero nero




(Recensione di Antonia Del Sambro)


Autore: Åsa Larsson

Traduttore: K. De Marco

Editore: Marsilio

Pagine: 423

Genere: Giallo

Anno di pubblicazione: 2010

 

 

SINOSSI: In una arca rifugio sul lago ghiacciato di Taalojarvi in Svezia, un viandante che si ripara dal freddo trova il cadavere, assiderato, di una giovane donna. Le indagini e l’autopsia che seguono la identificano come una dirigente del colosso di estrazione di minerali preziosi Kallis Mining. Da qui partono le indagini dell’investigatrice Rebecka Martinsson e della ispettrice di polizia locale Anna Maria Mella. Quello che scopriranno sarà un perverso intreccio di affari, passioni personali, ossessioni e commerci rischiosi. Terzo libro della saga dedicato all’investigatrice Martinsson.

 

 

RECENSIONE: Il terzo libro di Åsa Larsson dedicato alla saga della brava e fragile investigatrice parte da quanto successo nel romanzo precedente, in cui Rebecka vede morire il suo migliore amico e ha un vero e proprio crollo nervoso.

La sua personale situazione è così grave da richiedere prima un intervento, all’ospedale di Kiruna, per le ferite riportate, poi un trattamento sanitario obbligatorio in una clinica psichiatrica, dove la giovane investigatrice viene curata per la sua gravissima depressione.

Rebecka, però, è una donna coraggiosa e forte e riesce a farcela abbastanza bene, tanto da poter essere dimessa dalla clinica e cercare di ritornare al suo lavoro e alla sua città natale, dove aveva passato l’infanzia con suo padre e la nonna paterna. Appunto la città di Kiruna.

L’investigatrice lascia, perciò, il suo studio di Stoccolma e accetta l’incarico di sostituto procuratore di Kiruna e, nonostante il suo intento sia quello di gettarsi a capofitto nel lavoro e condurre una vita molto riservata, si lascia avvicinare e coinvolgere in una “quasi amicizia” con Anna-Maria Mella, ispettrice della polizia locale e donna completamente diversa da Rebecka.

L’incontro e la collaborazione tra le due avviene in seguito all’efferato omicidio di una donna che viene trovata assiderata in una delle arche che gli abitanti del posto usano come rifugio quando si ghiaccia il lago di Taalojarvi.

Dopo l’autopsia, e attraverso una foto su un giornale, la donna viene identificata come una dirigente di una grande impresa di estrazione mineraria fondata da Mauri Kallis, uomo che si è fatto letteralmente da solo, con un passato di abbandono, povertà, affido e un presente con molte problematiche personali da risolvere. La sua azienda, però, è diventata leader nel settore e i suoi dirigenti sono molto conosciuti, come, appunto, Inna, la bella e seducente donna trovata barbaramente assassinata.

Åsa Larsson, a questo punto della storia, porta abilmente il lettore nelle vite parallele dei personaggi principali, raccontando il loro passato, oscuro e a volte inquietante, e il loro presente, che vede ognuno coinvolto, a proprio modo, nelle indagini per omicidio della giovane dirigente.
Cosa nasconde il colosso minerario Kallis Mining?

Cosa sa davvero Ebba, ricca e nobile moglie di Mauri, di suo marito e della sua vita privata?

Chi ha voluto mettere a tacere per sempre Inna?

In un crescendo di rischio e di “fantasmi” personali da combattere, Rebecka, affiancata dalla brava e intuitiva Anna-Maria, scopre la cruda e pericolosa verità che si cela dietro il potente gruppo Kallis. E proprio la diversità profonda tra le due donne protagoniste di Sentiero Nero dona una particolarità narrativa all’intero romanzo che porta il lettore a identificarsi prima con la solitudine affettiva e personale della Martinsson, e poi con la maternità e il calore familiare di Anna-Maria.

Un grande esercizio di stile narrativo e letterario che conferma Åsa Larsson tra i nomi di punta del thriller nordico e che farà avvicinare ai suoi romanzi anche i non appassionati del genere, per la sua capacità di saper raccontare mirabilmente tutte le sfumature dell’animo umano, le ossessioni, le paure e la voglia di riscatto e di liberazione personale.

 

 

SCHEDA AUTORE

Åsa Larsson è nata a Uppsala, una delle città svedesi più note ma è cresciuta a Kiruna, città dove ambienta la maggior parte dei suoi romanzi. Avvocato fiscalista si scopre scrittrice dotata e per questo premiata più volte dall’Accademia svedese del Poliziesco.