Solo il tempo lo dirà




Recensione di Laura Salvadori


Autore: Jeffrey Archer

Traduttore: Seba Pezzani

Editore: Harper Collins

Serie La saga dei Clifton #1

Genere: narrativa

Pagine: 490

Anno di pubblicazione: 2018

Figlio di uno scaricatore del porto di Bristol, Harry Clifton non ha mai conosciuto suo padre Arthur. Gli hanno sempre detto che è morto in guerra, anche se ha capito ben presto che quella non poteva essere la verità, dal momento che lui è nato nel 1920. Si aspetta comunque di seguire le sue orme, una volta finita la scuola, e di lavorare insieme allo zio Stan nel cantiere navale dei Barrington. Poi la sua voce meravigliosa gli consente di vincere una borsa di studio in un prestigioso collegio, e la sua vita cambia per sempre. Eppure il mistero che avvolge la morte di suo padre non smette di tormentarlo e lo spinge a scavare senza sosta per scoprire una verità che appare sempre più sfuggente. Perché sua madre gli ha mentito? E per quale motivo tutti si rifiutano di dirgli cos’è successo davvero? Ambientato tra il 1920 e il 1940, Solo il tempo lo dirà ci conduce dal primo dopoguerra allo scoppio del secondo conflitto mondiale, quando Harry dovrà decidere se accettare un posto a Oxford oppure arruolarsi nella Marina militare e combattere contro la Germania di Hitler. È un viaggio memorabile in compagnia di personaggi indimenticabili, al termine del quale Harry Clifton si troverà di fronte a un dilemma che non avrebbe mai immaginato di dover affrontare.

Recensione


Che piacere leggere un bel romanzo ambientato tra le due guerre mondiali in Inghilterra!

Devo dire che è un genere di lettura che prende il lettore e lo cala in una realtà che è bene andare a riscoprire, ogni tanto.

Il romanzo si autodefinisce saga; vi si narra la storia di due famiglie di Bristol: i Barrington, ricchi armatori, sicuri di occupare un posto nel mondo, abituati ad arrogarsi diritti e ad avere la strada spianata davanti, e i Clifton, poveri, scarsamente eruditi, abituati a subire, rassegnati a una vita semplice e non priva di difficoltà.

Come subito ci si aspetta, i destini delle due famiglie sono destinati a intrecciarsi e a covare un mistero, che è poi il fulcro del romanzo. Il mistero si incentra sulla paternità del piccolo Harry, che di fatto è svelata al lettore sin dal prologo, ma che comunque non è mai confermata, lasciando le vicende a crogiolare nel sospetto e nella supposizione.

Solo sul finale, quando ormai tutto è compromesso, il mistero si svela. La rivelazione si abbatte sulle due famiglie in modo tragico, spezzando un amore che si intuisce tuttavia forte e pronto a superare qualsiasi difficoltà.

La costruzione della trama non brilla di originalità: i temi su cui si basa appaiono assai sfruttati (due giovani che si innamorano ma scoprono di non potersi sposare, con tanto di colpo di scena sull’altare, mentre convolano a nozze – i soprusi che subiscono i poveri a tutto vantaggio dei potenti – l’imprevedibile e tormentata ascesa nel mondo dell’aristocrazia di un povero ma assai talentuoso bambino, grazie alle sue abilità).

Ne consegue che tutto il romanzo è prevedibile; la tensione narrativa si limita all’interrogazione che si fa il lettore, incessantemente, circa il momento in cui ciò che legittimamente sospetta, potrà avvenire e svelarsi.

Tuttavia sono i personaggi a brillare di vita propria. Sono i personaggi che danno al romanzo una decisa marcia in più e che rendono la lettura estremamente piacevole e coinvolgente.

Innanzitutto, i personaggi parlano in prima persona. Ognuno ha un suo capitolo in cui narra le vicende con la propria voce, dal suo personale punto di vista.

Inoltre, tutti sono caratterizzati con grande maestria, in tutte le loro sfaccettature, con le proprie qualità e le proprie debolezze.

Maisie Clifton, amabile giovane vedova, dal carattere forte, dall’orgoglio inesauribile, pronta a tutto pur di far emergere il proprio figlio, Harry Clifton.

Harry, bambino acuto e ambizioso, che lotta contro le avversità con un coraggio unico.

Il vecchio Jack, maestro di vita di Harry, latore di grande saggezza, personaggio chiave del romanzo.

Hugo Barrington, infido, calcolatore, bramoso di potere, intrappolato nel sospetto, che di giorno in giorno si fa certezza, la cui meschinità cozza con i principi morali del padre, Walter Barrington.

Anche l’ambientazione è da dieci! Uno spaccato dell’Inghilterra tra le due guerre mondiali, che non tralascia di sottolinearne l’aspetto sociale, politico e di costume.

Su questo aspetto, Archer compie un piccolo miracolo, riportandoci alle sublimi descrizioni storiche di Ken Follet, ma questo non deve sorprenderci, dato il calibro dell’autore!

Questo primo capitolo si chiude lasciando il lettore con il fiato sospeso circa il destino dei protagonisti. E non poteva che essere così!

Già mi interrogo sul proseguo della storia, che si interrompe alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, in un clima di incertezza storico ma anche personale dei protagonisti.

Non resta che aspettare di leggere il seguito, quindi! E credetemi, se leggerete questo primo capitolo, vorrete leggere anche il resto!

Perché comunque sia, vorrete sapere cosa accadrà a questi accattivanti personaggi! Proprio come me!

Jeffrey Archer


Jeffrey Archer, barone Archer di Weston-super-Mare, è nato a Londra il 15 aprile 1940. Con i suoi romanzi ha venduto 120 milioni di copie. È stato un membro del Parlamento europeo e vice presidente del Partito Conservatore inglese. La sua carriera politica, dopo varie controversie, si è conclusa dopo una condanna e la sua successiva detenzione. Al di fuori della politica è un romanziere, drammaturgo e scrittore di storie brevi. I suoi successi maggiori sono Non un soldo di più non un soldo di meno, Quarto potere, Figli del destino e L’undicesimo comandamento.

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