Sotto il cielo di Parigi




Recensione di Fiorella Carta


Autore: Marius Gabriel

Traduttore: Silvia D’Ovidio

Genere: Narrativa

Pagine: 382

Editore: Newton Compton

Anno: 2020

 

 

 

 

 

Sinossi. Parigi, 1940. La città è occupata dai nazisti. Il lussuoso Hotel Ritz, un tempo frequentato dall’alta società parigina, è adesso alla mercé di arroganti ufficiali tedeschi, con un ossequioso seguito di tirapiedi e accompagnatrici. Olivia Olsen è una delle cameriere dell’hotel. È americana, ma tiene nascosta la sua nazionalità, anche se questa bugia diventa ogni giorno più pericolosa. Quando un uomo molto vicino a Hitler mette gli occhi su di lei, Olivia non esita a cogliere l’opportunità per dare una mano ai partigiani. Ma lavorare fianco a fianco con Jack, il suo contatto nella resistenza, potrebbe complicare ulteriormente le cose. Tra i frequentatori del Ritz ci sono anche la famosa stilista Coco Chanel, che intravede nel nuovo regime un’opportunità da sfruttare a proprio vantaggio, e Arletty, una delle attrici francesi più amate dal pubblico, che verrà travolta dalla violenza di un amore proibito. Mentre la guerra si diffonde rapidamente in tutto il continente, il destino di queste tre donne è segnato dalla vicinanza con il nemico. E nessuna di loro può davvero considerarsi al sicuro.

 

 

Recensione

Gabriel rimane a Parigi, come nel suo primo romanzo e, anche questa volta, non delude. La città è consona al suo stile armonioso, capace di colori vividi e forti.

Racconta sempre con un fondo di verità anzi, mi correggo, la verità è la vera protagonista, i personaggi da lui inventati sono narratori abili circondati da persone realmente esistite che hanno fatto la storia, in questo caso scenario fra i più orribili e che resterà scritto per sempre.

Olivia attraversa la seconda guerra mondiale raccontandocela da un Hotel che in quegli anni è stato palcoscenico di grandi ricchezze e grandi tragedie.

Racconta del lusso, della medaglia che ruota fra ospiti e dipendenti  e di quando la catena a cui è appesa la medaglia si spezza e l’albergo diventa sede di autorità naziste. Parigi scompare in mezzo a bandiere occupanti e povertà dei residenti.

Una storia scritta con la piuma, ma sospesa fra romanzo e realtà di forte impatto, come la liberazione delle prigioniere dal carcere nazista: donne umiliate, soggiogate, liberate nel fisico ma mai nella mente, che arrancano verso la luce nel terrore di vivere  solo un bellissimo sogno.

La realtà è spesso un incubo più forte dell’ immaginazione di qualsiasi autore, ecco perché risulta difficile raccontarla sempre in maniera differente.

Marius Gabriel avvolge le parole con la seta, restando comunque tagliente nei momenti giusti, ancora una volta per non dimenticare.

Vi invito a leggere le sue annotazioni alla fine del libro, spingono a fare ulteriori ricerche sui personaggi noti coinvolti, non solo sui generali nazisti e  sulla resistenza. Cito, ad esempio, Coco Chanel, da molti apprezzata nel campo della moda e delle tendenze dell’epoca e di sempre, ma persona, a parer mio, poco stimabile per il suo atteggiamento durante la seconda guerra mondiale.

 

 

 

 

 

 

Marius Gabriel


È stato definito da «Cosmopolitan» uno scrittore capace di «tenerti inchiodato alle pagine mentre la tua cena si sta bruciando». Ha finanziato i suoi studi presso la Newcastle University pubblicando con uno pseudonimo oltre trentatré romanzi d’amore. È nato in Sudafrica, ma ha vissuto e lavorato in moltissimi Paesi, e adesso vive tra Londra e il Cairo. La Newton Compton ha pubblicato Il sarto di Parigi e Sotto il cielo di Parigi

 

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