Thriller-Proust in Duplex: Stefano Bonazzi e Paolo Capponi



Il “Questionario di Proust” in versione “intervista doppia”!
Stefano Bonazzi vs  Paolo Capponi


1. Il tratto principale del tuo carattere
Stefano: Bipolare. Rimbalzo come un flipper da uno stato emotivo all’altro, così gli amici non si annoiano.
Paolo: l’ironia, senza di lei non saprei come affrontare le giornate

2. Che genere di libri preferisci leggere
Stefano: Leggo quello di cui mi piace scrivere. Quindi storie che attingono dal quotidiano, dalla cronaca, dalle inquietudini, dagli spigoli della società. Mi affascina il sociale ma ancor di più l’asociale. Adoro spaventarmi.
Paolo: leggo davvero di tutto, da Saramago a King, passando per Philip Dick e Alan Moore

3. Che genere di libri preferisci scrivere 
Stefano: Dramma/Noir/thriller. Non ho le capacità per inventare nuovi mondi, quindi il fantasy e la fantascienza mi sono preclusi. Mi bastano le persone e le loro infinite sfaccettature
Paolo: quelli dove personaggi comuni provano a sopravvivere a se stessi e alla vita. Non sempre ci riescono

4. Chi è il tuo eroe
Stefano: David Lynch: un po’ visionario, un po’ vanesio, un po’ paraculo, come tutti i geni
Paolo: Pikappa, perché è uno di noi che, quando serve, sa sfoderare tutto il suo coraggio

5. Giorno o notte?
Stefano: Una notte infinita, ancor meglio se nebbiosa (sono nato a Ferrara)
Paolo: Notte, senza dubbio

6. Quanto c’è di te nelle tue storie
Stefano: Molto. Nei luoghi, nelle descrizioni, nell’atmosfera e nei difetti dei personaggi.
Paolo: le case di solito sono quelle dove ho vissuto, i personaggi hanno naturalmente qualcosa di me, ma spesso fanno scelte differenti da quelli che farei io (altrimenti mi annoierei a morte e lo troverei inutilmente narcisistico)

7. Che rapporto hai con i social network
Stefano: Ottimo. Li uso spesso e mi hanno aiutato a conoscere persone interessanti. Lettori e amici che per ragioni di distanza non posso frequentare di persona ma con cui intrattengo discussioni piacevoli. Chi li disprezza penso che non ne abbia capito il vero potenziale o non li stia usando nel modo corretto
Paolo: Simbiotico

8. Tra tutte le cose che fai, quale ti ha dato più soddisfazione
Stefano: La fotografia e la scrittura sono le passioni che mi completano, anche se al momento prediligo la parola scritta. La fotografia è sempre legata a uno strumento: se non cogli l’attimo o non hai un obbiettivo sottomano, lo scatto svanisce. Con le parole è diverso, non ci sono limiti
Paolo: Il sesso

9. Un piatto tipico della tua zona
Stefano: Noi ferraresi veniamo ricordati soprattutto per i cappellacci di zucca e la (leggerissima) salama da sugo, ma il mio stomaco delicato preferisce la torta di tagliatelle. Un dolce semplice, ma con un sapore ricco di sfumature.
Paolo: i vincisgrassi, una specie di lasagna rossa, buonissima, che io naturalmente non so cucinare

10. Il tuo artista (attore, scrittore, pittore, o musicista…) preferito
Stefano: Un pittore: Gottfried Helnwein. Uno scrittore: Cormac McCarthy. Una band: Portishead. Un fotografo: Robert Mapplethorpe. Un regista: Harmony Korine.
Paolo: Lady Gaga

11. Mare o montagna
Stefano: Rifugio antiatomico
Paolo: montagna tutta la vita

12. Hai qualche tatuaggio?
Stefano: Molti. Ognuno ha il suo significato. Mi piace imprimere ricordi, usare il corpo come un block-notes di successi e sconfitte, servono entrambe.
Paolo: No, ma vorrei farne uno, una volta trovata la frase giusta.

13. Se avessi qualche milione di euro
Stefano: Comprerei una galleria a Soho e la trasformerei nella nuova Factory.
Paolo: Comprerei una casa più grande e smetterei di lavorare per vivere di scrittura.

14. Che regalo faresti a Stefano/Paolo?
Stefano: Un cuore umano.
Paolo: La Storia infinita, che è uno dei miei libri preferiti. Ovviamente rivestirei la copertina di nero

15. Romanzo o racconto
Stefano: Come dice Gianluca Morozzi “il racconto breve è sesso in macchina, il romanzo è un weekend in una baita”. A me piacciono entrambi, quindi, davvero, non saprei proprio cosa scegliere.
Paolo: tutti e due, purché scritti bene

16. Scrivere per intrattenere o per far riflettere?
Stefano: Non ho la pretesa di far riflettere. Se riesco a rubare una manciata di ore al lettore per portarlo altrove, per me è già un successo. Se poi lui riesce a trarne anche una riflessione o un miglioramento da quello che ho scritto, tanto meglio.
Paolo: Tutt’e due, perché non credo che i due concetti si escludano

17. Ci racconti una barzelletta?
Stefano: L’italia è una repubblica fondata sul lavoro.
Paolo: Una mucca va in farmacia, fa la spaccata e muore.

18. Serie TV e film cult
Stefano: Black Mirror e Requiem for a Dream.
Paolo: Friends e La rivincita delle bionde (obiezione!).

19. Il tuo primo amore
Stefano: Marilyn Manson (con e senza cerone).
Paolo: bello, ossessionante e, per fortuna, passato

20. La canzone da canticchiare sotto la doccia
Stefano: “I don’t like the drugs but the drugs like me”, sempre di Marilyn Manson.
Paolo: Heaven is a place on earth di Belinda Carlisle

21. Cambieresti qualcosa del tuo aspetto fisico?
Stefano: Non abbiamo abbastanza spazio qui per l’inventario completo
Paolo: Le mani, credo di avere delle mani tozze e orribili.

22. Il tuo motto
Stefano: Se non puoi combatterlo, scroccagli una cena.
Paolo: (di fronte alle difficoltà) fucile carico e si riparte.

 

Di Stefano Bonazzi:

 

Di Paolo Capponi: