Un’amica quasi perfetta




Recensione di Kate Ducci


Autore: Barbara Copperthwaite

Traduttore: Jacopo Palladini

Editore: Newton Compton Editori

Pagine: 315

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

Sinossi. Mi chiamo Alex e il mio mondo è appena andato in frantumi. Mio marito mi ha lasciata, i miei figli si rifiutano di parlarmi e niente tornerà mai più come prima. Fatico persino a riconoscere me stessa. C’è solo una persona che mi dà coraggio: Carrie. È la migliore amica che si possa desiderare, l’unica di cui mi fido, la sola persona al mondo a cui posso rivelare i miei segreti. Da quando ci siamo conosciute in un gruppo di sostegno, abbiamo capito che le nostre solitudini potevano finalmente trovare un po’ di sollievo. Carrie non ha molto tempo a disposizione, ma io intendo fare in modo che i giorni trascorsi con me siano i migliori di tutta la sua vita. Perché lei è la cosa più preziosa che ho e non mi farebbe mai del male. E se mi sbagliassi?

 

 

Recensione

Una storia ben costruita, con continui salti temporali tra presente e passato che non disturbano il lettore e sono utili a depistarlo quanto a incuriosirlo.

Il romanzo è suddiviso in capitoli in cui si alternano i diversi protagonisti in qualità di voci narranti.

L’autrice è abile nel raccontare gli avvenimenti, a volte senza rivelare al lettore chi lo stia mettendo a conoscenza dei fatti, o addirittura facendolo cadere nella trappola di un facile scambio di persona.

Un libro singolare, avvincente, che confonde e cattura fino all’ultima pagina e ha un finale del tutto inatteso.

Spesso, anche i migliori thriller hanno il difetto di perdere qualità proprio scivolando in un finale prevedibile o, da un certo punto della lettura, facilmente intuibile.

Non è il caso di questo romanzo, che spiazza il lettore più di una volta, impedendogli di prendere una posizione, schierarsi a favore di uno dei protagonisti.

Lettura senza dubbio consigliata.

 


 

Qualche nota in più. L’autrice affronta due tematiche molto delicate: l’incapacità di accettare un grave lutto e quella di superare un’infanzia traumatica e priva di affetto. Lo fa in modo garbato e competente, con una capacità introspettiva e un’empatia che regalano al romanzo ancora più valore.

 

A cura di

Kate Ducci

 

Barbara Copperthwaite


Barbara Copperthwaite è nata e cresciuta nel Lincolnshire e per vent’anni è stata una giornalista, collaborando con numerose testate tra cui «The Daily Mail» e «The Guardian». Ha deciso di trarre ispirazione dai casi e dalle interviste fatte per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Quando non è occupata a scrivere, ama fotografare la natura selvaggia.

 

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