Vincoli




Vincoli. Alle origini di Holt

Recensione di Annalisa Tomadini


Autore: Kent Haruf

Traduzione: Fabio Cremonesi

Editore: NN Editore

Genere: Romanzo, saga familiare

Pagine: 264

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

Sinossi. È la primavera del 1977 a Holt, Colorado. Edith Goodnough giace in un letto d’ospedale, e un poliziotto sorveglia la sua stanza. Pochi mesi prima, un incendio ha distrutto la casa dove Edith abitava con il fratello Lyman. Un giorno, un cronista arriva in città a indagare sull’incidente e si rivolge a Sanders Roscoe, il vicino di casa, che non accetta di parlare per proteggere Edith. Ma è proprio la voce di Sanders a raccontarci di lei e del fratello, di una storia che inizia nel 1906, quando Roy e Ada Goodnough sono arrivati a Holt in cerca di terra e di fortuna. La storia di Edith si lega a quella del padre di Sanders, John Roscoe, che ha condiviso con loro la dura vita nei campi, in quella infinita distesa di polvere che era la campagna del Colorado. La Holt delle origini è l’America rurale, dove vige un codice di comportamento indiscutibile, legato alla terra e alla famiglia, e dove la felicità si sacrifica in nome del dovere e del rispetto. Nel suo romanzo d’esordio Kent Haruf racconta i suoi personaggi senza giudicarli, con la profonda fiducia nella dignità dello spirito umano che ha reso inconfondibile la sua voce letteraria. Questo libro è per le spighe di grano, per le mucche, per i cieli d’estate e la neve, per le stelle e l’erba, per la polvere e il dondolo, per una crostata di ciliegie e per le cartoline; ma questo libro è soprattutto per gli acerbi ragazzi che eravamo, per i dettagli in cui ci siamo persi, per i guai che ci hanno ammaccato, e per la porta che siamo riusciti ad aprire, finalmente liberi di vivere giorni più luminosi.

 

 

Recensione

Anche se questo romanzo è stato scritto prima della Trilogia della pianura e Le nostre anime di notte, in Italia è stato pubblicato per ultimo. Lo stile di Haruf è qui forse meno definito che nei libri successivi, meno scarno ed essenziale, ma uguale forza ha la sua narrazione, la creazione di storie e personaggi che si attaccano alla vita di chi legge fino a divenire quasi persone reali, di cui qualcuno ci ha raccontato.

Il titolo di questo romanzo (in originale “The tie that binds”) è davvero come un distillato, ha in sé il l’essenza profonda del libro.

Legami e sacrificio di sé sono i caratteri distintivi della vita di Edith Goodnough, che ci viene raccontata dal suo vicino Sanders Roscoe, mentre lei è piantonata in ospedale accusata di omicidio.

Sanders non è però un semplice conoscente. È cresciuto nell’unica fattoria vicina a quella della famiglia Goodnough, sentendo suo padre John, di poco più grande di Edith, parlare di lei ogni giorno, imparando quindi a conoscerla, a volerle bene, ad aiutarla e a ricevere aiuto e conforto,come una seconda madre – o forse anche di più.

Perché anche se John Roscoe ha fatto la sua vita, si è perso nell’alcol e nelle risse, si è ritrovato e ripreso, ha sposato una donna un po’ fredda, è diventato padre di Sanders, ha insegnato al figlio a badare alla fattoria, Edith è stata il grande amore della sua vita e questo sentimento non si è mai spento, mai affievolito. Non ha potuto spegnersi perché è stato un amore mai vissuto, a causa del sacrificio di lei ai Vincoli, ai legami familiari che ha sempre sentito come impossibili da spezzare e ha accettato come ineluttabili, condannando anche John, con se stessa, a quella prigione senza sbarre.

Obblighi verso un padre crudele e violento diventato invalido dopo un incidente alla fattoria, verso il ricordo, sempre più sbaidito, della piccola madre, verso un fratello, Lyman, più debole e indifeso, che lei ha protetto e atteso per una vita intera, giustificando ogni suo errore e anche il suo estremo egoismo, accettando tutto in modo sincero e profondo, non solo nell’apparenza. O forse il finale vuole far intendere una realtà diversa? Non vi resta che scoprirlo.

Per me, come sempre, è stato meraviglioso tornare a Holt.

 

 

 

Kent Haruf (Scheda Autore)


Kent Haruf (1943-2014): è stato uno dei più apprezzati scrittori americani, ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale dalla PEN/Hemingway Foundation. Con il romanzo Il canto della pianura è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize, e al New Yorker Book Award. Con Crepuscolo, secondo romanzo della Trilogia della Pianura, ha vinto il Colorado Book Award. Benedizione è stato finalista al Folio Prize. NN Editore ha pubblicato tutti i libri della trilogia ambientata nella cittadina di Holt, compreso Le nostre anime di notte, uscito postumo nel 2017.