A chi appartiene la notte




Recensione di Clementina Di Branco


Autore: Patrick Fogli

Editore: Baldini&Castoldi

Pagine: 344

Genere: narrativa/noir

Anno di pubblicazione: 2018

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”, scriveva Pavese nella Luna e i falò. Nel caso del romanzo A chi appartiene la notte, un paese ci vuole per poter tornare; un paese che si può anche scegliere, che non sia per forza il luogo in cui si nasce. Un paese, una casa per potersi nascondere e, con un po’ di fortuna e coraggio, per riuscire a ritrovarsi, così come capita a Irene, protagonista di questo romanzo, che proprio a Contessa, l’antica casa della nonna in un paesino dell’Appennino reggiano, si trasferisce, abbandonando il suo lavoro di giornalista d’inchiesta. Qui si reinventa, almeno ci prova a farsi dimenticare, ma ciò che era prima, poi ritorna e chiede il saldo. E infatti Filippo muore.

A chi appartiene la notte è la storia di Filippo, adolescente che cade dalla Pietra. Si è suicidato, sostengono. Filippo si uccide, ma quel gesto non ha nessuna motivazione apparente, non per la madre, Dorina, che a Irene si rivolge per scoprire cosa ci sia dietro il silenzio che avvolge l’intera comunità. Contro questo silenzio, degli uomini e della natura, Irene inizia a ricostruire la vita del ragazzo e così facendo entra in contatto con altre vite, passate e presenti, con altre storie che sembrano leggende ma nascondono verità, perché “ogni storia inventata contiene una storia vera”. Realtà e finzione si specchiano l’una nell’altra, continuamente, e Irene può fare affidamento solo sulla sua razionalità per riuscire a trovare una traccia, un sentiero da seguire. Sono suggestioni, sono incubi che la assillano, sono sguardi e leggende, sono racconti che la conducono sempre in un unico punto: la Pietra.

La Pietra di Bismantova è il cuore del romanzo, non solo quello geografico. Intorno alla Pietra, come nei cerchi danteschi, ritroviamo i luoghi della storia. Il più vicino, Case Valenti, il più misterioso e maledetto, poi la casa del Pittore, quindi gli altri borghi abbandonati e non. Tutti guardano la Pietra e la Pietra guarda tutti. La Pietra è sempre visibile, anche di notte, quando nel cielo appare come un punto più oscuro.

A chi appartiene la notte è un romanzo buio, noir cioè nero, perché nella notte si agitano gli spiriti, perché nella notte gli uomini si sentono chiamare dalle loro fantasie, perché nella notte le loro ossessioni si materializzano e i mostri che popolavano le fiabe d’infanzia si scoprono improvvisamente veri.

Irene racconta la storia di Filippo, ma racconta anche la sua storia e quella delle donne che ne sono coinvolte: Dorina, Ortensia, Maria, Grazia ed Elena. Sono le donne che curano, lottano, sopravvivono e resistono, squarciando la paura e lasciando affiorare la verità.

Alla fine del romanzo sappiamo cosa è successo, eppure la sensazione è quella di non sapere tutto.

Resta l’attesa di una risposta che intuiamo ma che non si svela, e che fa paura anche solo pensare; e allora la lasciamo lì, nel silenzio, nell’oscurità, perché “ciò che appartiene alla notte appartiene alla notte […] i sogni, i miraggi, i miracoli, gli incubi, i demoni.”

Patrick Fogli


È nato a Bologna nel 1971. Ha una laurea in ingegneria elettronica. Ha iniziato a pubblicare con Piemme e il romanzo A chi appartiene la notte è il primo pubblicato con Baldini&Castoldi. È considerato uno degli autori noir più interessanti del panorama italiano. Con Piemme ha pubblicato Fragile (2007), L’ultima estate di innocenza (2008), Lentamente prima di morire (2009), Dovrei essere fumo (2015), Io sono Alfa (2015).

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