Dark Harlem




A cura di Giorgia Usai


Autore: Rudolph Fisher

Traduttore: Pietro Meneghelli

Collana: Darkside

Editore: Fazi

Pagine: 314

Data Pubblicazione: 16-11-2017

Trama. Frimbo, il più famoso medium di Harlem, è stato ucciso nel suo studio. Quando il dottor Archer e l’investigatore Perry Dart arrivano sulla scena del delitto, nella sala d’aspetto trovano sette clienti, tutti potenziali colpevoli. Durante le prime indagini i sospetti cadono su Jinx Jenkins: era lui l’unica persona presente nello studio al momento dell’omicidio, è suo il fazzoletto trovato nella gola del morto e una sua impronta digitale viene scoperta sul manico della mazza usata per stordire la vittima. Ma mentre le indagini procedono, il corpo scompare e i moventi si moltiplicano: forse è stato ucciso per vendicare il fratello di Hicks, che si è ammalato gravemente in seguito a una maledizione che Frimbo gli ha lanciato, o forse il suo omicidio è da imputare alla malavita di Harlem, che non vedeva di buon occhio le continue vincite di Frimbo alla lotteria clandestina. Chiunque quella sera sia entrato in contatto con la vittima potrebbe ragionevolmente essere l’assassino. E proprio a questo punto arriva, immancabilmente, il colpo di scena.


 

 L’ambientazione

Prima di condurvi nella Harlem degli anni ’30, vorrei iniziare questa tappa del blogtour consigliandovi, quando avrete tra le mani “Dark Harlem”, di leggere per prima cosa le poche pagine scritte dal traduttore Pietro Meneghelli che troverete alla fine del libro e che serviranno a catapultarvi nell’atmosfera del racconto che vi accingete ad iniziare.

Fidatevi, meritano la vostra attenzione!

E ora, veniamo a noi…

Il romanzo si apre con la descrizione di una Harlem gioiosa e colorata in cui la musica la fa da padrona.

Ovunque risuona “I’ll Be Glad When You’re Dead, You Rascal You” resa celebre dal mitico Louis Armstrong.
Ascoltatela, e provate ad immaginarvi di camminare per le strade di un quartiere così vivo.

Ma non dimenticatevi che per ogni cosa bella, c’è il rovescio della medaglia, in questo caso rappresentato da alcune zone buie, silenziose, isolate. Lì accadono strane cose…

È impossibile non rimanere affascinati da un’ambientazione simile: un quartiere “misterioso”, tutto da scoprire, tra teatri, sale da gioco, e i personaggi davvero particolari che lo popolano.

Non posso raccontarvi molto altro perché rischierei di anticiparvi qualche dettaglio che invece va gustato durante la lettura.

Voglio però dirvi che vale la pena leggere “Dark Harlem” anche solo per immaginare come era Harlem negli anni ’30 e vederla con gli occhi di un afroamericano.

Grazie all’autore Rudolph Fisher, che ad un certo punto della sua vita si trasferì ad Harlem per esercitare la professione di medico, abbiamo infatti la possibilità di osservare, da un punto di vista insolito e per questo eccezionale, la realtà che lo circondava.

Ora siete curiosi di iniziare questo poliziesco?

Tranquilli, il 16 novembre sta arrivando!