Diamante




Sinossi. Il 1928 è un anno particolare, in bilico tra lo slancio verso una modernità che pare a portata di mano e le conseguenze di tragedie appena passate. Ma in un piccolo paese della provincia profonda pugliese è soprattutto un anno bisestile, dove una bambina che nasce deve fare i conti con superstizioni e credenze ancestrali, profondamente radicate nell’anima collettiva della comunità. Se poi la piccola rimane da subito orfana della madre, morta di parto, e soprattutto se nasce prematura con sei dita nella mano sinistra, la mano del demonio, la sentenza è inappellabile: è una strega, va tenuta nascosta, lontana dagli abitanti del paese, emarginata.Così la piccola Diamante cresce con la nonna Genesia, che fa di tutto per proteggerla, anche perché ha riconosciuto nella nipote le stesse doti di cui lei stessa è portatrice: è una “masciara”, una sensitiva, capace di entrare in contatto con il mondo delle ombre, dei defunti e di percepire l’urlo straziante che proviene dalle viscere della terra ogniqualvolta una persona conosciuta muore. Con rude saggezza saprà aiutarla a superare angherie e cattiverie, in un momento particolare e drammatico della piccola Storia locale così come della grande Storia europea: il fascismo trionfante che incattivisce ed esaspera i contrasti politici e sociali, la decisione insensata e sanguinosa di trascinare l’Italia in guerra, le scelte difficili per trovare riscatto e redenzione. Diamante infatti, ormai ragazza, scoprirà in questi tempi difficili l’amore di Gerlando, figlio dell’ex sindaco socialista del paese, che la condurrà in un viaggio pieno di insidie e di pericoli, per raggiungere le formazioni partigiane che combattono a Nord contro i nazifascisti. 

 DIAMANTE

di Giovanna Ventrella

Io scrittore 2023

Storico, pag.280

 Recensione di Silvana Meloni

“Dal Sud al nord: una storia d’amore, di magia e di Resistenza. Un affresco potente, picaresco e tenero, in grado di evocare vivide passioni e di richiamare sentimenti autentici in una narrazione coinvolgente.

Con queste parole la Casa Editrice definisce il romanzo Diamante, di Giovanna Ventrella, tra i vincitori per il 2022 del Torneo Letterario Io Scrittore; eBook pubblicato, infatti, dallo stesso marchio che organizza il torneo e non da una CE, tra le molte, che fanno capo al Gruppo Editoriale Mauri Spagnol.

Ho letto dunque con molta curiosità e aspettative il romanzo della Ventrella, autrice della quale non avevo mai letto niente altro.

Indubbiamente il romanzo racconta una vicenda che si dipana nel corso di un ampio periodo storico, dalla nascita della bimba di nome Diamante, nel 1928, alla fine della Seconda guerra mondiale. Si inserisce nel racconto anche un filo di occultismo, niente di esagerato, che trasporta il lettore, contemporaneamente, nella dimensione affascinante delle antiche masciare (fattucchiere popolari) e odiosa del pregiudizio, verso una bambina alla quale la sorte ha riservato un lievissimo difetto fisico. Il tutto all’interno di una piccola comunità del sud, dove, benché attenuate da uno storico isolamento, si insinuano le brutture delle prepotenze delle squadracce fasciste, nonché degli estimatori del Duce e delle sue nefande politiche belliche.

La storia raccontata è interessante, gli elementi per renderla anche affascinante ci sarebbero tutti, ma purtroppo, forse perché diventa complesso riuscire a raccontare vent’anni in duecentottanta pagine, il romanzo non mi ha catturato. Inoltre, per quanto l’autrice volesse percorrere le orme del realismo magico, il risultato non è stato all’altezza delle aspettative.

Nelle pagine di Diamante si dipana un lungo riassunto di eventi, poche le scene rappresentate e scarsi, e poco accattivanti, i dialoghi, soprattutto nella parte centrale. La protagonista ci viene “raccontata”, e raramente sono riuscita a cogliere le sue emozioni, positive o negative. E quasi tutti i personaggi risentono di questo schema narrativo, a eccezione di due personaggi femminili: Genesia, la nonna, e Suor Marcolfa, che definirei, peraltro, personaggi chiave di tutta la vicenda. Infatti, sono loro quelle in cui meglio si incarna il bene e il male, le due facce di una stessa medaglia, fedeli a sé stesse e alle proprie convinzioni, in vita come nella morte.

Pregevole, in ogni caso, il tentativo dell’autrice di proporre un impianto narrativo ti tale complessità, anche se il risultato finale non è stato, per me, del tutto soddisfacente. A volte, può essere soltanto una questione di gusto nella lettura e di apprezzamento, o meno, di un particolare stile letterario.

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Giovanna Ventrella


Giovanna Ventrella vive a Milano, dove insegna nella scuola primaria. Ha pubblicato testi per alunni e guide didattiche con Gaia Edizioni. È inoltre autrice di due romanzi: Rosamaria (2019) e Com’è e come non è (2020), pubblicati da CIESSE Edizioni.

A cura di Silvana Meloni

Instagram/silvana.meloni