È il suono delle onde che resta




Recensione di Cristina Bruno


Autore: Clizia Fornasier

Editore: Harper Collins

Genere: narrativa

Pagine: 336

Anno di pubblicazione: 2019

 

 

 

 

 

Sinossi. È la notte di Natale su un’isola remota, circondata dal mare scuro. Caterina è una vecchia signora stravagante, un’artista, che ha scelto per sé un destino di solitudine. Non vuole prendersi cura di niente e di nessuno, nemmeno di un gatto, e per questo vive reclusa nella sua casa arroccata su uno scoglio, lo spazio in cui dà vita alle sue opere d’arte. Mentre il resto del mondo festeggia davanti a una tavola imbandita, Caterina sta per andare a dormire, sola come sempre. I suoi occhi stanno per chiudersi, quando sente un rumore di vetri che si infrangono. In salotto giace una bambina, bagnata e svenuta. L’emozione di quell’improvviso contatto umano è troppo forte, e l’unica cosa che Caterina riesce a fare è stenderle addosso una coperta, sperando che la notte le sia clemente. La mattina dopo la bambina si è svegliata, ma non ricorda nulla della sua vita precedente. Sta disperatamente cercando il papà, ma di lui rammenta solo la voce e una musica lontana. Adele, come Caterina chiama la piccola, travolge l’anziana e reticente artista con tutta la vita e i colori che porta con sé. Inizia così per entrambe un’avventura che le porta fino agli angoli più remoti della terra e che cambierà irrimediabilmente le loro esistenze e i loro cuori.

 

Recensione

Caterina, ormai quasi settantenne, vive in una piccola isola dell’Italia meridionale, in una casetta solitaria, lontano dalla gente. Da oltre trent’anni ha scelto di ritirarsi là e dare voce alla sua vena artistica, senza il fastidio dei contatti umani. Unico appiglio alla civiltà è il fattorino che le consegna settimanalmente la spesa. La sua scelta è irrevocabile e suscita l’ironia e lo scherno degli altri abitanti che la ritengono strana e scorbutica.

Nulla sembra turbarla fino a che la notte della vigilia di Natale viene svegliata da un frastuono e in salotto trova una ragazzina di dieci o undici anni sul pavimento, bagnata e stremata. Questo sarà l’inizio di una nuova vita per Caterina e di un percorso a ritroso nel tempo per rimuovere le cause della sua solitudine. Il rapporto tra la donna anziana e la ragazzina, che verrà chiamata Adele, diviene ogni giorno più stretto rendendosi sempre più simile a quello tra madre e figlia. Adele non ricorda quasi nulla della sua vita precedente, solo frammenti che posseggono la voce dolce di un padre dagli occhi azzurri.

Poi un giorno l’ascolto di una colonna sonora di un film evoca in lei la certezza che quel canto è opera del padre e fornisce così una traccia a Caterina per riportare finalmente la ragazza al legittimo genitore. Le due donne dovranno solo seguire gli indizi per trovare il bandolo della matassa e scoprire le origini di Adele. Un impegnativo viaggio le porterà alla soluzione.

Il libro è una lunga favola sulla solitudine, sui sentimenti, sul desiderio di maternità e la ricerca di se stessi. Caterina e Adele sono le due protagoniste diverse eppure così simili. Si rispettano, si amano ma senza essere invadenti, costruiscono il loro rapporto con serenità e talvolta complicità, con qualche inevitabile piccolo litigio e incomprensione, come spesso accade tra madre e figlia.

La Natura è la terza protagonista del racconto con i paesaggi che suscitano emozioni e che entrano a far parte dei pensieri e dei ricordi. Rocce appuntite, angoli sabbiosi, montagne, alberi e neve accompagnano il lettore alla scoperta del mondo interiore di Adele e Caterina.

Credo che si possa poi individuare un’ultima, ma non secondaria, protagonista, l’Arte che si manifesta nelle creazioni delle due donne: sculture in legno o argilla che con la loro spigolosità o rotondità di volta in volta rivelano i loro stati d’animo.

Un libro particolare, veloce e piacevole da leggere e che lascia un bel ricordo tra il calore della fornace, il rumore del mare e l’odore salmastro. Poche pagine che invitano a riflettere sulle piccole e grandi scelte quotidiane fatte o non fatte e sul tempo che passa inesorabile.

 

 

A cura di Cristina Bruno

fabulaeintreccio.blogspot.com

 

 

Clizia Fornasier


Clizia Fornasier: volto noto del piccolo e grande schermo è nata a Conegliano (TV) nel 1986. “Il suono delle onde che resta” è il suo romanzo di esordio.

 

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