La pasticciera di mezzanotte




Sinossi. Dopo una vita passata a leggere libri altrui, il centenario avvocato Ferro decide di scriverne uno tutto suo per fare ordine nel proprio passato e raccontare una storia mai rivelata prima. Nel 1917, durante la Grande guerra, Torino è scossa dai tumulti della cosiddetta rivolta del pane: a ogni angolo di strada vengono innalzate barricate e l’esercito fatica a contenere la furia della folla, stremata dalla fame e dal senso di ingiustizia. È in queste giornate difficili che l’avvocato, scampato alla leva per via del suo gracile fisico, ritrova Jolanda, una donna già conosciuta anni prima, che sua madre avrebbe addirittura voluto fargli sposare. Jolanda è un’aristocratica di bell’aspetto, cresciuta in una famiglia che ha sempre glorificato i privilegi delle classi più agiate; ma adesso le cose sono cambiate, e anche lei vive una situazione di profondo sconforto. Quello che non è cambiato, però, è il grande talento di Jolanda in cucina, un talento che la donna ha sempre tentato di celare ma che ora avrà modo di esibire, scoprendo una parte segreta di sé che la cambierà per sempre. Il sapore del cibo, infatti, si trasformerà pian piano in ricordo, nostalgia di anni lontani, fino a diventare sinonimo di pace e normalità. Proprio grazie al cibo, la donna sarà capace di riconciliarsi con il proprio passato e i fantasmi della sua famiglia che spesso tornavano a tormentarla. In un’Italia ridotta quasi alla fame, in un periodo di crisi e razionamento, il senso del gusto diventa la chiave per la sopravvivenza, elemento nostalgico in grado di tenere vivi i ricordi e la sensazione di benessere legata al passato.

Dopo L’annusatrice di libriLa ragazza con la macchina da scrivereLa biblioteca dei sussurri e La fotografa degli spiriti, Desy Icardi ci regala ancora una volta personaggi indimenticabili, tratteggiando con maestria una Torino agitata dai moti popolari. La serie di romanzi legata ai cinque sensi e al piacere della lettura trova qui il suo straordinario finale con un racconto vivace e movimentato ispirato direttamente al senso del gusto e a un episodio ormai dimenticato della nostra storia.

«Il sapore viaggia nel tempo, attraversa i decenni, scavalca le generazioni e sussurra parole antiche non alle orecchie, bensì al palato».

 LA PASTICCIERA DI MEZZANOTTE

di Desy Icardi

Fazi 2023

Narrativa, pag.336

 Recensione di Francesca Mogavero

Se, come dice l’avvocato Edmondo Ferro, lettore quasi centenario, qui al suo esordio nella narrativa, si scrive sempre per qualcuno – “uno spirito affine, un lettore ideale, magari immaginario o ancora non nato” –, è vero anche che si legge per ritrovare sé stessi, la voce dell’autore, personaggi che nel frattempo sono diventati presenze familiari, con cui chiacchierare anche al di qua delle pagine.

La pasticciera di mezzanotte di Desy Icardi è quindi un ritorno a casa, in e con tutti i sensi: tornano Torino e la sua storia – anche quella dimenticata e gli eroismi quotidiani di cui nessuno parla mai (“fai del bene e scordalo”, del resto si dice) – torna la penna delicata e acuta della scrittrice, che con tratti precisi, ironici e affettuosi ritrae sicura caratteri e vicende, ambienti e sensazioni, e tornano le parole che, nell’intimo dei lettori, si trasformano in suoni, tinte, percezioni tattili e olfattive e soprattutto sapori.

Già, perché siamo giunti all’ultimo capitolo della pentalogia sensoriale, dopo L’annusatrice di libriLa ragazza con la macchina da scrivereLa biblioteca dei sussurri e La fotografa degli spiriti, e qui il gusto è il protagonista.

Anzi, dovrebbe. Perché, oltre al burro e al limone, oltre allo zenzero, al prezioso caffè, alla crosta dorata e necessaria delle biove e ai panini dolci e alle torte che ci sembra di addentare procedendo nella lettura, c’è molto di più: ascoltiamo le ragioni delle operaie e degli operai, i tumulti sotto casa, i tamburi di guerra non troppo lontani e i bisbigli più o meno benevoli, vediamo e tocchiamo secrétaire e sedie Savonarola che condividono gli spazi con arredi più moderni, mentre l’Ottocento nostalgico cede il passo al giovane Novecento scavezzacollo, ci riempiamo le narici del profumo di cipria, di abbracci mai persi del tutto, di pagine ingiallite o ancora da riempire… Insomma, questo romanzo che chiude il cerchio è la summa, una festa dei sensi e l’occasione per riscoprire il potere delle ricette, che in una nuvola di farina cancellano i confini e, in uno sbattere di uova e di zucchero, montano a neve anche le emozioni, riportandoci all’infanzia, alle ore felici, ai consigli culinari trasmessi come rituali e saperi iniziatici, tra sguardi dorati e complici e labbra lucide di marmellata.

Succede la stessa con i libri, che diventano amici e compagni di avventura saggi e pazienti, ci guardano crescere e allontanarci, sapendo che porteremo con noi qualcosa di loro: cucina e lettura, in fondo, non sono poi così diversi, hanno a che fare entrambe con le formule magiche… e Desy Icardi, in tutti e due gli ambiti, è una vera incantatrice.

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Desy Icardi


è nata e vive a Torino. Con Fazi Editore ha pubblicato L’annusatrice di libriLa ragazza con la macchina da scrivereLa biblioteca dei sussurri e La fotografa degli spiriti riscuotendo, anche all’estero, un grande successo di critica e di pubblico. Con La pasticciera di mezzanotte chiude la pentalogia sui cinque sensi e sul piacere della lettura iniziata nel 2019.

A cura di Francesca Mogavero

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