L’angelo ribelle




 L’ANGELO RIBELLE

di Emir Kusturica

La nave di Teseo 2023

Alice Parmeggiani (Traduttore)

Narrativa contemporanea, pag.176

Sinossi. Il gioco preferito dai ragazzi che abitano le alture di Sarajevo negli anni sessanta è una sfida alle leggi della natura: dopo la scuola si trovano per lanciare in aria i coperchi delle pentole, cercando di indovinare le correnti perché i dischi di metallo tornino nelle loro mani. Seguono con l’immaginazione i loro tiri imperfetti, finché un giorno, all’improvviso, un coperchio sparisce nel cielo, rifiutando di cadere. Cinquant’anni dopo, uno di quei ragazzi, Emir Kusturica, è cresciuto ispirato da quell’atto di ribellione poetica alla natura, ha visto il proprio paese distrutto da una guerra che ne ha ridisegnato i confini, ma non ha mai smesso di guardare alla libertà come al bene più prezioso che un uomo, e un artista, debba difendere. Quando incontra un grande scrittore, Peter Handke, scomodo per le sue idee ma con la luminosità che hanno i grandi maestri, riconosce subito di non essere più da solo. Il romanzo-mondo di Emir Kusturica è un’avventura letteraria che parte dai Balcani e attraversa l’Europa fino all’Accademia del Nobel di Stoccolma. Due ribelli – un regista e un narratore – si inseguono, camminano sul filo della storia tra i fantasmi di Ivo Andric ́ e Ingmar Bergman, cercando l’essenza dell’uomo. L’angelo ribelle è un libro sull’amore per la verità, sul coraggio di vivere fino in fondo la propria arte, perché “i marinai nella loro solitudine desiderano essere in un altro posto, non su una nave, mentre gli scrittori, nei loro pensieri, navigano sempre”.


Recensione di Gabriele Loddo

Se da un lato leggere L’angelo ribelle permette di coglier in modo immediato l’impronta intellettuale di un artista eclettico come Emir Kusturica, d’altro canto il romanzo fa emergere il senso di sofferenza e le pene che si annidano nel suo animo.


L’amore per la terra natia, per l’arte in genere e per la libertà,

sono passioni che sente e che ha visto soccombere a un degrado pilotato e voluto da interessi superiori, governato dalla malavita globalizzata (Handke). La guerra nei Balcani ha sgretolato la sua Jugoslavia, la ricerca del bello sottostà all’effimero scalpore, le menti sono e saranno sempre più controllate da nuovi faraoni, in un sistema dove l’élite ambisce alla vita eterna e relega le masse alla schiavitù.

Il romanzo lo dedica a Peter Handke

un uomo che non solo ha creato libri al di fuori degli schemi storico-sociali… ma che ha passeggiato attraverso la vita e ha scritto i suoi libri al ritmo dei propri passi” che, attraverso i loro incontri, gli aneddoti e le esperienze comuni, ha permesso all’autore di ritrovare la propria strada e le soluzioni che gli permetteranno di affrontare i demoni futuri: “lascia perdere il mondo, cammina, goditi il vento, guarda le pietre…”

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Emir Kusturica


Emir Kusturica (Sarajevo, 1954) è un regista, musicista e scrittore serbo, nato in Jugoslavia. Ha vinto due volte la Palma d’Oro al Festival di Cannes, nel 1985 per Papà… è in viaggio d’affari e nel 1995 per Underground, l’Orso d’argento della Berlinale per Arizona Dream nel 1993 e il Leone d’argento alla mostra del cinema di Venezia nel 1998 per Gatto nero, gatto bianco. È il chitarrista e frontman della band Emir Kusturica & The No Smoking Orchestra, con la quale si esibisce da più di vent’anni. Nel 2008 ha fondato il Kinustendorf Film and Music Festival. Tra i numerosi riconoscimenti, il premio europeo di architettura Philippe Rotthier, l’Ordine della Stella d’Italia e la Legion d’Onore francese. I suoi libri sono tradotti in 18 lingue, in Italia sono apparsi Dove sono in questa storia (2011) e Lungo la Via Lattea (2016). L’angelo ribelle è il suo primo romanzo.